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Newsletter:  Che noia ragazzi!

Per scrivere serve un'ispirazione che può essere anche la noia, così vuota che dentro ci trovi di tutto...  [Renato Cherchi]

Che noia ragazzi! Ma sarà poi così vuota? 
A voi la parola  Rido e Piango: una vostra poesia
Promemoria:  Spazio "Aforisma"



Cari ragazzi,
c’è una cosa che almeno una volta nella vita abbiamo provato tutti: la noia.
Ma che cos’è ? 
Non è soltanto la monotonia o la mancanza di distrazioni, essere annoiati spesso significa sentirsi tristi, incompleti, senza meta, infelici e sfiduciati; altre volte, è più come una pigrizia che sentiamo in noi stessi: allora stiamo lì sul divano davanti alla tv a guardare quello che capita, senza essere davvero attratti da ciò che guardiamo, oppure al pc, cerchiamo in internet..ma non sappiamo neanche noi cosa, chattiamo senza dirci davvero qualcosa.

Il tempo scorre e noi in realtà non lo stiamo vivendo, due massi al posto dei piedi, e che fatica muoversi. Cos’è che ci fa muovere? Cos’è che ci rende parte attiva nella nostra vita? Ecco, la nostra vita.
Sembra quasi che l’essere umano, per essere soddisfatto debba avere tutto pianificato, delle routine precise che non creino troppi sconvolgimenti nelle sue giornate. 
Le nostre giornate sono scandite da orari, attività, luoghi, persone sempre uguali! La sveglia, la scuola, gli insegnanti, il viaggio in autobus e sempre lo stesso finestrino appannato, il pranzo a casa e il combattimento per i compiti e lo studio. Qualcuno ci mette in mezzo un’attività sportiva, ma spesso rischia di diventare un impegno piuttosto che uno svago.

Ecco che allora, non sono solo le giornate vuote, apparentemente prive di stimoli, ad annoiarci, ma anche quelle ricche di impegni: la ripetitività dei soliti impegni. Mi viene da dire “apparentemente prive di stimoli” perchè spesso siamo portati ad aspettarci che siano gli altri a coinvolgerci o proporci qualcosa da fare; è molto più impegnativo chiederci cosa ci piace davvero fare e, soprattutto, per che cosa siamo disposti a impegnarci per divertirci o per essere soddisfatti di ciò che facciamo; inoltre a volte rischiamo di non riconoscere le opportunità che la vita ci offre. A volte lasciamo che la pigrizia prevalga su di noi rendendoci passivi e inermi.

Se per Leopardi “la noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani”, per noi, che non siamo certo così poetici e filosofi, la noia può diventare un piccolo disagio dal quale fatichiamo a capire come uscirne. La noia può diventare così il “più grande nemico da combattere”: quando tornati da scuola dobbiamo riprendere in mano i libri, quando non ci è più permesso di trascorrere del tempo al computer, quando dobbiamo rispettare un orario scomodo, o più in generale tutte quelle situazioni in cui ci ritroviamo da soli con noi stessi.

Alcune volte non si riesce ad apprezzare il tempo che abbiamo per stare con noi stessi in solitudine e lo confondiamo con la noia. In realtà, questo tempo, potrebbe essere utile per scoprire e comprendere i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre paure, le nostre emozioni e per trovare dei significati che solo noi possiamo darci. Il “non fare qualcosa”, quindi, non è di per sé negativo, ma può essere un momento di arricchimento, conoscenza e crescita personale.

È allo stesso modo vero però che spesso ci troviamo in difficoltà a entrare in contatto con gli altri per condividere le nostre cose: la nostra o il nostro migliore amico ha trovato una morosa e non ha più tutto il tempo per noi, o ancor peggio, ci ha deluso e non vogliamo più vederlo; con mio fratello o mia sorella ho litigato e non ci parliamo più oppure i nostri genitori non sempre sono disponibili e pronti ad ascoltarci quando abbiamo bisogno di parlare delle nostre cose che seppur piccole fanno parte della nostra vita. A volte capita che gli adulti come i nostri genitori siano infastiditi dal nostro atteggiamento annoiato,  vorrebbero che... ci “passasse alla svelta”, semplicemente perché si sono dimenticati che anche per loro ci sono stati dei momenti così.

