La sicurezza globale

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La recente normativa di prevenzione introdotta con il recepimento delle Direttive Comunitarie ha determinato il passaggio dai tradizionali metodi di prevenzione esclusivamente tecnica, ad un sistema di sicurezza globale che pone l'uomo anzichè la macchina al centro della nuova organizzazione della sicurezza nei luoghi di lavoro, con il conseguente coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate.


Questa esigenza deriva dal fatto che, malgrado l'ampia normativa esistente per la tutela della sicurezza e della salute del lavoro, e nonostante la presenza di una rete di enti e servizi preposti al controllo e alla vigilanza, i dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali rimangono elevati e inaccettabili.



Oltre ad una importante quota di infortuni legati alla mancanza o alla trascuratezza dei sistemi tecnici di sicurezza sulle macchine e gli impianti, è elevato anche il numero degli infortuni così detti comportamentali.

Con questro termine si intendono quegli infortuni che, pur avvenendo in orario di lavoro e in ambito lavorativo, non sono strettamente connessi alla pericolosità intrinseca del tipo di lavorazione o della macchina, ma sono generati da quelli che vengono definiti "lapsus infortunistici" dell'individuo, determinati cioè dall'influenza di fattori come l'attenzione, la precezione, la consapevolezza del rischio, la motivazione verso il lavoro, il clima organizzativo, la comunicazione.



Assumono perciò un ruolo fondamentale l'informazione, la formazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori, un tempo poco valorizzati o ritenuti secondari.