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Newsletter:  La Scelta: disegnare il proprio futuro

“Il sole risplende: non ha altra scelta, nulla di nuovo”
[Samuel Beckett]

La Scelta: Disegnare il proprio futuro 
A voi la parola:  "A volte accade che siano gli altri a credere in me"
Promemoria:  Giorni di chiusura Spazio Giovani



Care amiche e cari amici,
qualche giorno fa ho rivisto un vecchio film che mi piace molto e si intitola “Tutti giù per terra” (1997) del regista Davide Ferrario, tratto dall'omonimo romanzo. Tutto è incentrato su Walter un ragazzo di 20 anni che è iscritto all'Università ma fa fatica a studiare. E' annoiato, non riesce a sentirsi parte del suo mondo, non sa come diventare adulto. Resa in modo ironico, a volte cinica, la difficoltà di scegliere per il proprio futuro è il tema dominante. Walter è chiamato per il Servizio Civile (allora era obbligatorio per i ragazzi) e da lì inizia un po' a cambiare la sua vita: viene a contatto con fasce di popolazione “ai margini” della società, che hanno da insegnare molto su come si sta al mondo. Vi consiglio certamente di vederlo! Tra l'altro mi ha anche aiutato a trovare l'argomento di questo mese: scegliere per il proprio futuro.

 LA SCELTA: disegnare il proprio futuro

 « Era tutto un complotto: mio padre, la colazione, la scuola, quelli sul tram, quelli a piedi. I marciapiedi. Tutti con lo stesso obiettivo: rovinarmi l'esistenza. Fregarmi. E io cercavo di fregarli a modo mio. Come? Ero libero. Libero! Libero nel senso che non avevo un cazzo da fare, ecco. »
(Walter, interpretato da Valerio Mastandrea nel film TUTTI GIU' PER TERRA, 1997)

Siamo in estate e molti di voi avranno già scelto la scuola superiore a cui iscriversi (l'avete scelta davvero voi? Ve l'hanno indicata i professori? Piace ai vostri genitori? Ci andate solo perché si è iscritto anche il vostro amico) o state per scegliere la facoltà a cui iscrivervi oppure state cercando lavoro (forza e coraggio!). In un momento storico così particolare sembra che parlare di futuro sia quasi un anatema, o una bestemmia se volete. Si tende tutti a galleggiare in un mare di incertezza, insoddisfazione, fatica, ma oggi più che mai è importante porre le basi per il proprio futuro, pensarlo possibile. Se siete di fronte ad una scelta, vi volevo aiutare con qualche riflessione che spero possa farvi sentire più sicuri!

Etimologia di scegliere: separare la parte migliore di una cosa dalla peggiore. Già nella parola c'è un atto positivo: cerchiamo il meglio per noi! Pensare a cosa andrà nel mercato, quali sono i lavori che più tirano o i settori migliori non ci aiuta perché probabilmente tutto sarà diverso tra uno o due anni e noi? Ci ritroveremo magari a fare qualcosa che non ci piace davvero. E allora come possiamo orientarci? Innanzitutto con l'essere onesti con se stessi e capire davvero in che ambito abbiamo delle qualità da sviluppare: ad esempio 'mi piacciono di più le materie che hanno a che fare con la tecnica o gli strumenti', 'sono particolarmente brava con le lingue', 'mi piace creare', ecc... a questo punto è possibile che la mia qualità sia anche uguale al mio desiderio e allora è fatta! Se così non fosse, non mi devo scoraggiare. Un mio caro amico che frequentava il liceo classico era molto bravo nelle lingue, in modo davvero eccezionale, non avrebbe fatto nessuna fatica a continuare questo genere di studi e a trovare un lavoro nel settore: era davvero un fenomeno! Ma fin da piccolo coltivava nel suo cuore la passione per la musica e, una volta capito che non avrebbe potuto fare nient'altro, ha deciso di mollare tutto e iscriversi al conservatorio! Apriti o cielo per i genitori! Dopo alcuni anni di incertezza, ha trovato una ragazza che suona l'arpa e, da allora, duettano continuamente in tutta Italia. Certo ha fatto fatica, ma che soddisfazione!

