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Newsletter:  La mia crisi...nella crisi

«Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità.»
[J. F. Kennedy ]

La mia crisi... nella crisi: Il racconto di un'esperienza
A voi la parola:  "Anime inquiete"
Promemoria:  Chiusura Estiva Spazio Giovani



 Ciao amici! Ultimamente giornali e tv non fanno altro che parlare di "crisi", la crisi che ha investito il mondo delle banche, dei mercati finanziari mondiali, la crisi che fa costare tutto più caro e che costringe le persone a fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese con ancora un euro in tasca! Ma è solo questa la crisi? Per questa newsletter ho pronto per voi il racconto ironico e appassionante di un ragazzo che guarda il mondo e scopre con stupore, che non è solo il mondo a vivere una crisi.. si guarda dentro in un momento di sconvolgimenti e si rivede nel mondo, nelle sue difficoltà e nei suoi ostacoli per andare avanti crescere e cambiare. 

 La mia crisi... nella crisi

[... Sento come se l'esito di una guerra cosmica oscillasse dentro di me.. allora vedo la CRISI sì, ma non la crisi del mondo, del sistema economico-finanziario, fatta di gente che perde il lavoro, di aziende che chiudono, di banche che falliscono...  No..  non questo, questo è fuori, è la crisi del mondo in cui io vivo, ma quella che sento è la crisi che io sto vivendo.. una crisi diversa..]

Oggi è una giornata strana.. mi sveglio teso, forse preoccupato ma non so per cosa, in allerta, mi sento un elastico pronto a spezzarsi. A svegliarmi, in realtà, è il volume da cinema estivo all'aperto della televisione che sta guardando mio padre in salotto. Provo a capire che programma sta guardando, niente.. il telegiornale, tanto per cambiare.. allora dal letto senza alzarmi, e ancora mezzo addormentato, gioco a fare il ninja, obiettivo: devo carpire una frase intera del telegiornale per salvare il mondo.. in realtà colgo solo 4  parole: crisi.. anti-crisi.. Italia e qualcosa che iniziava per cri.. e mi sembrava molto la parola “crisi”.. non mi stupisco, non si parla d'altro.

Vado in bagno a lavarmi la faccia con acqua gelata senza sapone, il sapone non fa per me. Mentre mi lavo, cioé mi tampono con le dita bagnate gli occhi ottenendone un effetto di luci psichedelico, un pensiero si fa largo nel torpore mattutino e si impossessa di me, mi penetra nella mente e senza neanche capire come.. sto pensando a Lei, Lei che ieri mi ha salutato come mille altre volte quando usciamo in compagnia e Lei che quel suo saluto per me ha preso, senza capire come, un significato nuovo, diverso, che mi ha lasciato inquieto. Mentre fantastico non so bene su cosa, ci pensa l'asciugamano in stile carta vetrata doppio strato a riportarmi alla nuda realtà..
Torno in camera, mi guardo allo specchio, mi ispeziono dalla testa ai piedi e quello che vedo non mi esalta. E' già da un po' che quello che vedo non mi esalta, sono alto per la mia età, 'scheletrico', a volte mi sembra di avere le braccia troppo lunghe.. o la testa troppo grande, mi guardo i piedi che sembrano due zattere.. osservo le mie le spalle strette nonostante il nuoto e la pallavolo. Sì, la pallavolo.. menomale che il campionato è finito perché quest'anno è stato un incubo, penso.. sono cresciuto di 18 centimetri in un anno e se prima schiacciavo come un professionista ora mi sento impacciato e  scoordinato, dovrebbe essere il contrario e invece è così.. ho giocato titolare solo 4 partite e il mister mi dice che non mi devo preoccupare, che è normale così, che per adattarsi al corpo che cambia ci vuole tempo.. io in genere, quando mi dice così sorrido e annuisco con poca convinzione, ma in realtà vorrei saltargli al collo e urlargli in faccia - è normale una mazza! - .. finisco di deprimermi allo specchio mentre mi vesto testando il mio bicipite con un gesto da body-builder navigato.. - dovrei fare palestra – sospiro.
Vado in cucina a fare colazione controvoglia. Menù: caffé-latte e 2 (dico 2 di numero!) biscotti di una sottomarca immangiabile, delle robe che dovrebbero sembrare cereali con scaglie di qualcosa che dovrebbe essere cioccolato.. il risultato è qualcosa, non si sa che cosa, ma di certo il gusto è più vicino al cartone pressato che al biscotto. Strano, perché mia madre queste schifezze non le compra mai - ..sarà la crisi - mi dico.

