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Newsletter:  In equilibrio sul filo dell'illusione

Nessuno è felice senza un'illusione di qualche tipo. Per essere felici, le illusioni sono necessarie quanto la realtà. [C. M. Bove]

In equilibrio sul filo dell'illusione 
A voi la parola: "Matrimonio o Convivenza?"
Promemoria:  Teen-Line



Cari amici naviganti,
è un po' di tempo che mi arrovello su certi pensieri un po' marzulliani (scusate ma l'età avanza anche per noi mostriciattoli)...
Ma l'illusione aiuta a vivere? E la disillusione fa così male? Si può superare? Senza farsi troppo male:) ci rimane solo la speranza?

Un giorno navigando su internet leggevo quello che segue in un blog:

La disillusione delle aspettative
Dentro al nostro cuore c'è un bisogno fondamentale di fede. Molti non saranno di questa opinione. Ma, pensiamoci bene, quando mettiamo i piedi a terra, la mattina, scendendo dal letto, abbiamo fede che il pavimento sia ancora lì. Ci aspettiamo, vogliamo che le cose vadano in un certo modo, seguendo percorsi precisi. In sostanza, creiamo delle aspettative sulla realtà, ci aspettiamo che i tasselli del puzzle rispettino le regole e si inseriscano nel posto giusto. Soprattutto negli affetti ci aspettiamo che le dinamiche siano di causa/effetto. "Se ti voglio bene spero che tu mi vorrai bene". La sofferenza più grande dello spirito umano in assoluto deriva dalla disillusione delle aspettative sulla realtà. Quando amiamo qualcuno ci viene spontaneo aspettarci che lui ricambi. Quando non succede stiamo male. E' inevitabile. Purtroppo la realtà è bravissima ad illudere per poi negare. Come vincere questa battaglia ? Smettere di illudersi (ma è troppo banale) o credere in qualcosa di più grande che non ti tradisca mai.”

Mi viene proprio voglia di ampliare questo discorso insieme a voi.
Premessa: non ci sono solo due vie rispetto alla sofferenza della disillusione.

Illusioni d'amore
Riceviamo molte richieste di aiuto sull'amore nella sezione chiedi/avete chiesto, spesso ci raccontate di essere stati 'scottati'.
A qualcuno di noi è capitato di essere lasciati dal proprio/a ragazzo/a, o di non essere per niente considerati da una persona che ci piace mentre noi avevamo interpretato “segnali di fumo” nella nostra direzione e ci sembrava che forse sì era interessato/a... ci è mai capitato?
Poi ci accorgiamo che è finita o che non ci fila per niente! Giù lacrime a fiumi, giù tapparelle di oscurità, giù musi lunghi fino ai piedi, giù autostima “che più in basso di così si poteva solo scavare” citando Daniele Silvestri.

Fase uno: “depressione” da vasetto di nutella

Fase due: ci ripigliamo e partiamo al contrattacco o cerchiamo di riconquistarlo/la o gliela facciamo pagare “mo' ti metto a posto io” con il corteo di amiche/ci che ci gonfiano come i palloncini del Luna ParK (che è il momento dove facciamo più stupidate).

Fase tre: la disfatta/non c'è più niente da fare con rispettiva “depressione” da ritiro sociale (la mia cameretta come l'ultima spiaggia).

Fase quattro: passa molto molto tempo ed evitatiamo di passare in certe strade per paura di incontrarlo/la, leggiamo segnali da tutte le parti: un amico dice una certa frase e il nostro cervello intreccia tutti i neuroni per trovare – senza dirci niente ovviamente – un nesso proprio con quella persona dimostrando un'abilità sorprendente tanto che ci chiediamo che fine fa durante le interrogazioni di matematica!

Fase cinque:
finalmente ci è passata!

E in futuro? Che facciamo ci difendiamo così tanto che sembriamo l'arrocco del gioco degli scacchi? Oppure rifacciamo lo stesso sbaglio: arriva uno/a e l'adoriamo come uno di quei testoni dell'Isola di Pasqua?


