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Newsletter:  La Storia di un...'Figlio del niente'...

"Vorrei essere nato al contrario per capire questo mondo storto"
[Jim Morrison]

La storia di un "figlio del niente":  "ho sempre pensato di essere invisibile per la gente"
A voi la parola: "Per una polvere bianca"
Promemoria: 1° Dicembre giornata mondiale della lotta all'AIDS



"Ma nel nostro paese"  fece Alice ancora un po' ansimante  "generalmente si arriva in un altro luogo... dopo aver corso così presto e per tanto tempo come abbiam fatto noi." 
" Dev'essere un paese molto pigro!" disse la Regina. "Qui invece bisogna correre più in fretta che si può, se si vuole restare nello stesso posto. "
[da “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Caroll]

Cari amici,
oggi vorrei farvi conoscere una persona, Lou, 'che si sente veramente come un angelo che sente'. Lou che sei venuto a raccontarci?

Lou: Sono qui per raccontare a voi ragazze e ragazzi la mia storia. La storia di un bastardo figlio del niente...

Spider: Sei molto severo con te stesso...

Lou: Vedi Spi, ho sempre pensato di essere invisibile per la gente... ricordo che quando passeggiavo per i centri commerciali, i non luoghi dei nostri tempi, mi scontravo volutamente con la gente per mostrare agli altri che esistevo anch'io... non sapevo farmi vedere, non sapevo farmi sentire...

Spider: Ti sentivi un po' fuori dal tempo... in un tuo mondo...

Lou: Sì, ecco mi sentivo insufficiente, come se mi mancasse sempre qualcosa, come se dovessi sempre fare qualcosa... ero quello che i miei amici chiamano il +1, quello che non si accontenta mai: ho comprato un nuovo paio di scarpe da ginnastica, non sono contento! Vorrei averne almeno altre due paia... Mi sentivo vuoto...
Provavo ansia nel petto... a volte di notte non dormivo neppure e mi mettevo lì a elaborare immagini al computer, che erano dei labirinti di linee... e poi l'indomani a scuola... con le occhiaie e la fatica di essere considerato un imbuto nel quale riversare nozioni su nozioni... come se me ne importasse... e poi a calcio, poi a suonare, poi a casa e tutto da capo il giorno dopo...

Spider: Un mondo frenetico...

Lou: Spi, questo è il nostro mondo, tutti sono sempre di fretta... non si presta più attenzione a quello che ci succede intorno, l'importante è correre... ti alzi al mattino e corri, non si sa dove ma inizia a correre come la gazzella e il leone... mi fa venire in mente Alice nel paese delle meraviglie... corri corri per poi accorgerti che non ti sei mai spostato... e il brutto è che quando cominci a correre, non riesci più a fermarti, pensi solo che devi correre di più! Non sai neanche più perché stai correndo così tanto.

Spider: ...ma non ci si stanca a correre così tanto?

Lou: Sicuro! Ma per quello c'è una soluzione artificiale... purtroppo sono qui a raccontare come ho superato i miei limiti, o almeno così credevo...

Spider: Raccontaci un po'...

Lou: E' un po' difficile per me sbottonarmi così pubblicamente... vedi io mi consideravo un po' un cybernauta in tutti i sensi, nonostante la mia giovane età di allora – avevo 19 anni – mi era sempre piaciuto sperimentarmi e sperimentare sostanze stupefacenti. A 14 anni ho iniziato a fumare sigarette poi subito dopo le canne. Alla mia compagnia di amici piaceva molto andare in discoteca (musica: drum and bases ecc...) e così anch'io mi accodavo per non rimanere da solo. Bevevo come un secchiaio e poi ho provato anche l'ecstasy perché sono timido soprattutto con le ragazze... una volta sciolta quella pastiglietta mi faceva sentire sulla stessa linea d'onda degli altri... è così che ho incontrato Susy...

Spider: Come l'hai conosciuta?

Lou: Stava ballando abbracciata ad un suo amico e ad un certo punto mi guarda con quei meravigliosi fari che ha al posto degli occhi... deh... mi è caduto il cuore, mi sono avvicinato e l'ho presa per il braccio, così insieme al suo amico e l'ho fatta girare un po' finchè non ce l'ho avuta tra le braccia... e ridevamo... Spi, ti rendi conto? Non avrei mai avuto il coraggio di farlo!!! Ogni paura era dissolta e non facevo fatica a trovare il modo di comunicare... Non era necessario parlare, eravamo tutti lì e sì, non ci conoscevamo, ma ci volevamo bene così... chimicamente, così, con uno schiocco di dita. E poi tutti a casa! Sperando di arrivarci... io stavo attento, mi obbligavo ad andare piano.
Poi ho continuato a sperimentare... eroina fumata, ma non mi è piaciuta, mi faceva rimettere anche l'anima, ketamina, ma mi sono spaventato a morte perché un mio amico Ale mi ha raccontato che quel giorno al rave pensava io fossi morto, hai presente “Ghost” il film con Demi Moore e Patrick Swayze?

