Vai al contenuto

Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

Ricerca

Newsletter:  Alla ricerca del brivido

“Nella vita ci sono rischi che non possiamo permetterci di correre e rischi che non possiamo permetterci di non correre”

Peter Ferdinand Drucker

Cari amici
in questa "Newsletter Estiva" parliamo del Bisogno di Avventura che accomuna molti di noi...
cosa spinge giovani e meno giovani a provare l’emozione del vuoto, l’ebbrezza di scendere fiumi e torrenti a bordo di canoe o gommoni, spingendosi quasi oltre il limite...??? 



Una vita alla ricerca del brivido

 

In ogni essere umano vi è una spinta a cercare piacere ed eccitamenti praticando varie attività, ricerca che non avviene per tutte le persone allo stesso modo, né con lo stesso livello di coinvolgimento, e può modificarsi nel corso delle varie fasi della propria vita.

Alcune persone possono considerare piacevoli attività prive di rischio e in queste trovare un certo appagamento: si ascolta musica, si va a feste, si fanno viaggi o si va al cinema; altre invece vanno alla ricerca di vere e proprie sfide.

La ricerca del piacere è un aspetto fondamentale della natura umana anche quando comporta l'esposizione a notevoli rischi. Pensiamo a chi pratica sport estremi, che sfidano i limiti delle leggi fisiche e della sopportazione del corpo umano, o chi partecipa al “turismo estremo”, ossia viaggi e vacanze organizzate appositamente per poter praticare uno o più sport estremi. Ma per quale motivo??

Tra le motivazioni più ricorrenti c'è il bisogno di avventura, il desiderio di provare emozioni forti, la ricerca di limiti da superare.
Sono tante le ragioni che spingono gli amanti del rischio ad essere attratti da queste “sfide”; alcune possono essere intrecciate al rapporto con la propria vita, alla necessità personale di sfidarla, di sentirsi padroni e di avere il totale controllo anche sugli eventi più incerti. Ma questi aspetti possono avere delle sfumature diverse, ad esempio la tendenza a rischiare può derivare da una sopravvalutazione di sé oppure una svalutazione della vita, o ancora dal semplice desiderio di fare esperienze in cui è possibile, in modo inconsueto “sentirsi vivi”.

Il piacere del brivido

Molte ricerche hanno cercato di spiegare i motivi neuropsicologici che possono spingere alcune persone più di altre alla ricerca di esperienze “no limits”. Questi studi hanno associato al bisogno di rischiare e al ricercare sensazioni estreme un aumento di secrezione di adrenalina. Questa risposta infatti è legata alla capacità del nostro corpo di attivare, in situazioni limite, un'esperienza denominata “combatti o fuggi”, in grado di far provare brividi piacevoli in coloro che ricercano frequentemente questo tipo di esperienze.

Tuttavia è possibile attivare le risposte di attacco-fuga anche con attività semplici, ordinarie e gestite in grande sicurezza, come andare sulle montagne russe, esperienze in grado di suscitare comunque una piacevole e sicura euforia.

Passione per le forti emozioni e bisogno di prudenza

L'adolescenza, più di altre fasi della vita, sembra essere una tappa importante in cui il bisogno di rischiare acquisisce maggiore intensità. Si tratta di mettere alla prova le proprie abilità e competenze, di concretizzare i livelli di autostima e di controllo via via raggiunti, e di sperimentare nuovi e diversi stili di comportamento. Parlare di rischio in questa fase, non vuol dire necessariamente praticare sport estremi, ma possiamo includere anche tutte quelle condotte che, se fatte senza responsabilità, possono diventare un vero e proprio rischio per la persona.

In adolescenza così come nelle altre fasi della vita, l'assunzione del rischio può essere un elemento importante, perché ci può spingere a superare alcuni nostri limiti. Viviamo oggi nell'epoca moderna, in cui grazie alla tecnologia si è in grado di fare tutto anche stando seduti nelle nostre stanze, ma sarà forse questo “avere tutto” che spesso spinge alcuni di noi a ricercare altro? Sarà il desiderio di metterci alla prova e sentirsi vivi, che ci spinge alla ricerca di forti emozioni, e spesso a non riconoscere il confine entro il quale sarebbe meglio non spingerci.

Numerosi studi sulla personalità hanno individuato la presenza di un tratto specifico che alimenta la ricerca di sensazioni estreme. Si tratta di una disposizione a ricercare sensazioni forti, i così detti sensation seekers, ovvero il bisogno, diverso per ogni persona, di sensazioni ed esperienze nuove e complesse, unito alla disponibilità di assumersi rischi fisici e sociali. 

Saltare con il paracadute, correre con veicoli a motore, o in alcuni casi la ricerca di un nuovo stile di vita più eccitante, sono esempi di comportamenti che possono fornire le sensazioni cui il seeker tanto ricerca, ma in alcuni casi al prezzo di mettere a rischio la propria incolumità e/o quella delle persone che gli stanno attorno.

Questo continuo bisogno di esplorazione dell'ambiente, che ci può mettere in situazioni rischiose, altro non è che l'esagerazione di un tratto umano responsabile della nostra sopravvivenza come specie, e che è presente in ognuno di noi. Pensiamo ai bambini e come adorano, fin dai primi anni di vita, essere lanciati in aria per poi cadere nel vuoto, fino ad incontrare nuovamente le braccia dell'adulto.

Ma cosa dobbiamo pensare di una persona che decide di praticare l'alpinismo o diventare pilota di formula1? Come possiamo distinguere quando questa disposizione supera il limite così da non poter più essere confinato nella zona del “normale”?

La sottile differenza potrebbe risiedere nella scelta delle attività che si fanno. Per esempio, il pilota che corre a 300km/h sulla pista è una persona che ha tratti da sensation seeker, che però ha scelto un'attività socialmente accettabile per soddisfare il suo bisogno, diversamente da chi invece potrebbe guidare ubriaco viaggiando a tutto gas con il rischio di investire qualcuno. Questo esempio rispetto al primo evidenzia come un'attività “estrema” possa diventare nociva e deviante, perdendo il gusto stesso dell'adrenalina e risultando una modalità fuori dal controllo e anche da un sano piacere.

La ricerca di sensazioni forti non dev'essere vista necessariamente come qualcosa di negativo o fatale, sta però ad ognuno di noi riuscire a riconoscere il proprio limite oltre il quale non sarebbe prudente spingerci.
Il rischio è qualcosa che fa parte del nostro stesso essere, ma è sempre importante riflettere su cosa stiamo facendo, perché lo stiamo facendo e chi coinvolgeremo nelle nostre azioni; domande che ci possono aiutare a comprendere quanto la nostra attività possa essere “sana” oppure un rischio per noi e/o per le persone che ci circondano.

 





«Torna all'elenco delle newsletter

Newsletter

Archivio Newsletter

Utilizziamo i cookies per assicurarti la migliore esperienza sul nostro sito. Per saperne di più, accedi alla nostra Cookie Policy.

Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie OK

Annulla

Ci trovi in

Viale Fratti 32/1A a Parma
tel.0521/393337 - 0521/393336
spaziogiovani@ausl.pr.it

Seguici facebook youtube