Risulta difficile allora trovare uno spazio in cui confidarci, confrontarci o semplicemente parlare. Siamo quasi inevitabilmente soli, ci sembra di perdere i riferimenti, i punti cardine della nostra vita. La noia che proviamo in queste situazioni è divantata qualcosa di più forte, più pesante, più risonante dentro di noi e può arrivare a farci provare una forte tristezza...  può capitare allora di cercare vie di fuga alternative, nuove, che ci possano distrarre, far evadere dalla realtà.

Può capitare di iniziare a  frequentare persone che, in fin dei conti, non conosciamo nemmeno bene, ma ci fanno compagnia, e anche se queste persone non hanno granché da fare... fa lo stesso, stanno in giro, o al bar, trascorrono i pomeriggi seduti sulle panchine di un parco, fumano sigarette o quant’altro che si passano l’un l’altro. Così un po’ si svagano, si stordiscono, non pensano a chi li aspetta a casa o al compito di domani a scuola o alla sveglia presto.

E noi siamo lì, con loro e non sappiamo nemmeno bene il perché. Può capitare di ritrovarsi a fare cose che prima sentivamo lontane, come fumare, bere, essere aggressivi. Un insieme di comportamenti che se ci soffermiamo a riflettere sono proprio il tentativo di uscire da una noia che non è solo individuale, ma del gruppo o della compagnia a cui si appartiene.

La noia può farci arrabbiare, divenire scontrosi e irascibili può farci stare in casa, nel nostro letto con la mente vuota. Non ci rendiamo conto così che rischiamo di perdere il piacere di vivere in una realtà fatta di cose semplici che possiamo condividere con gli altri.

Nell’adolescenza la noia è frequente e comune, e può essere utile per stimolarci ad una riflessione su noi stessi, su quello che più ci interessa e che ci coinvolge maggiormente. L’importante è non farci sopraffare ma saperla sfruttare per tirare fuori il meglio da noi stessi e da quello che facciamo. Non dobbiamo preoccuparci, quindi, di come fare per eliminarla ma saperla cogliere come stimolo in noi stessi.

La noia è un sentimento conosciuto non solo dai ragazzi ma anche dagli adulti. Ne abbiamo traccia sin dall’antichità, infatti, ne hanno parlato, filosofi di grande rilievo come Kierkegaard e Schopenhauer; poeti come Foscolo, Leopardi e Petrarca; sino ai cantanti dei nostri giorni, come Vasco Rossi ne “La noia” e i Green Day con “Longview”. Possiamo allora prendere spunto dai grandi scrittori e autori che prima di noi hanno attraversato queste difficoltà, che ne hanno parlato e testimoniato l’esistenza, ma che hanno anche cercato di renderla meno difficile da accettare per quella che è: La noia è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare.
(Marcel Proust)

A VOI LA PAROLA

RIDO E PIANGO

Rido e piango per le emozioni,
le emozioni profonde
che mi fanno smuovere il cuore
un battito forte e persistente
che è scosso dalla mia mente.
Quando ridi vedo splendere i tuoi occhi
lo specchio della tua anima.
Quando piangi ogni tua lacrima
che scorre come fosse una goccia di rugiada
mi fa intuire la strada che porta a te
e mi immedesimo in te.
Rido e piango per far sciogliere quel nodo
che mi tiene legato ad un mondo subordinato
e immerso negli schemi.
Rido e piango perché emozionarsi fa bene all'anima
Rido e piango per vivere una vita piena di vari colori
Rido e piango per essere finalmente libero.

Michele R. - Istituto d'arte "P. Toschi" - 17 anni

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