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Newsletter:  Il senso del Gay Pride

Dai Amore e riceverai Amore

[Silvia R.]

Il senso del Gay Pride: racconto di un'esperienza
A voi la parola: "Viaggiando"
Promemoria:  Chiusura Estiva



 Voi umani siete molto più intelligenti di noi ma spesso vi capita di stravolgere le cose... il senso intendo... il significato delle cose. Tanto che a un certo punto non sapete neanche voi di cosa state parlando.
Cristina mi è venuta a trovare, era appena stata al Pride di Bologna e aveva voglia di raccontare questa giornata importante, il Vero Senso del Pride...  

  

"Bologna, si esce dalla stazione verso il centro, punto di ritrovo alle ore 14 sotto le due Torri per andare ai Giardini Margherita, lungo il tragitto molta gente, coppie eterosessuali e omosessuali, mamme con bambini, bandiere arcobaleno, uno dei simboli dell’orgoglio gay.

Su viale Indipendenza crocchi di persone che prendono un gelato  o mangiano in bar mentre aspettano degli amici per riunirsi e camminare insieme verso il luogo della manifestazione.

Mi ricordo la prima volta che partecipai ad un Pride, era per una ricerca, MODIDI (www.modidi.it) distribuivo volantini e questionari fra le persone, eravamo a Milano. Ero emozionata. Non sapevo come sarebbe stato, avevo visto spesso dei servizi in Tv al telegiornale e letto articoli di giornale, ne discutevano fra amici e, il più delle volte, i commenti erano del tipo “Mhà…che gente disgustosa, con quei vestiti, quelle piume..”. Del Pride tutti mi rimandavano l’idea di un luogo strano con gente strana che si mette in mostra, che prova gusto nell’esibirsi, nell’esibirsi anche nella sessualità il che rende tutto ancora più disgustoso e riprovevole moralmente.

Arrivai, mi guardai intorno, li guardavo e non capivo perchè, poi amici e conoscenti hanno iniziato a dirmi delle cose tipo “Guarda, hai visto il carro di…, guarda c’è anche il carro di…” citando locali o personaggi che fanno parte del mondo LGBT. E mi raccontavano chi erano, cosa avevano fatto, cosa significavano per il mondo LGBT. E ho iniziato a capire che anche i carri e le persone più eccentriche, che ti fanno respirare l’aria intrisa di vita e di erotismo di Zion di Matrix, rappresentano delle icone della cultura LGBT e rischiamo di interpretare queste espressioni come puro esibizionismo anziché come testimonianza culturale. Testimonianza che riesce magicamente a creare un senso di appartenenza nel sentire che non si è soli, nel sentire che si hanno degli obiettivi comuni e condivisi, nel sentire che nonostante nessuno sia uguale a me, possiamo trovari altri che alcuni aspetti della loro essenza sono uguali a me. E mi sono sentita anche io omosessuale.

Un grande carnevale. Un carnevale nel senso funzionale del termine: il periodo in cui i ranocchi possono diventare principi e in cui i poveri possono diventare ricchi e in cui gli emarginati possono diventare il presidente del consiglio…. Il carnevale nel suo senso storico, quello del ribaltamento dello stato sociale, delle gerarchie, quello del desiderio, del desiderio di essere diversi da quello che si è nella quotidianità. Penso che Il Pride possa rappresentare non solo l’occasione di testimoniare con orgoglio la propria naturale inclinazione sentimentale (“omosessuale naturale” riportava un carro come slogan), ma l’occasione di vivere un giorno diversamente da come si vive la quotidianità. La quotidianità per molti è nascondimento, è fare finta di essere etero, è emerginazione, è vergognarsi di sé stessi, è “divieto”, (di tenersi per mano mentre si cammina, divieto di darsi un bacio…). Al Pride tutto questo diventa possibile e autorizzato, legittimo e spero che molti possa essere un giorno liberatorio.

