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Newsletter:  I nuovi modi di comunicare: come esprimersi per essere capiti?

"La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto"
Peter Drucker (guru del management)

I nuovi modi di comunicare: Esprimersi per essere capiti
A voi la parola:  Io e il mondo, io e solamente io
Promemoria:  XVII Meeting Giovani



Oggi la comunicazione attraverso internet é molto diffusa, con l’uso di chat,  email, facebook, o con un sito come questo. Il modo in cui comunichiamo sulla rete è, comunque, unico. E tu… come ti esprimi su internet?
La nostra collaboratrice Katya Shackelford viene dalla California, USA., e ha scritto questa newsletter per voi.
In California studia l’antropologia allo Scripps College, e questo semestre frequenta l’Università di Parma come studente internazionale. 

 "Il computer più nuovo al mondo non può che peggiorare, grazie alla sua velocità, il più annoso problema nelle relazioni tra esseri umani: quello della comunicazione. Chi deve comunicare, alla fine, si troverà sempre a confrontarsi con il solito problema: cosa dire e come dirlo"
Bill Gates (imprenditore)

I NUOVI MODI DI COMUNICARE: COME ESPRIMERSI PER ESSERE CAPITI

La comunicazione è un argomento vastissimo che si esprime in tante forme diverse nelle nostre vite. Comunichiamo i nostri desideri, i nostri pensieri, e i nostri bisogni ogni giorno, non solo nelle conversazioni verbali che facciamo con gli altri, ma anche attraverso il modo in cui ci comportiamo, le espressioni che facciamo intenzionalmente o senza pensarci, e le cose che scegliamo di fare.

In anni recenti, la comunicazione verbale, ciòe l'uso delle parole per esprimere idee, è diventata molto più vasta, includendo non solo le interazioni che abbiamo faccia a faccia, via telefono, o per lettera, ma anche tutto quello che facciamo sulla Rete – come ad esempio contattare i nostri amici, le nostre famiglie o quelli che non conosciamo, attraverso e-mail, messaggi sui Social Network, o tramite l’uso di chat e forum come quelle che si trovano nel nostro sito.

Come funziona la comunicazione sulla Rete? E` diversa da quella che facciamo di persona o per telefono? 

E' importante capire come funziona questo mezzo di comunicazione per sapere come esprimersi efficacemente.
La comunicazione sulla Rete ha alcune caratteristiche uniche :
• è indiretta - non si sta fisicamente con la persona/le persone con cui si sta ‘parlando’;
• inoltre è interattiva - la rete ci dà la possibilità di contattare altri e di fare commenti su quello che leggiamo;
• rende facile lo scambio d’informazione e pensieri tra individui e per una gran parte degli scambi di e-mail e messaggi, è scritta.

Questi aspetti della comunicazione cambiano il modo in cui le persone possono comprendersi a vicenda, e così facendo, dovrebbero cambiare anche il modo in cui pensiamo e ci esprimiamo.
Di fatto, quando non pensiamo al modo in cui ci esprimiamo su internet, le nostre intenzioni possono perdersi per strada…


Quando si fanno due chiacchiere con un amico, un genitore, un insegnante o un collega di lavoro, il significato delle nostre comunicazioni ‘viaggia’ su diversi livelli - il primo livello è costituito da quello che diciamo, il secondo da altri importanti aspetti come: la velocità, il tono, la fluenza, la frequenza, le pause, il ritmo... elementi che fanno parte del sistema vocale non verbale. La comunicazione non verbale è quella parte della comunicazione che comprende tutti gli aspetti di uno scambio comunicativo non concernenti il livello puramente semantico del messaggio, cioè il significato letterale delle parole che compongono il messaggio stesso.