La mattinata la passo tra una partita alla Wii e una alla Play, interrotte ogni tanto dall'aggiornamento del mio profilo su facebook e netlog dove scopro con sorpresa che il mio migliore amico si è imbarcato con una tipa sabato scorso ad una festa, questa risponde che non è vero.. ma che si sarebbe imbarcata volentieri, a questo punto un'amica di questa tipa interviene nella comunicazione per ribadire il concetto (si sarebbe imbarcata volentieri..) con frasi allusive e piccanti e per sottolineare che per imbarcarsi almeno prima bisogna conoscersi meglio, al ché il mio amico replica con classe all'amica della tipa con un leggiadro “fatti i c...i tuoi!”.. beh.. inutile dirlo, la cosa degenera in una mega-litigata che comprende anche altri tre utenti di cui ignoravo l'esistenza (due amiche dell'amica della tipa e uno, che secondo me non c'entra niente, ma che non ce la fa a farsi 'gli affari' suoi)... Io provo a smorzare i toni con qualche battuta di alleggerimento, non risolvo la situazione ma ottengo una tregua, o meglio, fanno una tregua solo perché si coalizzano tutti per insultare me! Al terzo “sfigato” che ricevo, con annessa faccina, (le faccine le odio!) mi defilo.. 

Per smaltire la tensione accumulata in rete mi tuffo in FIFA '08, il 2009 mio padre non me lo comprerà fino a Natale, siamo in Agosto.. vabbé, fa in tempo ad uscire il 2010.. -  colpa della crisi? - mi domando perplesso... Noooooo, è mio padre che è un infame perché pensa che uno le cose se le deve guadagnare con il sudore e il sacrificio così poi se le gode di più.. intanto gli altri hanno il motorino che li aspetta in garage e io che ho fatto il patentino prima di tutti devo aspettare ancora un anno.. mistero del progetto educativo dei miei genitori.. Comunque, dopo aver perso tre partite di fila alla play torno a vedere come procede lo “scambio di idee” sul facebook.. tiro un sospiro di sollievo, tutto risolto, alle 18.30 si trovano in piazza il mio amico e la tipa e allora lì o si menano o s'imbarcano.. in piazza, ma dico io non potevano vedersi al cinema? .. saranno senza soldi.. la manica del genitore si è fatta più stretta e i fondi a disposizione scarseggiano per tutti.. c'è la crisi mondiale, no?

Non mi soffermo a pensare ai risvolti economici della cosìdetta crisi, tanto i soldi non bastano mai, ma rifletto su qualcosa, una parola verso cui finora avevo prestato poca attenzione.. imbarcare, imbarcati, imbarcarsi... mi domando chi sia stato il primo genio ad utilizzare il termine "imbarcarsi" come sinonimo di "limonare", che già "limonare" aveva tutto un suo perché.. ma limonare è infantile, fuori moda, imbarcarsi rende meglio.. 'sta storia della barca è proprio di una altro livello, - Sai, mi sono imbarcato con quella tipa...- da proprio l'idea del viaggio in mare, dell'impresa da traversata oceanica, lasciare il porto sicuro per avventurarsi nell'immensità del "profondo blu" dove tutto è ancora sconosciuto e sono solo vento, onde, correnti e stelle a dirti dove stai andando.. o verso dove ti stai perdendo.. Il bacio, sì, in fondo un po' un viaggio lo è.. quando la passione ti prende e ti solleva sulle sue ali, ti sbatte da una parte all'altra con la forza di una tempesta, il cuore è attraversato da scosse elettriche e il sangue ribolle nella testa come la pentola a pressione di mia nonna quando fa il brodo! Almeno io penso che sia così, un bacio ancora non l'ho dato.. ma me ne sono fatto un'idea, soprattutto dalla TV e dai racconti che ci si fa tra amici.. alcuni hanno baciato decine di ragazze nei posti più strani, nelle situazioni più disparate: dentro al cinema, fuori dal cinema, al parco, al mare in spiaggia, sul pattino, a scuola, fuori da scuola, dietro alla scuola, sotto casa di lei, sulle scale o in ascensore della casa di lei, dentro casa di lei, da lei con la madre nella stanza a fianco, da lei con il padre nella stanza a fianco, davanti ad un vigile (con l'idea di fare qualcosa di proibito per legge!), chi addirittuara davanti ai genitori con fare di sfida.. naturalmente io a tutte queste storie non credo, o almeno ci credo allo 0,001%, però non mi sottraggo dal raccontare le Mie imprese amorose (prese dalla rivisitazione di film e racconti di altri con le dovute modifiche..).. sì, racconto qualche piccola bugia con qualche mezza verità ma non è grave, del resto, se non condividi queste cose sei fuori.. già non ascolto i Sonora (che tra i miei amici sono il top!), al calcio sono allegrico (ma per il gruppo mi sparo 2 partitelle la settimana almeno..), i miei capelli sono i meno "ingellati"di tutti.. se almeno non mi faccio trovare preparato su temi come il bacio, le ragazze e la masturbazione rischio di essere bollato da sfigato a vita!