Poi accanto a questi la gente, la gente sotto ai carri, le persone, tutte, indipendentemente dal loro orientamento sessuale,  camminano lungo la sfilata e ballano e cantano, ridono , fanno foto. Queste sono la maggioranza di quello che si vede andando e partecipando al Pride.

Ma mentre mi guardavo intorno e vedevo tutte queste persone pensavo anche a tutte quelle che non erano venute, a quelle che pensano che sia "compromettente", a quelle che fanno discriminazioni o a quelle che si vergognano, a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che magari si fanno delle domande, che non capiscono, che forse lo sanno ma... 

E allora voglio approfittare di questo spazio per dire che... se hai bisogno di parlare con qualcuno dei tuoi dubbi o incertezze rispetto al tuo orientamento sessuale e sentimentale, se vuoi confrontrarti con qualcuno che non giudichi ma che sia lì per te puoi farlo! "

Associazioni di Parma
Se vuoi conoscere il mondo LGBT (Lesbico, Gay, Bisessuale, Transessule) puoi contattare diverse associazioni presenti nel territorio di parma, in particolare:

Se sei giovane e hai voglia di amici con cui confrontarti su questi temi e trovare dei luoghi di incontro puoi contattare l'associazione ottavo colore: http://ottavocolore.altervista.org/

L'Associazione l'8° Colore dice...:

"La nostra associazione rappresenta un gruppo di giovani eterogeneo per idee provenienza età genere e sessualità . Ciò che ci accomuna è il cercare di ottenere dalla società una, reale, integrazione di tutti gli individui che ora sono, spesso, discriminati per la loro "diversa" sessualità (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali).

Il nostro impegno nasce dalla assenza totale nell'intera provincia di Parma di un'associazione che rappresenti la comunità LGBT, in particolare la parte giovanile, al fine di promuovere iniziative per aumentare la visibilità e promuovere l'accetazione di orientamenti sessuali diversi.

Ci battiamo per: promuovere una serena integrazione con orientamento sessuale diverso, conoscere e combattere ogni forma di discriminazione verso la comunità LGBT, supportare e aiutare chi ha, ancora paura di mostrarsi, aiutandolo a trovare il coraggio in se stesso, opporci a qualsiasi strumentalizzazione a fini politici della nostra comunità LGBT "

 
Se sei credente e vuoi parlare del rapporto religione-omosessualità e dei vissuti connessi alla convivenza di queste identità puoi contattare l'associazione ARCO: http://www.arcoparma.it/archivio/scienza.htm

L'Associazione ARCO dice...:

"Al pari dell'eterosessualità, l'omosessualità va ben oltre la preferenza sessuale, tocca l'interezza della persona umana, la sua struttura fatta di sentimenti ed emozioni. Ed è nella convinzione che solo nella relazione con l'altro/altra si può ritrovare la vocazione originaria dell'essere umano, che il nostro gruppo trova la sua ragion d'essere.
Relazionarci, confrontarci, crescere per far crescere se stessi e gli altri, per migliorare la nostra vita; essere felici per poter migliorare anche un po' il mondo che ci circonda.
Per chi crede, poi, significa anche impegnarsi per trovare il nucleo del messaggio evangelico, per ripulirlo delle sovrastrutture culturali e clericali, giungendo al Regno di Dio, al Comandamento dell'Amore. "

Se vuoi parlare degli aspetti legati ai rapporti genitori figli sul tema dell'omosessualità puoi contattare Agedo nella persona del presidente, la signora Carla, allo 0521 481485, che offre un servizio di counseling dal martedì al venerdì dalle ore 20.30 alle 22.00. Si possono ricevere informazioni direttamente sul sito dell'Agedo nazionale www.agedo.org, o presso il sito www.arcoparma.it 

L'AGEDO dice...

