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Newsletter:  Masturbazione: la scoperta del proprio corpo

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[Kirkegaard]

Masturbazione:  la scoperta del proprio corpo
A voi la parola: "La Prova"
Promemoria:  Chiusura periodo Natalizio



Cari amici, il 2007 sta per concludersi e anche quest'anno sono state molte le domande a cui abbiamo cercato di dare risposta.
Attraversando... paure e desideri, scelte e progetti,  sentimenti ed emozioni eccoci qui ad intraprendere oggi un piccolo viaggio alla scoperta del nostro corpo.

 

 La masturbazione

Si tratta di un termine molto serioso per definire una scoperta personale, per provare piacere, per iniziare a conoscere la propria sessualità.

Per arrivare a questa breve definizione, senza "patemi", sono trascorsi secoli.

Non è occorso molto tempo per "scoprire' che questa pratica è esercitata da millenni , ma per liberarla da un alone di terrorismo. Basti pensare che fino a pochi anni fa si instaurava negli adolescenti un vero trauma sulle conseguenze allucinanti che questo atto poteva lasciare da adulti: dalle lesioni cerebrali all'impotenza, dalla perdita dei capelli alla cecità insieme ad altre mostruosità da film dell'orrore.

È uno degli esempi più gravi in cui anche alcuni docenti di medicina hanno manifestato il terrorismo morale anziché la verità scientifica.

Non è infrequente sentirsi chiedere ancora oggi se in quelle definizioni non ci fosse qualcosa di vero. ll pregiudizio era entrato in un subconscio un po' angoscioso: certi testi circolavano ancora nel dopoguerra, si può dire fino agli anni 60, dopo che le diverse indagini sul comportamento sessuale testimoniavano che la grande maggioranza deì giovani con una piccola prevalenza dei maschi sulle femmine, Praticavano regolarmente I'autoerotismo, mentre qualunque studio rigoroso smentiva "quei fantasmi"

Tutte le ragazze e i ragazzi arrivano alla scoperta di solito casualmente, da soli, e solo in piccola parte per informazioni dì compagni.

Nei ragazzi è frequente sia l'erezione che l'emissione di liquido seminale durante il sonno: si definisce polluzione notturna. Molto sovente nell'adolescente si ha l'erezione immediata in certe circostanze (un'immagine una lettura erotica).

La stimolazione successiva del pene fino all'eiaculazione diviene conseguente.

Spesso nelle ragazze I'inizio coincide con Ia stimolazione involontaria della zona genitale, con un oggetto, un cuscino, lavandosì fino a provare sensazioni piacevoli accarezzandosi in vari modi, senza necessariamente stimolare solo il clitoride. Anzi è frequente che, nel momento in cui una giovane prova un'emozione abbastanza intensa sia sufficiente la stimolazione di una qualunque zona erogena per provocare l'orgasmo

Ogni donna trova modi personali e congeniali che le permettono di acquisire una sicurezza nella gestione della propria sessualità: impara a conoscere i propri organi genitali, sa di poter raggiungere il piacere e come fare. Non sono fatti scontati come in un ragazzo che ha una consuetudine all'uso del pene ma sono fatti acquisiti, che le permettono anche la consapevolezza di partecipare attivamente alla vita sessuale. Anche in questo “gioco individuale”, si dissolve quell'oscurantismo che per secoli ha relegato la donna ad un ruolo subalterno, a “subire” anche il sesso. Solo che a volte i ragazzi non se ne accorgono 

L'atto della masturbazione può dare problemi?

È un interrogativo che talora viene riproposto a testimonianza che i tabù qualche volta aleggiano come dei piccoli fantasmi, un po' inquietanti.

La risposta è semplice: non esiste alcun problema nella scoperta del proprio corpo, nella conoscenza degli organi genitali, nel provare sensazioni piacevoli accarezzandosi.

L'unico problema può essere legato all'autoerotismo come unica forma di sessualità. Allora sono in gioco la solitudine, il mancato dialogo affettivo, oltre che sessuale, con il partner. In questo caso non si esamina la masturbazione ma le condizioni personali: le ansie, le nevrosi, la difficoltà di comunicare.