Mentre mi perdo in queste considerazioni più o meno filosofiche sento mia madre che urla come se la stessero scuoiando viva. No, purtroppo non la stanno scuoiando, mi chiama così quando è pronto il pranzo. Da vero bastardo aspetto ancora un minuto per sentirla gridare un'altra volta, sperando che perda la voce per sempre ma niente.. All'ottavo "ruggito" di minaccia mi dirigo con passo svelto in sala da pranzo, oggi ha vinto lei.. ma domani mi rifarò.
Mangio poco e velocemente per evitare il tour di telegiornali che parlano, incredibile ma vero, della crisi economico-finanziaria globale! Mio padre a pranzo guarda in genere quattro Tg diversi- perché quello del mattino non basta..- e li commenta tutti dall'inizio alla fine cercando di spiegarmi i passi più significativi. Sorrido e annuisco, che funziona sempre. I miei genitori ultimamente li vedo cambiati, sono sempre intenti a preoccuparsi per qualcosa, ho capito e stra-capito che c'è la crisi e che il lavoro impegna, che poratre avanti una famiglia è difficile, che i soldi non sono mai sufficcienti ecc.. ma non capisco perché quel qualcosa per cui devono preoccuparsi in genere sono io. Regole, divieti, obblighi, doveri.. che io devo rispettare, accettare, assolvere perché altrimenti mi tocca sorbirmi delle predicozze galattiche con annessa punizione di rito.. che in genere significa salutare internet e le uscite al sabato per almeno un mese, oppure rientri anticipati rispetto all'orario conordato che mi fanno passare da sfigato con tutti i miei amici.. "Che sfigato, già te ne vai? Io sto fuori fino a mezzanotte se voglio".. eh, bravo io vado a casa altrimenti a mezzanotte non ci arrivo vivo. In casa ormai mi sento soffocare e questo capita sempre più spesso, ogni tanto vorrei trapiantarmi in un'altra famiglia.. Che la crisi oramai si sia fatta largo in casa mia in questo modo non mi sembra vero.. meno male che alle tre mi vedo con gli amici al parchetto. Con loro almeno posso parlare senza sentirmi ogni volta un bambino, senza sentirmi dire che non posso capire, loro mi ascoltano.. che non è poco.. mi capiscono (perché da quel che si dice anche i genitori degli altri stanno cambiando per via della crisi.. ma questa crisi non sarà mica un virus?)..  e comunque al parchetto almeno mi sfogo con un bel due-contro-due a tutto campo!

Mentre esco di casa e vado verso il parchetto, con il mio cellulare penultima generazione – sapete com'è, volevo l'iPhone.. ma c'è la crisi che imperversa..- mitraglio una raffica di SMS  agli amici per organizzare il pomeriggio e conoscere le ultime news. Ricevo delle risposte in serie che mi lasciano prima perplesso.. Andrea non può venire, inizia un corso di chitarra.. poi preoccupato.. Marco e Simone sono usciti con Camilla e Beatrice per un romantico pomeriggio a 4 .. Gabriele e il resto del branco sono a fare vasche in Centro sperando di rimediare almeno qualche numero telefonico.. insomma la partitella pomeridiana è annullata!
La nostra partitella del sabato pomeriggio, rito estivo che ci accompagna da anni, abbandonata così all'usura del tempo.. Mi dispiace un po', ma in fondo sono anche sollevato, già il calcio mi piaceva poco e poi ultimamente anche a me sta partitella cominciava a starmi un po' stretta.. ci sono altre cose da fare. Sabato poi e l'unico giorno che Giulia non è impegnata con i suoi al negozio di fiori e sono già due settimane che mi invita a prendere un gelato alla mitica gelateria "Ciocco-menta" (che si vocifera debba chiudere a causa della crisi..) sotto casa sua.. cosa che fino ad ora avevo attentamente evitato, beh, c'era la partitella e poi sai che figura con gli amici, finiva che passavo per quello innnamorato, bleah.. ma nonostante questo ultimamente mi ritrovo spesso a pensare a Lei.

