Spazio Giovani Io e il cibo un equilibrio difficile da trovare :  Spazio Giovani
 
Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Dea (IP registrato)
Data: Sat, 28 October 2006 - 12:56

Sto finendo di leggere un libro, si chiama "stop alle abbuffate",l'ho comprato questo giovedì perchè ormai ero veramente stanca di un rapporto col cibo in cui io sono una sorta di automa che viene comandato da una qualche forza superiore... il cibo. Perchè?!?! Me lo sono chiesta tante volte... e mi sono data molte risposte nel corso del tempo ma alla fine forse sono tutte state giustificazioni o visioni parziali di un problema. Cosa mi ha portato alle abbuffate?!? Non lo so di preciso, ricordo di aver fatto una dieta a 15 anni e aver perso 18 kg e poi averli ripresi tutti durante gli anni, ricordo di non aver finito la dieta perchè... ero andata in vacanza e non ero riuscita, per quel periodo, a seguire il regime alimentare datomi dal dietologo e quindi tornata a casa invece di pensare "ok ora ricominciamo" ho pensato "beh visto che ho già mandato all'aria tutto quello che ho fatto in questo periodo mandiamolo all'aria definitvamente e amen". Ero in crisi con un ragazzo, classica cotta adolescenziale, il mio rapporto con i miei genitori si andava incrinando sempre di più e dovevo ancora trovare un mio posto nel mondo. A 16 anni sono anche andata dalla psicologa ma non so perchè non abbiamo mai trattato questo problema, ho sempre e solo chiacchierato, ha avuto il merito di farmi capire alcune mie potenzialità e a farmi trovare il mio posto nel mondo, oggi a 23 anni faccio l'università, non sono un genio ma me la cavo discretamente, do lezioni e aiuto i miei studenti a capire più cose possibili, non solo delle materie che gl'insegno, ma del mondo in generale anche perchè ho a che fare più che altro con adolescenti e quindi un punto di vista diverso ma non così lontano a loro fa sempre comodo. Canto e questo è un motivo di gioia e frustrazione insieme ma è una passione a cui non riesco davvero a rinunciare, la musica è veraemtne parte integrante della mia vita, lavoro in un bar, ho la piena fiducia e amicizia dei miei colleghi e anche superiori, i clienti mi apprezzano. Ho degli amici, non sono tanti, ma sono quelli giusti che mi sostengono e mi apprezzano, ho un moroso che mi adora, in apparenza non dovrei avere problemi. L'unico problema a guardare dall'esterno è il rapporto un po' conflittuale con i miei genitori e i modelli comportamentali sbagliati che vengono mantenuti nella mia famiglia! Ho cercato di capire che sentimenti mi portano verso il cibi e qui sono riuscita a darmi una risposta chiara, rabbia delusione, insofferenza. Per questo ho deciso di scrivere sia nei momenti terribili che quelli belli, non mi aspetto consigli ne' altro, ma chi vuole è libero di scrivere, sto solo cercando di fare di questo piccolo spazio dedicato, uno strumento in più per cercare di risolvere un problema che va avanti da troppo tempo e che sono stanca di non riuscire a risolvere. Alla prossima.
Dea



Modificato 1 volte. Ultima modifica il giorno 10/28/06 12:57PM a cura di Dea.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: luna (IP registrato)
Data: Fri, 3 November 2006 - 15:51