Un signore di una certa età mi dice sempre: “la fatica non va più di moda, io alla vostra età...” ed inizia una sequela di racconti infinita che molto spesso sono anche barbosi (spero che non mi legga ora!). Io non la penso così! Non è vero che le ragazze ed i ragazzi non vogliono impegnarsi a fare qualcosa. Non è una questione di fatica o di impegno ma di trovare e costruire possibilità! Don Ciotti dice che gli adulti dovrebbero svolgere il ruolo di regista di possibilità per i ragazzi: accanto alle “o”, di cui è pieno il mondo, occorrerebbe affiancare tante “e”, tante possibilità. E' questo che dovremmo chiedere ai grandi, non di scegliere al nostro posto!

Arricchirsi. Per spianare il proprio futuro occorre arricchirsi, non di soldi, ma di esperienze: essere quasi avidi divoratori. Da ragazzi è difficile capire quanta ricchezza sta nel vivere diverse esperienze. Come esploratori di mondi, con l'occhio sempre attento, osservate quello che vi sta intorno e fatevi delle idee. Si può ad esempio trovare un lavoretto estivo, frequentare un'associazione di volontariato, ecc... Tutto servirà nel vostro futuro: una particolare informazione potrebbe rivelarsi preziosa nel vostro lavoro. Le esperienze sono come il maiale a Parma: non si butta via niente. Diventano parti di noi e ci fortificano, anche quelle negative (se non sono traumatiche ovviamente).

Meglio non accodarsi. Non amo le code sono noiose. A volte capita di scegliere una strada solo perché un nostro amico lo fa. Ci si iscrive ad una scuola perché ci va anche lui e pensiamo di sentirci meno soli. Va bene se i miei desideri e le mie aspirazioni coincidono con quelle del mio amico: che bellezza! Condividere un percorso insieme. Se non è così, non conviene: il mio amico resterà tale anche se non frequentiamo gli stessi luoghi e potrò essere più coinvolto nella conoscenza di altre persone.

Per concludere... Una nota psichiatra di Parma un giorno mi disse: Occorre tenere i piedi ben piantati a terra ma far girare la testa”.

Buone Vacanze!

A VOI LA PAROLA

A volte accade che siano gli altri a credere in me

Cara amica, credere in se stessi, in particolare al giorno d’oggi non è facile. Certe persone hanno una concezione di “valore” che fa perdere fiducia in se stessi. Negli anni 2000 sembra che tutto è normale, negli anni 2000 vali solo se vai in televisione, la magia degli anni 2000 è che le bugie sembrano vere. Ogni volta che mi sono trovata davanti situazioni in cui era importante, e quasi fondamentale, credere in me, ce l’ho fatta solamente perché avevo qualcuno come te accanto che mi teneva su, che credeva in me molto più di me stessa. “credere” ha così tante connotazioni... cos’è credere in me? Io sono convinta che avere fiducia è un po’ come avere coraggio, non è l’assenza di paura, ma la consapevolezza che esiste qualcosa di più importante della paura stessa, che il timore di sbagliare (o di essere sbagliati) debba influenzare le scelte il minimo indispensabile. Eppure ci sono moltissime cose che possono far perdere la fiducia, non solo la televisione, che è il mezzo più forte, ma anche la scuola, certi comportamenti degli insegnanti. I compiti fanno male al mio sistema di autostima, tutta quell’enfasi sulle risposte esatte mi fa sentire male quando poi le do sbagliate. Così ho deciso di concentrarmi sul fatto che io amo essere come sono, non ho bisogno di risultati per stare bene, l’autostima non dovrebbe essere soggetta a condizioni. E lo so che dirai che alcuni insegnanti fanno così per spingere a studiare, ma a me spinge solo a smettere. E poi ci sono i coetanei. Quell’avere moltissime persone attorno con cui si parla anche abitualmente, ma avere comunque la sensazione di essere solo, di essere diverso. Credere in se stessi è coraggio ed è una cosa che nessuno può insegnare, dobbiamo trovarlo dentro. Non è facile, amica, non lo è. Non bisognerebbe mai rimanere soli, ma non è nemmeno facile, almeno per me, ammettere di aver bisogno dell’aiuto di qualcun altro. Quante volte anche solo un brufolo può farci sentire fuori posto? E’ l’incapacità di stare in mezzo alle persone senza temere giudizi negativi, è la mancanza di vicinanza, di conforto, la successione di brutti eventi che non siamo in grado di affrontare a portarci fuori strada, fuori dalla bella e rassicurante strada della fiducia. Tu non devi cascarci sai? Stai lontana, non credere a chi ti dice che non vali, non ci credere. Cerca la strada dentro di te, cercala sempre e una volta trovata riempitene il cuore.

Jisbel Quiroz - Scuola Bottega

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