Forse me ne rendo conto solo ora, ma non lo faccio apposta a pensarla, e come se la sua immagime fosse per gli occhi della mia mente una potente calamita, spazio libero da un pensiero all'altro ma appena mi avvicino a pensare qualcosa che in qualche modo, anche nel più bizzarro, è riconducibile a lei ..ZAC.. la vedo e sento per lei qualcosa che mi è nuovo, che fin qui non avevo provato. 

A dire la verità sono tante le cose che fin qui non avevo provato, un moto di mare interminabile si scuote, desideri contrastanti che si alternano e si combattono.. dalla carezza di mia madre al bacio di una ragazza, dal parchetto al mondo infinito da esplorare, dal fare ciò che gli altri ti dicono a prendere  in mano la vita e scegliere per te..  Sento come se l'esito di una guerra cosmica oscillasse dentro di me.. allora vedo la CRISI sì, ma non la crisi del mondo, del sistema economico-finanziario, fatta di gente che perde il lavoro, di aziende che chiudono, di banche che falliscono, di risparmiatori in rovina.. No.. no.. proprio no... non questo, questo è fuori, è la crisi del mondo in cui io vivo, ma quella che sento è la crisi che io sto vivendo.. una crisi diversa.. fatta di dubbi, timori, aspettative e domande riguardo al mio sentirmi così, sopeso, indefinito.. Tra il non sentirmi più un bambino ma non essere ancora un adulto, una crisi fatta di autonomie a metà,  fatta di voglia di libertà e di battaglie con i genitori per conquistare questa libertà.. fatta di un corpo che cambia e che non so cosa diventerà.. fatta del desiderio di amare e di un amore diverso da quello che può darti una madre.. fatta di un gruppo di amici con cui parlare e sfogarsi, amici che ti fanno sentire accettato per quel che sei, che a volte ti criticano, che a volte ti 'maltrattano' ma sui quali sai di poter contare e che non ti fanno mai sentire solo..

Tutto ora sembra poco chiaro, indefinito e vorrei già conoscere la fine di tutto questo, sapere dove mi sta portando, vorrei certezze alle quali aggrapparmi, certezze che non trovo da nessuna parte e che forse nessuno mi può dare, appigli che anche quando li trovi e pensi siano traguardi raggiunti ti crollano addosso e tutto sembra ricadere nel dubbio, nella confusione, nel mare infinito del "che cosa sarà domani.. e perché quel domani non può essere oggi?"... Allora la crisi che c'è fuori, nel mondo forse è anche la mia crisi e le difficoltà che sento non sono fuori ma dentro di me..
Ma non è vero che tutto crolla, semmai si trasforma, cambia e io non sono solo spettatore di questo cambiamento. A volte vorrei già essere adulto, come fosse la meta tanto attesa di un lungo viaggio.. ma diventare grandi è veramente un viaggio e la strada da percorrere, con i suoi ostacoli, non è meno importante della destinazione.
Io, scelgo di viaggiare e giorno per giorno ... vivo la mia crisi.

 

A VOI LA PAROLA

Le poesie che seguono sono state pubblicate dai membri del forum dello spazio Giovani

La mia anima inquieta
di naufrago Ulisse,
non ha smesso
di navigare;
non ha porto
cui fare ritorno,
non ha lidi
sui quali approdare,
è perdutamente libera.
Dolce sirena,
più del tuo canto
mi vince il silenzio.
[Claudio Cisco]

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Tu che sei in viaggio,
sono le tue orme
la strada, nient'altro;
Tu che sei in viaggio,
non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Tu che sei in viaggio,
non hai una strada,
ma solo scie nel mare.
[Antonio Machado]

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