ciao! io ho 23 anni come te e anche io faccio l'università..ho sofferto di disurbi alimentari soprattutto durante i 5 anni delle superiori e sono stata sia anoressica che bulimica. Adesso il problema sembra passato, ma ci sono periodi in cui non posso fare a meno di buttarmi sul cibo. Come dici tu mi sento guidata da una forza superiore a cui non posso in alcun modo resistere. Ovviamente i sensi di colpa che seguono sono spaventosi. Io mi sento di non aver ancora trovato un posto nel mondo, mi sento di non stare facendo veramente quello che mi piace e vivendo la vita che vorrei vivere. Più che altro mi manca il coraggio di affrontare delle situazioni:non so cosa fare con il ragazzo attuale che ho. Io vorrei lasciarlo ma ho paura di quello che potrebbe succedere e ho paura di trovarmi da sola come in quei 5 anni di incubo che ho vissuto alle superiori. I m,iei genitori hanno cercato di indirizzarmi verso una vita felice ma mi hanno indirizzato verso scelte che forse non sono per me. Mia madre lo fa tutt'ora perchè stravede per il mio ragazzo. Mi consiglia di prendere tempo. A me questo fa arrabbiare e quando sono arrabbiata e non trovo sfoghi, mangio. Incolpo mia madre se ero in sovrappeso alle elementari..anzichè farmi mangiare troppo doveva limitarmi. Ma per lei dare da mangiare è sempre stata una forma di amore, lo fa anche con gli animali domestici. Incolpo un po' mia madre anche del mio isolamento alle superiori:quando era ora di darmi dei consigli non sapeva darmeli, ma quando ho sbagliato è semre stata la prima a dirmi "te l'avevo detto". Mi ha sempre caricato dei suoi problemi famigliari anche quando ero piccola, parlava con me come se avessi i suoi anni e in conseguenza di questi suoi sfoghi io, per un certo periodo ho odiato mio padre. Tutto sommato lei ha sempre fatto la vittima ( a parte le sfighe che ha veramente avuto e che forse l'hanno spinta ad essere così) e io mi sono sempre sentita in colpa perchè non ero all'altezza. Adesso sono una di 23 anni che cerca disperatamente una via d'uscita dal punto di vista caratteriale.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Donato (IP registrato)
Data: Fri, 3 November 2006 - 23:29

luna Ha scritto:
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> ciao! io ho 23 anni come te e anche io faccio
> l'università..ho sofferto di disurbi alimentari
> soprattutto durante i 5 anni delle superiori e
> sono stata sia anoressica che bulimica. Adesso il
> problema sembra passato, ma ci sono periodi in cui
> non posso fare a meno di buttarmi sul cibo. Come
> dici tu mi sento guidata da una forza superiore a
> cui non posso in alcun modo resistere. Ovviamente
> i sensi di colpa che seguono sono spaventosi. Io
> mi sento di non aver ancora trovato un posto nel
> mondo, mi sento di non stare facendo veramente
> quello che mi piace e vivendo la vita che vorrei
> vivere. Più che altro mi manca il coraggio di
> affrontare delle situazioni:non so cosa fare con
> il ragazzo attuale che ho. Io vorrei lasciarlo ma
> ho paura di quello che potrebbe succedere e ho
> paura di trovarmi da sola come in quei 5 anni di
> incubo che ho vissuto alle superiori. I m,iei
> genitori hanno cercato di indirizzarmi verso una
> vita felice ma mi hanno indirizzato verso scelte
> che forse non sono per me. Mia madre lo fa
> tutt'ora perchè stravede per il mio ragazzo. Mi
> consiglia di prendere tempo. A me questo fa
> arrabbiare e quando sono arrabbiata e non trovo
> sfoghi, mangio. Incolpo mia madre se ero in
> sovrappeso alle elementari..anzichè farmi mangiare
> troppo doveva limitarmi. Ma per lei dare da
> mangiare è sempre stata una forma di amore, lo fa
> anche con gli animali domestici. Incolpo un po'
> mia madre anche del mio isolamento alle
> superiori:quando era ora di darmi dei consigli non
> sapeva darmeli, ma quando ho sbagliato è semre
> stata la prima a dirmi "te l'avevo detto". Mi ha
> sempre caricato dei suoi problemi famigliari anche
> quando ero piccola, parlava con me come se avessi
> i suoi anni e in conseguenza di questi suoi sfoghi
> io, per un certo periodo ho odiato mio padre.
> Tutto sommato lei ha sempre fatto la vittima ( a
> parte le sfighe che ha veramente avuto e che forse
> l'hanno spinta ad essere così) e io mi sono sempre
> sentita in colpa perchè non ero all'altezza.
> Adesso sono una di 23 anni che cerca
> disperatamente una via d'uscita dal punto di vista
> caratteriale.


fare i genitori è difficile tanto quanto fare i figli.
Purtroppo non ho la capacità di dare una soluzione alla tua condizione ma ti consiglio solo una cosa:
oggi giorno siamo sempre attanagliati dai ritmi,dagli appuntamenti,dai pensieri etc etc....
non siamo piu capaci di fermarci 5 minuti e...... pensare.