Nei contesti informali, come nei siti di chat, o nei messaggi che si mandano agli amici, ci sono tecniche per sottolineare questi aspetti della conversazione, ad esempio l’uso degli emoticon per esprimere delle emozioni, le espressioni del viso e l’uso delle lettere maiuscole, per esprimere il tono in cui si sta parlando. Però, non è sempre possibile utilizzare queste tecniche, ad esempio quando si sta parlando con qualcuno che non capisce questo linguaggio o nei contesti più formali. In questi casi, l’assenza di queste informazioni supplementari può creare grosse incomprensioni nelle nostre conversazioni virtuali.

Inoltre, dietro ad un monitor, si può chattare e scrivere messaggi ad altri senza che questi siano necessariamente presenti... e, come molte cose nella nostra vita, quest’aspetto della comunicazione sulla Rete ha tanti vantaggi e svantaggi. Si possono contattare amici, parenti o genitori, che abitano fuori della propria città, o da un’altra parte del mondo, il tutto senza muoversi da casa. Ma siccome non si è presenti quando questi scambi avvengono, non si ha la possibilità di guidare la trasmissione dei significati che si intende recapitare.
Per esempio, si può scrivere un messaggio ad un amico con l’intenzione di divertirlo, ma l’amico non capisce lo scherzo e invece di ridere, si arrabbia!! C’è anche il problema che quando non si è presenti di persona con l’altro interlocutore, qualche volta ci si può sentire più liberi nell’esprimere quello che si vuole, ma ci sono cose che non sempre è bene siano comunicate.

Rita Bimbatti scrive di questi pericoli nel suo articolo “Adolescenti e Nuove Forme di Comunicazione”. Bimbatti spiega come la Rete ci permette anche di “essere un’altra persona”, un sentimento che diminuisce le inibizioni morali, e può creare notevoli problemi. Negli anni recenti questo sentimento di libertà di esprimersi sulla Rete ha provocato, in alcune situazioni, una forma di bullismo nuovo: il cyberbullismo. Come la definizione di bullismo presente fuori dalla Rete, si può riferire a questo fenomeno ogni azione fatta intenzionalmente per provocare un danno alla vittima; ripetuta nei confronti di un particolare compagno; caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l'azione e chi la subisce.

Il bullismo, quindi, presuppone la condivisione del medesimo contesto. Ciò non avviene solo nei parchi o nelle scuole, il bullismo è diventato recentemente un problema anche su internet. Invece della violenza fisica che si manifesta nel ‘bullismo tradizionale’, il cyberbullismo implica messaggi, link o foto offensivi, imbarazzanti, aggressivi o volgari, ad un altro individuo… un fenomeno questo pericoloso come il bullismo fisico, in particolare per i risvolti che può avere sulle vittime. Una vittima di cyberbullismo spesso non ha una via di fuga o la possibilità di scappare da parole angoscianti o da messaggi di scherno!
Per questo motivo, anche quando si pensa che il cyberbullismo non sia fatto con l’intenzione di far male all'altro, è importante pensare a come sia facile fraintendere il linguaggio in questo contesto, in particolare rispetto alle intenzioni dell'autore del messaggio nel mondo della comunicazione indiretta e scritta di Internet, in cui, non si può “leggere” negli occhi dell’altro, nell’espressione del viso, o nel tono della sua voce quali siano le sue reali intenzioni.

Fare attenzione all'uso del linguaggio è sempre importante, ma sulla Rete diventa cruciale per mantenerla un ambiente sano e piacevole, in cui si possa continuare a utilizzare al meglio le meraviglie del mondo virtuale.

Un possibile suggerimento su come possiamo comunicare efficacemente in Internet, e diminuire così il pericolo di incomprensioni, è quello di partire dall’ascolto. Giancarlo Livraghi scrive di questo concetto nel suo libro “L’umanità dell’Internet,” spiegando che “Quando si parla di comunicazione, si pensa sempre che la cosa più importante sia sapersi esprimere. Ma non è così. L’arte più sottile e preziosa è saper ascoltare”. L’idea di ascoltare non è applicata solo alla comunicazione verbale ad alta voce, come si fa di persona o per telefono. Come spiega Livraghi, “ascoltare non significa usare solo l’udito, ma capire ciò che gli altri dicono e quali sono le loro intenzioni.” A causa del fatto che non sempre si è presenti quando si comunica sulla Rete, l'importanza di ascoltare diventa ancora più essenziale.