Spider:

Lou: Quando Sam vede il proprio corpo steso a terra?

Spider: Quando lo colpiscono e cade a terra e poi capisce che è morto solo quando vede il proprio corpo come fosse quello di un altro...

Lou: Bravo! E' proprio così che mi sentivo. Era come se il mio corpo si fosse staccato dalla mia anima... era come vedersi in un film... Ale si è spaventato perché ero a terra e non gli rispondevo... da allora non ho più usato la Special K, perché non è facile dosarla e ci puoi rimanere secco! E' un anestetico per cavalli! E io avevo assunto proprio una dose da cavallo!!! Hihihi, rido ora ma non lo rifarei, Ale mi ha giurato di non venire più con me se l'avessi provata ancora! Di fare il babysitter non ne aveva proprio voglia...

Spider: Penso sia utile, Lou, dire alle ragazze e ai ragazzi che è importante avere qualcuno vicino quando si provano sostanze simili (anche LSD, Salvia divinorum ecc.).

Lou: Verissimo! È importante anche il luogo dove si provano le sostanze, il set, se sono in mezzo ad una folla sudata in discoteca o ad un rave, senza ossigeno, dopo aver sudato tantissimo, non si può mai sapere cosa mi potrà succedere che pensieri mi si attiveranno nella testa, potrei diventare aggressivo oppure sfasciarmi a terra... chi lo sa?

Spider: e poi dopo aver provato tutte quelle sostanze, che hai fatto?

Lou: Ho continuato... ed ho incontrato la più subdola tra le tante, una vera gatta morta, la cocaina. E' la più subdola perché è quella che si è succhiata una parte della mia vita, che mi ha illuso di avere il mondo in mano, che ha spinto il mio motore a tutto gas fino all'impossibile, che mi ha fatto perdere di vista tutto il possibile intorno a me...

Spider: Vuoi dire che sei diventato dipendente da cocaina?

Lou: Sì, chiaramente io non lo credevo... la dipendenza da cocaina è come quando sei lasciato da una ragazza che ti piace molto ma non si sa cosa voglia. Magari ti chiama e ti da un appuntamento, tu ci vai e lei non c'è e dopo due ore gli mandi l'sms 'sto aspettando...' e lei ' Oh scusa l'avevo dimenticato! Chiamami domani che ci mettiamo d'accordo!' e tu pensi 'ma cretina come puoi dimenticarti di uno che ti sbava dietro come una lumaca!'. Un giorno finalmente ti lascia e pensi che soffrirai, ma riuscirai prima o poi a dimenticarla - magari facendoti altre 3 o 4 ragazze, scherzo! - e invece no! Lei continua a tormentarti con sms quando meno te lo aspetti e non riesci a non risponderle... vorresti mandarla a... e invece come un povero mentecatto continui a rispondere nonostante tutti i tuoi amici ti dicano che non devi farlo...

Spider: Ma che c'entra con la cocaina?

Lou: Ecco vedi la cocaina è proprio così... E' come un desiderio insaziabile. Di lei non ne hai bisogno per vivere, puoi farcela anche senza, ma non riesci a fare a meno di risponderle perché è una gatta morta che ti si insinua nella mente, può rimanere sopita dentro di te senza che tu te ne accorga e poi: tac! Ti manda un sms e ci ricaschi... e non c'è argomento che tenga, neanche gli amici ti possono aiutare... non li ascolti più perché tu la vuoi!

Spider: Che è successo dopo il tuo incontro?

Lou: Ero diventato un robot automatizzato... in quel periodo frequentavo una compagnia di amici che per divertirsi assumevano sostanze. All'inizio non capivo loro, d'altra parte io ero solo uno sperimentatore saltuario un po' 'radical chic', e li vedevo consumare ai tavolini mix di alcol e coca ed era uno scambio continuo di cavolate, io mi sentivo tagliato fuori perché non capivo loro... ero come ostracizzato... e così ho iniziato, prima per provare e poi per stare nel gruppo, per non sentirmi diverso... La cocaina ci piaceva un sacco, vai veloce e non pensi a niente, è come qualcosa che ti riempie... non sei te stesso ma qualcosa di impersonale... la cocaina all'inizio ti toglie la fatica di esistere.

Spider: E quando ti sei detto che era ora di smettere?

Lou: Ero in vacanza ad Ibiza, c'ero andato tra l'altro senza Susy, solo con i miei amici... puoi immaginare una serata dietro l'altra a baraccare in continuazione... poi ad un certo punto quando siamo in macchina inizia a farmi male il petto come se un camion me lo avesse schiacciato! Inizio a spaventarmi, i miei amici chiamano l'ambulanza e finisco all'ospedale... Lì non capisco quello che mi dicono e vado ancora di più in panico... conclusione passo quasi tutta la vacanza chiuso in albergo.