Vogliamo far sapere che i  genitori  di  omosessuali  sono  un grande numero  (due per  ognuno dei  tre milioni di gay e lesbiche stimati in Italia): sono sempre di più i genitori che chiedono a testa alta che i loro figli vengano accettati e rispettati.  Vogliamo far si che i genitori di eterosessuali ci aiutino a creare una nuova mentalità capace di accettare tutte le diversità.
Vogliamo, con la nostra forza, fare da argine alle discriminazioni, alle ingiustizie, alle intolleranze cui sono soggetti i gay e le lesbiche affinché acquisiscano pari diritti, libertà e rispetto come tutte le altre persone.
Il nostro intento è che nessuno abbia più a soffrire inutilmente per ignoranza di un fenomeno e per colpe inesistenti.

A VOI LA PAROLA

Questo scritto è tratto dal sito www.ipensieri.it che raccoglie poesie, racconti, articoli ecc. scritti dai giovani di Parma e... non solo

VIAGGIANDO

Salgo sull’autobus e come al solito non c’è posto da sedersi… mi posiziono vicino alle porte di discesa in piedi… regna come al solito il silenzio, mi guardo intorno e noto che tutti sono intenti a non incrociare il loro sguardo con quello di un altro e a non toccare erroneamente il ginocchio del vicino

Salgo sull’autobus e come al solito non c’è posto da sedersi… mi posiziono vicino alle porte di discesa in piedi… regna come al solito il silenzio, mi guardo intorno e noto che tutti sono intenti a non incrociare il loro sguardo con quello di un altro e a non toccare erroneamente il ginocchio del vicino (cosa alquanto inevitabile avendo a disposizione 50 cm e trovando sempre di fronte a te un “giocatore di basket”!). Immersa nei miei pensieri vengo in un attimo catapultata in avanti, e mentre tutti quanti insultano l’autista dicendo che non sa guidare oppure uscendo con un “Ma chi ti ha dato la patente? Topolino?!” o qualche maschilista “Vè donna! L’hai comprata con i punti della coop?” mi accorgo che ci siamo fermati in un campo fuori città… l’autista invita tutti a scendere. E “puf” chi era uomo diventa donna, chi era donna uomo, un vecchio diventa giovane e via dicendo… io mi trasformo in un uomo! Mi giro di colpo, specchiandomi nel vetro dell’autobus, non sono cambiata più di tanto, gli ochhi sono sempre i miei… ho i capelli più corti, la barba, ho la voce più rauca e sì… ho qualcosa in più, ma anche qualcosa in meno (chi vuole intendere, intenda!). ma quello che provo è uguale… sedendomi sul prato inizio a pensare… penso che se dovessi rimanere uomo sarebbe tutto più semplice. Sì… semplice! Nessuno potrà più guardarmi, insultarmi, giudicarmi solo perché amo un’altra donna! Semplicemente perché le prendo la mano o perché la bacio! Nessuno potrà più dire che il nostro amore è di serie B! che mi sono accontentata solo perché nessun uomo mi voleva… che sono zitella! Nessuno potrà più permettersi di dirmi che sono malata… e soprattutto nessuno potrà impedirmi di creare una famiglia, di vivere e crescere con lei, di invecchiare con lei. Sarei libera di amarla in tranquillità! La mia vita cambierebbe solo sotto questo aspetto… sarebbe più semplice. Anche se a me piace essere donna e non cambierei mai… essere uomo sarebbe più facile.
Immersa in questi pensieri non mi sono accorta che ero tornata donna… bhé! Va bene così… continuerò lo stesso ad amarla! Aspettando che gli altri cambino… e non io. Mi alzo e risalgo sull’autobus.

Valeria


PROMEMORIA

Nei mesi di luglio e agosto
l'ambulatorio ostetrico-ginecologico
sarà aperto il
LUNEDI e GIOVEDI dalle 14.30 alle 17.00.
*  *  *
SARA' CHIUSO DAL 11 AL 24 AGOSTO

 





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