Se puoi,
se hai del tempo libero,
fermati,da sola, al silenzio, bella tranquilla e rifletti.

Cerca di vederti dall'esterno e domandati:
"ma cosa farebbe un'altra persona al posto mio?'"
Cosa consiglerei , ad una mia amica se si trovasse al mio posto??

Potresti rimanere sorpresa nel notare che immaginadosi distaccati dalla propria vita e guardandosi dall'esterno, si possa essere molto piu lucidi e razionali a vedere le cose, piu di quanto invece tu non lo possa essere vedendoti all'interno della tua situazione.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Dea (IP registrato)
Data: Sat, 4 November 2006 - 03:55

Ciao Luna! Conosco bene la tua situazione, anch'io ho una madre che pensa che il mondo è brutto e cattivo solo quando c'è di mezzo lei, che fa molto la vittima e che ha sempre scaricato le sue problematiche sui figli. Anch'io come te non so dirle di no, non so staccarmi da lei per paura di farla soffrire ulteriormente e non riesco ad affermarmi come persona automona ed indipendente nei suoi confronti per una serie di sensi di colpa che con i suoi comportamenti mi genera. Così anch'io, come te, sfogo questi stati d'ansia sul cibo perchè è quello che ho imparato, perchè nella mia famiglia si fa così. Anch'io da bambina ero grassa (e purtroppo lo sono tutt'ora) e ho sempre fatto tantissimo sport, perchè mi allenavo, tra nuoto e ginnastica artistica, 5 volte a settimana; la situazione poi è peggiorata quando ho smesso di fare sport e anch'io ho sempre incolpato mia madre di non essere stata in grado di insegnarmi un comportamento alimentare corretto, ma a 23 anni ho capito una cosa: incolpando mia madre la cosa non si risolve. Che sia stata lei o qualcun'altro o un problema totalemente mio NON IMPORTA, quello che importa è che è un problema e come tale va affrontato, sto imparando adesso ad affrontarlo, ci ho provato tantissime volte da quando ho la consapevolezza di quello che mi accade ma stavolta ho una motivazione diversa che mi spinge, so che se non risolvo questo problema non posso cominciare la dieta che voglio fare, ovviamente prescrittami da un medico, per cambiare ciò che sono esternamente! Mi ha sempre bloccato anche la paura che un mio possibile cambiamento esterno possa far cambiare anche la mia interiorità, perchè interiormente parlando mi piaccio molto, io un posto nel mondo l'ho trovato, ho capito che ho dei punti di forza notevoli e li faccio valere e richiare di cambiare questi aspetti mi ha sempre fatto paura. Ho finito di leggere il libro che dicevo nel primo post: STOP ALLE ABBUFFATE, il libro finisce raccontando la storia di una persona che era sempre sorridente qualsiasi cosa le accadesse, anch'io sono così, anche se a volte solo esternamente, questa persona racconta che tutte le mattine si pone davanti una scelta, quella di vivere la giornata essendo felice e non lasciandosi abbattere dalle avversità oppure essendo triste, continua dicendo che tutte i giorni sceglie di essere felice. Ora che sia inventata o no, mi piace molto come frase io scelgo di essere felice perchè è l'unico modo in cui posso vivere al meglio la mia vita, perchè le avversità ci saranno sempre ma non è giusto che mi abbattano. E' giusto soffrire, ma non bisogna lasciarsi dominare dalla sofferenza, a volte questo per me è il problema, questo te lo dico per valutare sotto quest'ottica anche la situazione col tuo raggazzo, perchè prima di tutto renditi conto che l'amore ha fisiologicamente degli alti e dei bassi, io sto con un ragazzo da 4 anni ormai e non l'ho sempre amato tutti i giorni allo stesso modo ci sono giorni in cui sono la classica 15enne innamorata cotta e dei giorni, vuoi perchè magari abbiamo discusso, vuoi perchè sono incasinata io con i miei 1000 impegni, lo amo un po' meno, ma è pur sempre amore; quindi la prima cosa da fare è capire se lo ami o no e la seconda, nel caso di una risposta negativa, è capire che anche se finisce con il tuo ragazzo tu rimani sempre tu, non può accadere nulla di troppo grave se non ti fai abbattere (come diceva la presona della storia) e come dice un proverbio, che a me è sempre piaciuto molto, quando si chiude una porta si apre un portone, pensa vivere tutta la vita con questo ragazzo che magari non ami per la paura di rimanere da sola per un po' e precluderti magari l'incontro con la persona giusta, non è sicuramente quello che meriti. Molto bello e credo anche validissimo il consiglio di Donato (penso che tenterò di applicarlo anch'io) vedersi in 3rza persona credo che possa essere un modo utile per cercare di consapevolizzare ciò che ci spinge verso il cibo e magari capire che quell'ansia o quell'arrabbiatura o quella sofferza è più piccola di quanto noi con il nostro rimuginare la stiamo facendo. Tu che ne dici? Sono veramente contenta che hai scritto, quando vuoi scrivi ancora, confrontarsi è il primo passo per vincere il problema.
Un abbraccio
Dea



