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Il fumo è penetrato nel costume, nell'arte, nella letteratura, nella musica e soprattutto nel cinema che spesso ne hanno esaltato il suo consumo, persino i personaggi dei fumetti a volte non disdegnano una sigaretta.

Si tratta di veri e propri messaggi pubblicitari che arrivano senza che i destinatari se ne rendano conto.

E considerando che i messaggi che non raggiungono la sfera della consapevolezza sono i più efficaci, dobbiamo domandarci quante sigarette vengono accese senza sapere che il desiderio è stato evocato da un film, da una foto, o dalla voglia di imitare il cantante o l'attore del cuore.
 
La persona che inizia a fumare è convinta di poter smettere quando vuole perché viene sottovalutata la dipendenza generata dalla nicotina. Il fumo di sigaretta viene considerato un vizio, i fumatori dicono:
"E' un vizio che in qualsiasi momento posso abbandonare".

In realtà non è così, il fumo di sigaretta non è un vizio e non è un'abitudine, ma una tossicodipendenza.
 
La nicotina, infatti, viene oggi riconosciuta al pari di oppiacei, cocaina, alcol e allucinogeni, tra le sostanze psicoattive in grado di indurre dipendenza fisica e psichica.



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