[tratto da "Imparare ad amarsi" di Roberto Prigione - ASL 20 Alessandria e Tortona - Ed. Promodis Italia, 2002]

DOMANDE E RISPOSTE
[tratte dal sito dello Spazio Giovani]

Effetti della masturbazione

Domanda:
E' possibile che la msturbazione possa creare alla lunga delle difficoltà nell'erezione del pene E' possibile che l'attività masturbatoria prosegue molto dopo l'adolescenza e sostituisca in mancanza di un patner l'attività sessuale?

Risposta:
La risposta alla tua prima domanda è assolutamente negativa: forse è un po' frutto di tue ansie rispetto al fare qualcosa che senti non del tutto legittimo. Anche la seconda domanda suppongo esprima qualcosa che ti riguarda personalmente: anche in questo caso devi sapere che l'attività automasturbatoria è presente da parte di moltissime persone anche in età adulta sia in situazioni, come tu dici, di assenza di un partner reale, sia, spesso, in presenza di esso come modalità di fare sesso 'altra', più autocentrata e fantasticata rispetto a quella reale. Non c'è quindi niente di anormale se essa prosegue regolarmente magari in età adulto-giovanile.

I sensi di colpa

Domanda:
Ciao, ho 13 anni e volevo porvi una domanda: perché dopo ogni volta che mi sono masturbato, provo dei sensi di colpa?

Risposta:
Il fatto che la masturbazione provochi qualche senso di colpa è perfettamente normale. Si tratta di entrare in contatto con la propria intimità e soprattutto con qualcosa che comunque imbarazza tutti in quanto soggetta a tabù e paure ereditate da una cultura che privilegia la riservatezza della sfera sessuale. [tratto dal sito www.stradanove.it]

Mi masturbo da una vita!

Domanda:
Salve sono una ragazza di 23 anni ancora vergine. Mi masturbo da quando avevo circa 12 anni e ci son periodi che lo devo fare tutti i giorni. E' normale che non abbia ancora smesso? Mi vergogno da morire, infatti non ne ho mai parlato con nessuno di questo. Cerco a volte di frenarmi, ma a volte la mia voglia di farlo non mi da altre soluzioni. Chè posso fare per smettere? Non ho ancora trovato la persona giusta! E se per caso poi alla fine mi piace più il piacere della malsturbazione invece che quello di un raporto normale? Mi piace essere toccata da un ragazzo ma ad esempio con le sue dita introdotte nella vagina non ho mai raggiunto il vero orgasmo mentre con le mie dita sempre. Cosa vuol dire? Ma sono una sconsiderata se mi masturbo? Perché le donne è raro che lo facciano!

