Il lavoro nella storia

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Nell'era preindustriale in un lunghissimo arco di tempo che va tra l'epoca degli antichi sumeri e la nascita delle prime fabbriche del Seicento-Settecento domina una ideologia secondo la quale chi svolge un lavoro manuale non è parte della società.


Il lavoro è inteso con una forte connotazione negativa ...Non è un caso che al termine latino "labor" corrispondano termini italiani come fatica, travaglio,pena...



Con l'avvento dell'era industriale il concetto di lavoro assume un significato diverso, inteso come erogazione da parte dell'uomo di una forza produttiva che al tempo stesso è trasformatrice e creatrice.

 

Nei decenni successivi il concetto di lavoro si identifica in parte anche con un concetto di elevata socializzazione, sia perchè le sempre più numerose fabbriche si caratterizzano per una crescente aggregazione di persone, sia perchè connesso al lavoro vi è un marcato processo di inurbamento con lo sviluppo di agglomerati residenziali densamente abitati nelle immediate vicinanze delle fabbriche.



I luoghi di vita e di lavoro si fondono in un unico contesto . I ritmi lavorativi determinano i ritmi di vita di chi lavora e di chi vive attorno all' uomo che lavora.


 

In termini pragmatici e nell'accezione marxiana il lavoro è merce che il singolo offre in cambio di un salario determinato dalle leggi di mercato.L'uomo che lavora è parte di una "classe" di soggetti privi di poteri decisionali, possessori della sola capacità lavorativa e della propria prole ("proletario").

  Attualmente il concetto di lavoro è in fase di rapido cambiamento, si pensi solo alla rapidità con cui le tecnologie cambiano, talora in misura radicale, portando mutamenti del pensiero e del linguaggio, e quindi anche della cultura, e dei rapporti sociali. Il "telelavoro" è un esempio di questa evoluzione.