Cosa significa ascoltare sulla Rete? In questo contesto, ascoltare vuol dire fare attenzione a che cosa intende la persona con cui parliamo, non solo quello che dice, ma fare anche attenzione alla scelta che fa delle parole e al modo in cui è scritto il messaggio.

Ascoltare vuol dire provare a capire la prospettiva delle persone con cui parliamo, invece di leggere rapidamente solo quello che è scritto… cosa che può creare delle incomprensioni!

Un altro suggerimento molto utile per capirsi sulla Rete è di scrivere in modo semplice. Come in molti altri contesti in cui comunichiamo con messaggi scritti, la semplicità e la brevità fanno i significati dei nostri messaggi molto più chiari, e così, diminuisce il pericolo di non comprendere l’intenzione del mittente. In “The Elements of Style, ” una guida di scrittura, gli autori William Strunk e E. B. White dicono: "Una scrittura vigorosa è concisa. Una frase non deve contenere parole non necessarie, un paragrafo non deve avere frasi inutili per lo stesso motivo per cui un disegno non deve avere tratti ridondanti o una macchina parti non utilizzate.Questo non significa che occorra scrivere solo frasi corte che evitino di scendere nel dettaglio ma semplicemente che ogni parola deve essere lì per aggiungere qualcosa di utile”.
Tutto questo forse sembra un po’ complicato se consideriamo il tipo di comunicazione che utilizziamo sui social network o nelle situazioni informali sulla Rete… ma in realtà va sottolineato
che anche nei contesti informali, quando ascoltiamo quello che viene detto, e pensiamo bene a quello che vogliamo dire, i messaggi che esprimono la nostra felicità e gioia diventano più chiari, e cosi, più luminosi!

Riferimenti bibliografici:  
Bimbatti, Rita. “Adolescenti e Nuove Forme di Comunicazione.” Psicolab. Laboratorio Di Ricerca e Sviluppo. 3 Mar. 2011. Web.
Livragi, Giancarlo. “L’umanita` Dell’internet: Le vie della rete sono infinite.” 2001. Web.
Strunk, William, e E.B. White. The Elements of Style. New York: Macmillan, 1979.

A VOI LA PAROLA

Io e il mondo, io e solamente io

Fiducia, parola facile da pronunciare, composta da sette lettere e non facile da avere in natura nel proprio cuore. Parola così importante che riesce a costruire una muraglia fra se stessi e il mondo esterno, ma quando la fiducia improvvisamente scompare la muraglia crolla. E io mi chiedo, una ragazza con problemi come tutti gli altri, una terrestre comune, ma perché quella fiducia all’improvviso scompare e non rimane in eterno? Perché con un piccolo gesto quasi insignificante quella fiducia non rimane? Perché è così difficile ottenerla di nuovo? Troppe domande senza alcuna risposta. Nella mia vita la fiducia in me stessa equivale a zero, però nei momenti più rari riesco a credere in me; è così meraviglioso avere fiducia in se stessi che ci si sente invulnerabili come un supereroe che può fare tutto l’impossibile. La mia vita è come tutte le altre, forse migliore o peggiore delle altre persone, ma ciò non importa perché dopo tutto sono sempre io, quella che era nella culla e che adesso è alle superiori e in futuro non saprà a che mondo potrà appartenere. Ma in questo presente io ho solo una ricerca: scoprire chi sono veramente, quali sono i miei obiettivi e cosa voglio veramente da me in questo mondo pieno di imperfezione.

Jessica Manalo - Scuola Bottega

PROMEMORIA
 
XVII Meeting Giovani
"Io credo in me stesso! E tu ci credi?"

Tutte le foto più belle, le canzoni, i testi scritti dai ragazzi!





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