Spider: di cosa avevi paura?

Lou: Di morire... mi era venuta una tal ansia che pensavo mi scoppiasse il cuore!

Spider: E dopo?

Lou: Dopo a casa ho fatto il pellegrino di ospedali per vedere se avevo qualcosa di fisico e a parte il fegato un po' spappolato non mi sono state riscontrate altre patologie specifiche; un medico un giorno mi disse che l'ansia che mi era scoppiata ad Ibiza era un messaggio del mio corpo, e che sono stato fortunato ad avvertirlo prima di compromettere il mio equilibrio psicofisico... Quello che non riesco a dimenticare è la paura di perdere tutto...

Spider: Che hai tratto dalla tua esperienza?

Lou: Che non ero me stesso... che ero diventato un piccolo robot senza emozioni... la mia accelerazione verso l'impossibile (divertirsi sempre, essere sempre al top, ecc...) non mi faceva vedere tutte le possibilità della mia vita, tra le quali Susy... sì Susy che mi aveva lasciato perché ero diventato spocchioso e antipatico e perché l'avevo messa nei guai quando ci fermò la polizia nel parcheggio di un locale e mi trovò in tasca una bustina di 3 grammi di coca...

Spider: e poi chiaramente sei dovuto andare al SerT, ti hanno ritirato la patente ecc... ecc...

Lou: Già...

Spider: Per concludere Lou che ti senti di consigliare alle ragazze e ragazzi rispetto all'uso di sostanze stupefacenti?

Lou: Di stare attenti, di imparare prima di tutto a conoscersi, intendo dire, riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, riconoscere che tutti abbiamo dei limiti, che non è necessario superarli attraverso qualcosa di artificiale, come le sostanze siano esse legali (come gli psicofarmaci o l'alcol) oppure no. Informarsi, conoscere e riconoscersi come esseri unici e di valore.

(la storia di Lou è liberamente tratta dalla canzone “Angelo” dei Prozac+ e dalla storia di un ragazzo della provincia di Parma)

Lou si sente veramente come una angelo che sente
E che vola sopra ogni cosa e vive tra la gente
Lou non sa farsi vedere Lou non sa farsi sentire
Ma ci prova ogni momento Lou vive fuori dal tempo
Lou si spoglia per capire se è invisibile davvero
O se è solamente vero che Lou è un bastardo solo
Si da botte tra la gente per mostrare che è esistente
Lou si sente sempre solo bastardo figlio del niente

Quando il cielo ride

'Angelo' dei Prozac +

STAI ATTENTO AI MIX DI SOSTANZE!

Cocaina + alcol: crea una sostanza all'interno del corpo – estere etilico della benzoilecgonina detto cocaetilene, un metabolita farmacologicamente attivo – che può dare dipendenza fisica, effetti dannosi maggiori della cocaina stessa sull'apparato cardiaco, può determinare un'importante alterazioni delle risposte soggettive all'uso di cocaina.

Cocaina + sostanze eccitanti (amfetamine, ecstasy, popper): la sovrastimolazione del cuore può provocare l'arresto cardiaco.

Cocaina + eroina (Speed-ball): aumenta enormemente il rischio di blocco circolatorio e di collasso cardiocircolatorio. Terminato l'effetto della cocaina, la persona sente gli effetti dell'eroina (effetto paracadute) ma può succedere che la dose assunta sia incontrollabile e il rischio di overdose (cioè di una dose troppo grande di sostanza tale da non essere più tollerata dal fisico) molto elevato.

Se un tuo amico si sente male dopo aver assunto queste sostanze:
stagli vicino e non lasciarlo da solo;
portalo lontano da luci e rumori, in un luogo fresco;
fagli bere se è possibile acqua e sale per contrastare la disidratazione.
In ogni caso chiama sempre i soccorsi e riferisci ai medici cosa è successo e se, lo sai, cosa ha assunto.

Ricorda sempre che ogni individuo reagisce in modo diverso alle sostanze stupefacenti e non è possibile fare affidamento sui racconti di altri.

CONOSCERE SE STESSI E' LA MIGLIORE PREVENZIONE DALL'USO DI SOSTANZE.
CHI SONO, COSA PROVO, CHI E COSA AMO, COSA SOGNO,
QUALI SONO I MIEI LIMITI...