Modificato 1 volte. Ultima modifica il giorno 11/04/06 10:08AM a cura di Dea.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Donato (IP registrato)
Data: Sat, 4 November 2006 - 10:19

Dea Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> io sto con un ragazzo da 4 anni ormai e
> non l'ho sempre amato tutti i giorni allo stesso
> modo ci sono giorni in cui sono la classica 15enne
> innamorata cotta e dei giorni, vuoi perchè magari
> abbiamo discusso, vuoi perchè sono incasinata io
> con i miei 1000 impegni, lo amo un po' meno, ma è
> pur sempre amore;


questa frase è davvero bella e mi rispecchia molto.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Dea (IP registrato)
Data: Sat, 4 November 2006 - 18:45

Grazie... penso che sia una cosa vera più che altro per quello che vivo in esperienza diretta e indiretta! E' molto bello anche il tuo consiglio, come ho già detto, penso che proverò ad applicarlo anch'io...
Un abbraccio
Dea

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: luna (IP registrato)
Data: Fri, 10 November 2006 - 16:51

Hai ragione quando dici "Che sia stata lei o qualcun'altro o un problema totalemente mio NON IMPORTA, quello che importa è che è un problema e come tale va affrontato ". Anche io penso che assumersi le proprie responsabilità e i propri limiti sia il primo passo verso la consapevolezza e il miglioramento. Fatto sta che oggi ci sono cascata di nuovo; mia madre oggi ha sbottato per una situazione famigliare che per lei è pesante,io ho detto la mia, mio padre mi ha fatto capire che la mia opione era già nota e non gradita:alla fine mi sono mangiata dei dolci perchè mi sentivo infelice. Secondo me mia madre avrebbe voluto un figlio maschio. Mi fa male pensare che a me non ci tiene proprio nessuno (famiglia a parte) e l'unica persona estranea che tiene a me è quella da cui voglio allontanarmi. Ha ragione anche donato, devo riflettere in terza persona. La risposta che mi darei se dovessi consigliarmi dall'esterno è "mollallo"(anche perchè il mio prblema è che non riesco più a dargli nemmeno un bacio). Il problema è che ho paura di restare da sola e di non farcela. Dea ti ringrazio per l'ascolto, scrivi molto bene e si capisce che hai una persanalità interessante. Vorrei cercare il libro che hai letto tu.



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