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Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

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Avete chiesto

- gravidanza


Domanda:

salve,sono di nuovo stefania(vi ringrazio per la risposta che mi avete dato)...nel frattempo mi sn rivolta ad una ginecologa la quale mi ha detto ke si tratta di una disfunzione ormonale...dovrò fare degli esami....a proposito di qst volevo chiedervi un aiuto (piu psicologico)perche ogni qual volta si tratta del mio apparato femminile io vado in crisi...ho paura...vi spiego:2 anni fa purtroppo,ho subito una cosa tremenda da parte dei miei genitori, un aborto ,(avevo18 anni) io nn volevo...da allora sto malissimo! premetto ke io sn fidanzata da 6 anni (allora 4) e volevamo il bambino...i miei nn volevano,purtroppo nn dicemmo niente ai suoi genitori perche io ingenuamente mi lasciai convincere dai mie ke la soluz miglior era abortire,dopodichè ...tutto passato...la vita era sempre la stessa...NN E PER NIENTE COSI; LORO NN SANNO QNT STO MALE E NN SE NE ACCORGONO(HO PROVATO A PARLARNE UN PO DI TEMPO FA , MA NN POSSO ASSOLUTAMENTE APRIRE QST DISCORSO,è un tabù e basta)...io penso che hanno ottenuto il loro scopo facendomi abortire, ora loro stanno bene e io sto male..io li odio a volte per quello ke hanno fatto (e sopratutto qnd mia mamma guarda bimbi piccoli e cose del genere e fa apprezzamente carini...mi viene uno skifo dentro perke penso sempre ke il mio nn l hanno accettato e gli altri sn carini e bellini)il motivo per cui l ho dovuto fare era: mio padre mi diceva della situazione economica nn buona ( in realtà nn è male..è lui pessimista di carattere) e mia madre si preoccupava della gente. ce la potevamo fare!!!BASTAVA POCO!!!devo dire che da sola e dico da sola mi sono ripresa ma nn del tutto ci sn momenti che crollo e piango(prima piangevo tutti i giorni..di nascosto)per scelta ho deciso di frequentare l universita...corso di ostetricia(sono al 2 anno) l ho deciso per curiosita' (nn perche un giorno avrei pensato di fare l ostetrica)e vedere cosa succede nelle donne gravide...il cambiamento lo sviluppo dell embrione del bimbo..e principalmente per vedere l aborto:cm si fa e dove vanno a finire quei bambini(ora lo so).purtroppo mi e rimasto un vuoto..riesco ad andare avanti ma sola(il mio rag è presente ma a me sembra che nn e abbastanza)odio i miei e ho paura di nn poter avere altre gravidanze...spesso ho letto che le situazioni si devono elaborare ma in realta cosa vuol dire elaborare il problema???ho provato ad andare da una psicologa al consultorio di caserta ma nn mi ha aiutata ..per niente. ora vorrei sl qualke consiglio vostro..perke per me è difficile parlarne cn qualcuno da vicino..nn voglio riaprire l argomento perche ho paura di giudizi e cose del genere.vi ringrazio nuovamente...STEFANIA!!!(scusate la lunghezza del messaggio).

Risposta:

Cara Stefania,

ti ringraziamo per averci riscritto, siamo qui anche per questo.

Come si fa a superare un'esperienza come l'hai vissuta tu? Perché tu vivi quello che ti succede a modo tuo. Non c'è un modo di reagire uguale tra persone diverse.

E' proprio questo che voglio mettere al centro: come hai vissuto tu l'esperienza della interruzione di gravidanza e come ti senti ora.

E' probabile che tu abbia caricato di aspettative, emozioni, sentimenti, pensieri l'attesa della gravidanza, come succede alle donne quando vengono fecondate. In un certo senso si proiettano parti di sè nel futuro.

Il mondo esterno ai tuoi vissuti (i genitori, il tuo ragazzo, la gente, ecc.) ti hanno risposto in modo prevalente da un punto di vista razionale (difficoltà economiche, giovane età, ecc...). Non trascuro però il fatto che forse tutti loro possono aver pensato di "proteggerti" in un certo senso da un avvenimento che certamente avrebbe cambiato la tua vita radicalmente. Da quello che scrivi, mi sembra di capire che non ci sia stato un dialogo sereno fra voi. Quando ci sono delle difficoltà con le persone a noi vicine tendiamo a viver loro in modo un po' ambivalente: ad esempio scrivi "odio i miei ". Penso che tu possa fare qualcosa anche per recuperare questa distanza tra i tuoi genitori e te stessa per affrontare più serenamente il tuo futuro che mi sembra davvero interessante: hai deciso di fare l'università, hai saputo mantenere una relazione stabile con il tuo ragazzo, ecc...

Il tuo dolore è forte, mi sembra di capire da quello che descrivi, ed è una perdita vera e propria che ti ha portato ad un lutto che forse non hai ancora elaborato. Come si fa a superare il dolore di una perdita? Chiedere aiuto è stata una buona intuizione da parte tua, mi dispiace che tu non abbia trovato nella psicologa a cui ti sei rivolta una sponda che potesse farti sentire accolta. Se fossi in te, però, non rinuncerei a trovarla. Un aiuto esperto ed "esterno" può accompagnarti in modo delicato e caldo nel tempo. Perché di tempo si tratta, cara Stefania, il tuo tempo perché anche questa dolorosa esperienza possa contirbuire a farti diventare quello che sarai. Non si dimentica da adulti e forse neanche da bambini, ma si utilizzano le esperienze negative in modo creativo nel rapporto con il nostro mondo sia interno che esterno.

Spero di esserti stata utile, Stefania, se così non fosse puoi riscriverci quando vuoi anche solo per farci sapere come stai.

Un caro saluto.

Dott.ssa Elisa Violante

Spazio Giovani di Parma

DIMENTICAVO DI SCRIVERTI CHE NON DOVREBBERO ESSERCI PROBLEMI PER I FUTURI CONCEPIMENTI! MA QUESTO PENSO TU LO SAPPIA!


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