Noi ci arrangiamo con la creatività!
Molti psicoterapeuti affermano che la vita quotidiana comporta continuamente esperienze di illusione e disillusione e sono processi normali che hanno un ruolo fondamentale nella formazione di un rapporto creativo. L'individuo deve attingere a “maggiore abilità” nel vivere tali esperienze, sorretta dallo sviluppo di un orientamento sempre più creativo verso l'ambiente e dalla capacità di dare una valutazione realistica della realtà interna ed esterna.
Per dirlo con poche parole: quando stiamo male perché ci manca qualcosa aguzziamo l'ingegno! La creatività è proprio come una barca che ci traghetta da uno stato all'altro! Se pensiamo agli artisti più famosi... La creatività è modo per esprimere le nostre emozioni e i nostri sentimenti, crea collegamenti tra il nostro “dentro” e i nostro “fuori” più visibile alle persone che ci circondano, tanto che anche i nostri neuroni si attivano e producono nuove interconnessioni, strade battute che verranno poi utilizzate in futuro!
Per superare quindi una disillusione si può iniziare a creare (non importa qualcosa in specifico): scrivere un racconto, comporre una canzone, fare decoupage, inventare un balletto, fare un filmato per youtube, ecc...
Se volete, cari amici, potete inviarmi i vostri lavori.

E se avete voglia di passare un po' di tempo un compagnia di un bel libro ecco il mio consiglio :

CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO - Augusten Burroughs

Come si possono superare le difficoltà che la vita ci presenta in modo ironico senza chiedersi troppo se è “normale”.

 

Se invece siete più dei tipi da... Multisala...

Lost in traslation – L'amore tradotto di Sofia Coppola

Trama: due persone si incontrano in una splendida Tokyo: lui è un attore di cinema al tramonto, lei una ragazza laureata in filosofia e sposata ad un uomo che pensa solo a se stesso. Tra i due si formerà un legame speciale.

Sofia Coppola, in un'intervista dice: " è una storia molto intima e ho preferito che rimanesse tale. Io so nella mia testa cosa si sono detti all'orecchio, ma non lo faccio sentire al pubblico. Perché per me la cosa importante è che entrambi si sono resi conto di questa esperienza speciale che hanno vissuto. Che forse resterà per sempre con loro per tutta la loro vita."

A VOI LA PAROLA

[tratto da forum Io e...l'amore]

Convivenza o matrimonio ?
Inviato da: MiciaElsa -  12 March 2008 - 16:31

Sto da 1 anno e 6 mesi con un uomo fantastico di cui sono pazzamente innamorata. Oggi mi ha chiesto di andare a convivere con lui. Sono rimasta spiazzata perché io ho sempre sognato il matrimonio e una convivenza non era nei miei progetti di vita. Se mia mamma lo sapesse ne morirebbe lei che é molto di Chiesa. Però lui ha detto che non vuole sposarsi che se tra noi dovesse andare male se fossimo sposati sarebbe tutto più difficile. Lui é stato lasciato 4 anni fa dopo una relazione di 6 anni e quindi ha paura che possa succedere di nuovo. Cosa faccio? Se gli dico di no corro il rischio di perderlo ? Non so cosa fare...

Re: Convivenza o matrimonio ?
Inviato da: mimi -  13 March 2008 - 11:22

ciao....quanti anni hai?

Re: Convivenza o matrimonio ?
Inviato da: Hitomi  - Thu, 13 March 2008 - 18:22

be' con i tempi che corrono... è più economico non sposarsi...sei tu che devi prendere la decisione se vuoi convivere o sposarti...
non tua madre, non ti rimane che pesarci bene

Re: Convivenza o matrimonio ?
Inviato da: kiarettola - 13 March 2008 - 20:41

cerca di capire la sua paura e cosa vuoi tu...è veramente così importante essere sposati per vivere insieme?niente vi vieta,se andate a convivere e la cosa ha successo,di sposarvi poi dopo...i genitori hanno le loro convinzioni,ma questo non gli da il diritto di dirci cosa fare/non fare..onestamente mi pare esagerato"morire perchè una figlia convive senza essere sposata".

Re: Convivenza o matrimonio ?
Inviato da: nuvola - 14 March 2008 - 09:26

La cosa più importante secondo me è sempre predersi un po' di tempo, non si può prendere una decisione così importante in fretta, io credo ke dovresti parlarne con lui, spiegargli le tue paure, il fatto ke magari ti spaventa la convivenza, forse neanche tu sai ancora cosa vuoi e parlandone con lui, pian piano, con il tempo magari potresti capire meglio anche te stessa.
I genitori sono le persone che ci amano più di tutti ma a volte... si fanno un po' condizionare da quello ke pensa la gente...

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