A VOI LA PAROLA

I testi che seguono sono tratti dal forum del sito

TUTTO FINITO PER UNA POLVERE BIANCA
Inviato da: ANONIMA
Data: Fri, 19 October 2007 - 13:25

ANCORA NON RIESCO A CREDERCI 2 ANNI VOLATI COSI NEL VENTO ...UN'AMORE ROVINATO DA QUELLA STUPIDA POLVERE BIANCA DI MERDA ...ANCORA NON CI CREDO DI TUTTO QUELLO CHE HA FATTO A ME E LA MIA FAMIGLIA PENSAVO DI STARE CON UN RAGAZZO CHE ORMAI CONOSCEVO BENISSIMO E INVECE ADESSO NON SO MANCO CHI E PIU TANTE VOLTE GLI HO DATO UN MUCCHIO DI POSSIBILITA PENSANDO CHE LUI CAMBIASSE VERAMENTE MA QUESTO NON E MAI SUCCESSO MAI LA ROBA CHE SCOMPARIVA DA CASA MIA LE COLLANE DI MIA MAMMA CHE NON SI TROVAVANO PIU I SOLDI CHE CON TUTTO IL CUORE MI RISPARMIAVO PER I MIE SOGNI SCOMPARSI ANCHE QUELLI ...CHIUDI GLI OCCHI E DICI NON E VERO NON E LUI LUI NON MI FAREBBE MAI UNA COSA DEL GENERE SUCCEDE LA 1 LA 2 LA 3 LA 4 LA 5 LA 6 LA 7 L'8 ECC...MA ERO COSI ACCECATA DALL'AMORE CHE PROVAVO PER LUI CHE VOLEVO CHIUDERE LI OCCHI E CREDERE CHE LUI UN GIORNO FOSSE CAMBIATO VERAMENTE HA FATTO 3 COSE PIU GRAVI DI LUI MAGARI SI POSSONO CHIAMARE CAZZATE MA PURTROPPO STA VOLTA NON LO SONO DOPO LA 6 LA 7 L'8 CHE SONO QUELLE PIU GRAVI CI SONO PASSATA DI NUOVO SOPRA PERDONANDOLO DI NUOVO MA DOPO L'ULTIMA APRO GLI OCCHI MI RENDO CONTO CHE LA PERSONA CHE STAVA FACENDO SOFFRIRE NON ERO SOLO IO E I SUOI MA ADESSO CERANO ANCHE I MIE DI MEZZO LORO LO ANNO PERDONATO TANTE VOLTE ANNO UN CUORE D'ORO DOPO TUTTO QUELLO CHE HA FATTO SUA MAMMA SI E STANCATA E LO HA SBATUTO FUORI HA INIZIATO A FARE UNA VITA TIPO DA BARBONE MIA MAMMA DA MAMMA NON CE LA FATTA A FARLO RIMANERE IN MEZZO ALLA STRADA E QUINDI LO VUOLE AIUTARE PER USCIRE DA QUESTA MALLATTIA DI MERDA ADESSO PER UN PO DI TEMPO VIVRA CON NOI E IO STO VERAMENTE TROPPO MALE LO VEDO TUTTI I GIORNI E NON RIESCO PIU A VEDERLO CON QUELLA LUCE DLL'AMORE LO AMO ANCORA MA LA MIA FIDUCIA PER LUI E MORTA COSI COME CON LA SPERANZA CHE LUI CAMBIASSE O DECISO DI FINIRLA SERIAMENTE STA VOLTA MA LUI NON LO VUOLE ACCETTARE MA E COSI CHE LA MIA VITA CONTINUERA SENZA DI LUI ...NON POSSO E NON VOGLIO STARE CON UNA PERSONA CHE METTE PRIMA QUELLA POLVERE BIANCA DI ME ...

RAGAZZI DI TUTTO IL MONDO E UN CONSIGLIO CHE VOGLIO DARE A TUTTI VOI NON DROGATEVI MAI RISCHIERESTE DI FAR SOFFRIRE LA GENTE CHE VI AMA E DI PERDERE TUTTO MA SOPRATUTTO RISCHIARESTE DI FINERE GLI ANNI PIU BELLI DELLA VOSTRA VITA PER UN AMORE CHE NON SARA MAI VOSTRO E CHE VI PORTERA SOLO ALLA MORTA ....

Re: TUTTO FINITO PER UNA POLVERE BIANCA
Inviato da: Giada

Data: Wed, 24 October 2007 - 21:31

Ciao ANONIMA,è una storia triste ed è comprensibilissimo che tu abbia voluto chiudere gli occhi e sperare che tutto prima o poi sarebbe finito. Ma putroppo cosi,senza un aiuto,non finisce... io ti auguro di chiudere questa storia nel migliore dei modi perche hai gia sopportato delle sofferenze,quello non era l'uomo della tua vita e piu avanti quando sarai piu serena vedrai che troverai una persona che ti merita di piu.
Quello che farei io al posto tuo sarebbe chiudere la vostra storia in modo tranquillo cosi da lasciarlo nel modo meno doloroso possibile visto che si puo immaginare quanto lui gia stia male senza questa notizia..
Buona fortuna
un bacio
Giada

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