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Avete chiesto

Alcool

Alcol: libertà o prigione?


Domanda:

salve, questa è probabilmente una domanda stupida ma io sono una ragazza di 19 anni e da circa un anno ho iniziato a bere molto(prima non bevevo mai niente, per ovvi motivi), anche quando decido che non berrò(magari mi sono sentita male la sera prima) poi se c'è dell'alcool sul tavolo non riesco a portarmi a non prenderne. Mio padre è a tutt'oggi un alcolista(era dipendente dall'eroina prima che io nascessi) e io ho letto da qualche parte che la predisposizione alle dipendenze è ereditaria, è vero? Perchè a me in realtà nemmeno piace il sapore dell'alchool... e non lo faccio solo in situazioni sociali, magari se devo vedermi con uno che non voglio veramente vedere, vado al supermercato, mi compro tre birre e me le bevo da sola prima di andare (e sono 50 kg, tre tennent's fanno assai). non so bene come spiegarlo ma non credo di essere COSì dipendente... ma il mio migliore amico crede che potrebbe essere un problema quindi eccoci qui...che faccio? Come si fa a capire se uno ha un problema o no? Perchè io so che mio padre ne ha uno perchè si beve tre negroni minimo prima di mezzogiorno, ma io non sono lontamente vicina a quei livelli però boh. Scusate se il discorso non ha un granchè di filo logico eh, spero sia un minimo capibile.


Risposta:

Cara Amica,
come prima cosa voglio scurarmi con te per il ritardo con cui arriva questa nostra risposta, ma  a causa dell'elevato numero di mail giunte al nostro sito i questi ultimi mesi e ad un errore nell'archiviazione e smistamento delle stesse non è stato possibile farti pervenire una nostra risposta in tempi più brevi.

Non penso che la tua sia una domanda stupida, chi si interroga circa le proprie difficoltà, le riconosce e se ne fa carico non fa nulla di stupido nel momento in cui chiede consiglio o aiuto.. riconoscere che non si può fare tutto da soli a volte è il più grande aiuto che ci si possa dare.
Oggi, a 19 anni hai iniziato a bere.. il fatto che prima non lo facessi e gli 'ovvi motivi' per i quali non lo facessi sono già un indicazione del fatto che qualcosa è successo.. qualcosa è cambiato.. prima non lo facevo (forse non ne sentivo il bisogno, non frequentavo gli stessi amici, non avevo occasioni, o forse non volevo somigliare a mio padre, o mi ritenevo semplicemente molto piccola.. come vedi le spiegazioni possono essere tante per cui i motivi non sono poi così ovvi almeno per chi legge la tua mail..).. ora invece lo faccio = cambiamento.. quindi sarebbe utile partire a comprendere meglio la natura di questa 'scelta'.

Dico 'Scelta' tra virgolette poiché descrivi come oggi bere non sia più tanto frutto di una decisione quanto piuttosto una risposta ad un impulso che non sei più in grado di controllare come vorresti (mi riferisco a quando dici '..poi se c'è dell'alcool sul tavolo non riesco a portarmi a non prenderne.') , questo è un secondo elemento che ti consente di riconoscere che un problema con l'alcool c'è e che quindi la tua preoccupazione è, non solo fondata, ma anche utile perché ti mette il dubbio e ti permette di fare qualcosa per aiutarti (come ad esempio aver scritto questa mail..). 

Abbiamo detto dunque: 1) è cambiato qualcosa; 2) mi è scappata di mano la gestione di questo cambiamento.. posso solo fare delle ipotesi e vorrei che le prendessi come spunti di riflessione e non come giudizi o valutazioni scientifiche (cosa che in alcun modo vogliono essere!).. dicevo, facendo alcune ipotesi potrebbe esserti accaduto qualche fatto o evento significativo, problematico, una delusione, una perdita, o forse solo un momento di vita più faticoso e stressante .. ciò può averti portato a cercare una soluzione allo stress, alla fatica magari con modalità che ti sono familiari (cioé con cui sei stata a contatto fin da più piccola, per cui ne hai familiarità..come l'alcool..)..

Non abbiamo risolto nulla, sto solo cercando di fare chiarezza e riflettere con te su elementi che hai messo in luce e che sembrano costruire un percorso.. come le molliche di pane di Pollicino..

L'ulteriore eleento di riflessione che traspare dalla tua mail è la funzione, o almeno una delle funzioni, che l'alcool sembra avere per te in questo momento.. ( non lo faccio solo in situazioni sociali, magari se devo vedermi con uno che non voglio veramente vedere, vado al supermercato, mi compro tre birre e me le bevo da sola prima di andare) .. l'uso di una sostanza, che sia l'alcool, il caffé, la cioccolata, un farmaco o la cocaina per affrontare una situazione rispecchia una presente difficoltà.. mi sorge una domanda: coma mi obbliga ad andare se veramente non voglio farlo? coma mi impedisce di dire no? perchè penso di aver bisogno di una 'stampella' per farlo? o qualcosa che mi anestetizzi/ mi stordisca/ mi dia forza.. o altro?
Ripeto, ciò che dico rientra nel campo delle ipotesi, ma se ti ritrovassi in qualcosa di quel che ho scritto può essere utile darsi la possibilità di rifletterne con qualcuno.. se vuoi puoi riscriverci e prometto che stavolta la risposta sarà più celere.. altrimenti puoi rivolgerti al Consultorio Adolescenti più vicino nella tua o alla tua città.. il primo passo l'hai fatto, non fare in modo che sia l'unico, continua a battere questo sentiero per riconoscere, comprendere e risolvere quello che oggi è un qualcosa che ti limita e ti imprigiona, dandoti solo l'illusione della libertà.. pensa a tuo padre e al suo rapporto con l'alcol, ti appare libero o ti sembra schiavo?

un aforisma che mi sembra calzante...

'Bevo.. per rendere gli altri interessanti'
-George Jean Nathan-

un saluto
Jody Libanti - Psicologo
Spazio Giovani Parma

 

 


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