Risposta:
La masturbazione è un'attività legata al piacere sessuale nel maschio come nella femmina. E' una pratica che in genere comincia a partire dall'esordio dell'adolescenza, ed è frequente che si riduca progressivamente quando si trova la "persona giusta", come tu dici, per avviare una relazione di coppia. Delle regole generali in base alle quali è normale o anormale cominciare o smettere di masturbarsi ad un'età precisa non esistono. Questo proprio perché l'autoerotismo non è da "sconsiderati", ma è un'attività attraverso la quale si impara a conoscere il proprio corpo, le sue reazioni e preferenze. Dici che "le donne è raro che lo facciano", a me potrebbe invece venire semplicemente da pensare che le donne siano più restìe a parlarne o ad ammettere di ricercare da sole il piacere. Gli uomini fanno spesso della masturbazione, almeno in adolescenza, argomento di discussione, motivo di confronto se non di vanto. Possiamo supporre che questo accada per molte ragioni, non ultima il diverso atteggiamento culturale che aleggia verso la sessualità maschile e femminile, per cui, nella maggior parte dei casi - questo non vuole affatto dire che sia giusto - è forte lo stereotipo per cui viene riconosciuto maggiormente il diritto dei maschi al piacere, mentre quello delle donne è un'acquisizione più recente. Possiamo riconoscere come questo stereotipo entri precocemente nella nostra vita, vedendo come i genitori reagiscono se colgono i figli ancora piccoli a scoprire i propri genitali: spesso avranno una reazione di ammirazione per la precocità dei maschietti, mentre alle femminucce riserveranno una reazione di riprovevolezza. Nella tua lettera chiedi un consiglio per smettere, ma poi dici che "a volte la voglia non mi dà altre soluzioni". Non hai approfondito i termini di questa affermazione, ma mi pare di aver capito che forse ti causa qualche disagio. Posso solo provare a spiegare che l'autoerotismo è considerato "negativo" quando pervade talmente i pensieri di una persona fino ad impedirle di pensare ad altro o di impegnarsi in altro (lavoro, studio, sport, vita e relazioni sociali; questo può accadere se la masturbazione è un modo per isolarsi ed evitare le relazioni sociali. Se questo non dovesse essere il tuo caso, non devi preoccuparti, poiché la spinta alla ricerca del piacere sessuale è molto soggettiva e varia molto da persona a persona in quanto a frequenza e modalità. Mi chiedi il significato del mancato raggiungimento dell'orgasmo attraverso la masturbazione da parte di un ragazzo. Non mi dici però nulla del tipo di rapporto con questo ragazzo: da quanto vi conoscevate, se stavate bene assieme, se c'era complicità ed intimità. Poiché l'incontro sessuale riguarda la persona nella sua interezza, nel suo modo di stare bene con se stessa e nella relazione con l'altro, senza queste conoscenze mi riesce molto difficile capire la ragione di quello che è accaduto. La sessualità è un momento di scoperta reciproca: le preferenze, le reazioni del proprio corpo sono personali, e all'altro è dato conoscerle solo con l'esperienza e con un dialogo aperto su queste tematiche. La sessualità presuppone anche molta fiducia nel partner, l'orgasmo in particolare è un momento di totale abbandono all'altro. Forse allora la risposta alla tua domanda andrebbe ricercata proprio nella relazione con quello specifico ragazzo e sui suoi fondamenti; così come è possibile pensare che, se fosse accaduto poche volte, non significa proprio nulla. Infine c'è una domanda "E se poi per caso alla fine....?", rispetto alla quale mi pare di poterti suggerire, se posso, di prenderla più serenamente e di non preoccuparti sin da ora di una eventualità futura e del tutto ipotetica. Se questa eventualità si dovesse realizzare, la complicità ed il clima di accettazione e comunicazione di un rapporto possono aiutare a cercare, assieme al proprio partner, stimolazioni tali che anche durante un rapporto sessuale completo (se è questo che tu intendevi con "normale") tu provi piacere. Attraverso il dialogo ognuno può comunicare al partner le proprie preferenze per trovare insieme una modalità che soddisfi entrambi. Spero di avere risposto ai tuoi quesiti ed ai tuoi dubbi, ricordati comunque che al Consultorio Giovani della tua zona troverai degli operatori preparati con i quali potrai parlare con fiducia e in anonimato.

Tabù

Domanda:
la mia ragazza, con cui sto insieme da alcuni anni e con cui ho un rapporto intimo molto avanzato, mi ha detto che non si masturba perché non ne sente il bisogno e non le sembra una cosa corretta. Sapendo che non c'è nulla di male nel masturbarsi le ho ripetuto molte volte di non limitarsi e che farsi problemi in questo campo limita solo le possibilità per conoscersi sessualmente. la sua ostinazione nel "tabù" della masturbazione mi fa credere che lei si masturbi e che ne provi tanta vergogna da non volerne parlare! infatti quando stiamo insieme vedo che le viene l'impulso di autostimolarsi... Addirittura a volte mi fa capire che si "coccola" (sue parole) da sola, ma quando capita di parlarne sminuisce tutto. in più ci vediamo poche volte al mese per problemi di studi, e mi sembra strano che non si soddisfi quando non ci vediamo. se mi tenesse nascosta questa cosa come potrebbe influire sul nostro rapporto? è il caso che cerchi di aiutarla o devo lasciare le cose come stanno?

Risposta:
In effetti è comune tra le ragazze vedere la masturbazione come un tabù anche se come hai detto giustamente tu non c'è nulla di male nel farlo,ma anzi è un modo per conoscersi meglio. Personalmente non credo che se lei non ti parla di questo ciò possa influire negativamente sul vostro rapporto. é certo importante che voi ne parliate e che tu la faccia sentire tranquilla non giudicandola sia in un caso che nell'altro. Tu non puoi certo convincerla, ma puoi essere disponibile al dialogo o al confronto quando lei si sentirà pronta.

