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Newsletter:  Fare Teatro: perch??

soffro ma non farò soffrire, piango, ma non farò mai piangere.
Alessandra - Ist. Melloni


Intervista: Fare Teatro: perchè?

A voi la parola: Sogni, amore, libertà... alcune vostre poesie

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Da quello che vedo attorno, nelle scuole soprattutto, mi sembra che tanti ragazzi abbiano il desiderio e la curiosità di fare corsi di teatro, cosa ci sarà poi di tanto interessante nel fare gli attori? … certo che diventare come Brad Pitt non mi dispiacerebbe… si diventa così se ci si impegna? A chi potrei chiederlo?… Basta infilarsi in una scuola superiore… tanto ormai in tutte le scuole ci sono corsi di teatro…

FARE TEATRO: PERCHE’?

Qui ci sono un’insegnante e un gruppo di ragazzi… Colgo al balzo l’occasione per fare qualche domandina… Salve!!! Cosa state facendo?

Prof: Stiamo facendo Teatro

Spidernet: Scusate ma non conosco tanto l’argomento, mi potete spiegare in che cosa consiste?

Luigi: E’ difficile spiegare con le parole, per capire di cosa si tratta occorrerebbe provare a fare…Nel primo periodo si gioca: giochi di movimento, giochi con la voce, giochi di relazione… alternati a momenti di dialogo in cui ognuno può dire e condividere con gli altri le emozioni e le sensazioni provate, può proporre delle varianti, inventare giochi nuovi…

Diego: sì, a volte è strano… non capisci subito cosa stai facendo e perché, e a volte pensi: ma chi me lo fa fare! Poi però senti che ti fa bene, quando esco dalle lezioni di teatro mi sento quasi sempre più felice, più leggero…

Prof.: col tempo si crea un’atmosfera positiva, senza paura del giudizio, ci si sente in un gruppo e si fissa un obiettivo: lo spettacolo finale davanti al pubblico. Senza farsi prendere dal panico, si sceglie o si scrive un testo da rappresentare. Poi si lavora sullo spettacolo, che sempre gioco è…

Marco: lo spettacolo finale… adrenalina a mille! Non è così facile però…ma dopo che soddisfazione! L’anno scorso ci sono venuti a vedere i nostri compagni di classe, io mi vergognavo un casino perché mi prendevano in giro…alla fine dello spettacolo  anche loro hanno ammesso che lo spettacolo era bello e che noi eravamo davvero bravi!

Federica: Ti ricordi che ridere quando Diego si è  dimenticato la battuta, e tu ti sei inventato il balletto!

Diego: Eh… beh… la nostra insegnante ci ha detto che durante lo spettacolo qualsiasi cosa accada si deve andare avanti… mai interrompere e far vedere che si è sbagliato… tanto il pubblico non lo sa…

Prof.: Eh si… questa è una forza che spesso chi inizia non sa di avere,  il fatto di essere sotto lo sguardo di tutti spesso provoca imbarazzo… ma ben presto si scopre che il palcoscenico è un luogo agevole, particolare, che ci permette una grande libertà, in cui sperimentiamo una tensione positiva verso l’azione, il ritmo, la parola, il movimento… scopriamo la nostra naturale tendenza ad esprimerci, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione

Spidernet: Mh… sembra interessante! Ma occorrono capacità particolari per fare teatro? Io vedo che gli attori e le attrici sono quasi sempre ultrabelli, ultraintelligenti, ecc.. sembrano perfetti…

Prof.: Mah... nostro scopo qui non è quello di formare degli attori…

Spidernet: Ah! Che peccato, e io che volevo diventare come Brad Pitt…

Giulia:  Ma dai!

Prof.:  ci sono tanti corsi e percorsi formativi per chi intende proseguire, ci sono le scuole di arte drammatica, alle quali si accede su provino, durano due o tre anni e richiedono un impegno costante e a tempo pieno, spesso hanno un limite di età che è 25 anni, al termine rilasciano un diploma, che per chi intende seriamente fare questo mestiere è un titolo valido…

Marco: No, no! Io lo faccio così… per divertirmi, perché mi piace, mica perché voglio fare l’attore di mestiere…

Alice: Beh, a me invece piacerebbe continuare a studiare…, dedicarmi di più al teatro e alla danza…

Prof.: Ciò che facciamo qui è comunque un primo passo verso il teatro… partiamo dalle basi… e poi parliamo anche molto però… cerchiamo di costruire assieme le cose, si confrontano le idee, si raccolgono i suggerimenti, le proposte…

Alice: in teatro no è sempre così vero?

Prof.: No, fare l’attore di mestiere significa anche fare l’esecutore, seguire le istruzioni del regista, farsi strumento e musicista assieme, pensate a un musicista che suona uno strumento… secondo voi qual è lo strumento dell’attore?

Federica: il corpo

Prof.: si, ma non solo…

Marco: la voce

Prof.: certamente… poi?

Alice: l’espressione del viso

Prof.: sì, la mimica… che cosa comunichiamo attraverso le espressioni del viso?

Federica: le emozioni..

Prof.: bravissima… eccoli dunque i nostri strumenti di lavoro: il corpo, quindi il gesto, il movimento, la respirazione, poi la voce, connessa al movimento, la parola, a volte cantiamo anche! E infine il motore che muove l’attore e lo spettatore, le emozioni e la loro espressione.. Ma ora basta chiacchiere e passiamo all’azione…

Spidernet: Ok mi hai convinto… mi iscriverò! Per ora  ciao ragazzi alla prossima! Speriamo bene!! Passo e chiudo il collegamento!

A Voi la Parola

La libertà è viola.
La libertà è l’orizzonte infinito.
La libertà è camminare sicuri nella propria confusione.
La libertà è prendere una chitarra e partire per le calde strade californiane.
La libertà può essere anche solo un attimo.
Quell’attimo in cui si è travolti da passione, euforia e voglia di vivere
Ecco, quel momento è degno di essere chiamato LIBERTA’.
Mariangela MELLONI Parma –  16 anni

Buongiorno amore,
il mattino è ancora giovane,
o forse è ancora notte.
Le tue ali d’angelo
sono chiuse su di me,
mi incatenano forti,
un riposo felice
in una prigione di rose.
Hai mai visto sbarre così belle?
Eppure così forti,
la nostra spina dorsale
il nostro sostegno.
Ecco sogniamo,
sogniamo una vita in cui
io sono fatta di te
e tu di me;
sogniamo di costruire
una prigione sempre più grande
sempre più forte.
Ma non ci sono catene.
Poiché siamo una sola essenza
ho il coraggio di volare
e insieme prenderemo la rincorsa.
Maria Rosa -  18 anni

La libertà è
chiudere gli occhi
e sognare di volare,
volare nel cielo della vita
come un gabbiano bianco,
avvicinarsi agli uomini,
per osservarli,
per poi ritornare in alto in alto,
lontano da tutti e da tutto,
ritrovarsi a vivere là, al di sopra
di tutto
in un mondo magnifico, libero
e irraggiungibile.
Elisa  GIORDANI Parma – 16 anni


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