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Sesso e... dintorni


Domanda:

Salve dottore, sono Simona. Le scrivo perchè ho bisogno di parlare con lei di una cosa. E' stato un argomento che abbiamo toccato o sfiorato lungo tutta la nostra terapia ma solo adesso un po' lo sento, me lo sento dentro non so come dire, lo vivo. Una persona mi ha invitato ad uscire e sembra interessata a me. Io sono spaventatissima e scoraggiata. Molto lontana dal capire se possa piacermi o meno, perchè io mi chiedo: tollero la vicinanza? Credo di no...decisamente no. Quando qualcuno si inoltra oltre una certa linea di confine entro cui sta la parte più "privata" quella che è sempre stata sola e immersa in sè stessa, io vado in panico. Non voglio che nessuno entri lì. Non voglio che nessuno possa diventare qualcosa per me, non so neanche cosa...mi sento soffocare in un modo difficile da spiegare...proprio come se mi trovassi legata e non mi sentissi più libera di essere. Avevamo visto insieme che spesso i miei "amori" o le persone di cui mi sento infatuata sono irraggiungibili, l'interesse è solo mio ed unidirezionale. Dall'altra parte non c'è minima possibilità di desiderio. E questo è anche un dato oggettivo. Cosa vuol dire questo??? Perchè questa paura??? Sento che anche questa volta finirà come le altre il panico di sentire delle richieste o semplicemente un "tu mi piaci" faranno finire tutto. Perchè io nn sono in grado di gestirlo, di sostenerlo, al punto da non riuscire nemmeno a dire questo mi piace, questo non mi piace. Temo che dentro di me ci sia veramente un danno irreparabile. Questa paura è terribile ed è profondissima... così profonda da avvolgermi e da farmi dire "speriamo che non chiami, che non mi cerchi" oppure a cercare la solitudine perchè lì sento veramente di essere al sicuro. Io credo che nessuno possa vivere da solo se non al prezzo di immensi dolori. Di me non penso niente, come se questa fetta di me non esistesse o fosse trasparente. Diciamoci la verità io la parte "sessuata" o "sessuale" di me non la sento, affatto. Io non capisco e mi sto torturando. Questa persona fa dei passi avanti e già per questo mi risulta "scomoda",mi dico di non incontrarlo più tanto prima o poi mi metterà alle strette e vorrà sapere se "ci sto"... CI STO cosa vuol dire?Ecco io non lo so, mi sembra di non sapere più niente... Lui è gentile e simpatico ma l'amore non lo sento, a patto che sappia cos'è. Mi risponda per favore. Ho bisogno di un confronto perchè l'avevamo toccato questo punto e poi ho lasciato decantare tutto e adesso ne avrei bisogno. Simona

Risposta:

Ciao Simona, mi sembra che il nocciolo del tuo problema sia costituito dalla difficoltà a farti 'guardare' intimamente da qualcuno. Lo sguardo alla propria intimità è uno sguardo che brucia. Mostra infatti noi stessi con tutte le nostre sporcizie ed i nostri desideri e non siamo portati a credere che qualcun altro possa essere interessato ad essi. D'altra parte questo è quanto possiamo desiderare di più. Essere riconosciuti non nella nostra versione idealizzata e presentabile ma in quella più privata. Non è facile crederci, che qualcuno ci guardi con interesse 'lì' nel nostro intimo. Infatti quando succede è spesso sconvolgente. Forse puoi provare a rappresentartela come una possibilità da centellinare, da far avvenire piano piano, un po' come facevano le ragazze una volta: conservando a lungo un proprio luogo segreto che solo dopo un tortuoso viaggio il prescelto poteva scoprire. Ciao Fabio

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