A VOI LA PAROLA

LA PROVA

"Andiamo Niky, vieni, è tardi!". Jenny chiamava l’amica dal cortile. Erano in ritardo di dieci minuti e il luogo dell’appuntamento non era vicinissimo. Niky le disse che si stava preparando, ma in realtà stava riflettendo sul da farsi: era da pochi mesi che conosceva Jenny e gli altri. Le erano parsi subito simpatici, con lei erano carini, quando lei faceva delle battute ridevano, le facevano sempre complimenti, e poi… c’era Michele. Era lui la maggiore ragione per cui lei continuava a uscire con quella compagnia. Solo dopo qualche tempo aveva scoperto qualcosa in più su quel gruppo di ragazzi e ragazze all’apparenza tanto gentili e per bene: ogni domenica facevano gare in motorino come una prova di iniziazione. Quel giorno era domenica e lei non aveva ancora compiuto la prova. Decise di raggiungere Jenny e di andare all’appuntamento, poi avrebbe deciso sul posto.
"Finalmente!" disse Jenny vedendo apparire l’amica. "Non trovavo la maglietta a fiori. L’ho cercata ovunque e indovina dove l’ho trovata?! Nel cassetto di mia sorella!!! Non mi chiede mai il permesso per prendere le mie cose". "L’importante è che l’hai trovata. Oggi c’è la gara! E tu sei una delle concorrenti. Dovresti essere entusiasta!".
"Sai, non so se la farò! Non sono convinta che sia una cosa giusta. E se qualcuno si facesse male?"
"Non ti preoccupare, non si è mai fatto veramente male nessuno, al massimo qualche graffio. E poi capita a tutti di cadere dallo scooter. A te non è mai capitato?"
"Non ho mai guidato uno scooter, perciò dovrei stare dietro".
"Allora non ti devi preoccupare".
Nel frattempo erano arrivate al luogo dell’incontro: la fermata dell’autobus in via Manfredi, la via più periferica della città ma ugualmente pericolosa. "Ciao Niky". Era Michele che si era avvicinato alla ragazza "allora sei pronta? Salirai su con me. Caspita, la tua prima gara!! Non sei emozionata?" Niky era come ipnotizzata: se avesse accettato sarebbe andata in scooter con Michele, lui poi, forse, l’avrebbe baciata e… Ma non poteva rischiare la sua vita così, sarebbe stato stupido. Così, riprendendosi, disse "non vengo, non ce la faccio!". "Come?" Disse Michele sorpreso, seguito dagli altri: "sei una fifona! Non hai il coraggio: non riuscirai mai ad essere una di noi!" Presa dallo sconforto corse via, verso casa, dove rimase fina a quando, la sera, non ricevette una telefonata: "Niky, ciao sono Jenny. E’ successo un casino. Michele, oggi, durante la gara… è caduto… non pensavamo fosse grave… ma non si muoveva… ci siamo avvicinati… Niky, Michele è in coma!!!" Senza neanche farla finire Niky corse all’ospedale. Trovò il ragazzo pallido, pieno di graffi sul viso. Che cosa doveva fare? Un pensiero gli passava continuamente nella mente: se ci fosse stata anche lei su quello scooter, cosa le sarebbe successo? Come si sarebbero sentiti i suoi genitori?
Per giorni stette vicino a Michele quando, finalmente, si svegliò: "Ehi, sono ridotto male vero?" "No, solo qualche graffio. Ti si riesce ancora a guardare. Ma te lo avevo detto!". "Hai ragione ma il gruppo è il gruppo se non lo segui sei fuori!".
"Ma se lo segui sempre a volte rischi la vita. Bisogna saper riconoscere i propri limiti e ciò che è giusto per noi o no. Tutto dipende da noi. Noi non dipendiamo dal gruppo".

Giulia B. – Convitto Maria Luigia –  15 anni

 

PROMEMORIA

L'ambulatorio Ostetrico-Ginecologico
dello Spazio Giovani di Parma
Resterà chiuso per le Festività Natalizie
dal 24 dicembre al 6 gennaio compresi





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