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Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

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Newsletter:  Robe da maschi...

L'alcool serve a disinfettare e ad accendere la griglia..
Non a vivere!
Marco

 

Intervista: Robe da maschi...
A voi la parola: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Promemoria: Bando straordinario di Servizio Civile Volontario



Insomma dobbiamo riconoscerlo, noi maschi di sesso.... ne facciamo un gran parlare.... ma se abbiamo qualche dubbio o qualche problemuccio... non siamo mica tanto abituati a chiedere... un po' imbarazzante effetivamente la faccenda. 
Così ci ho pensato io, ho racconto alcuni dubbi e sono andato allo Spazio Giovani a fare qualche domanda...

Robe da maschi...

Cos'è il frenulo?

E' un filamento che unisce il prepuzio al glande; solitamente durante i primi rapporti sessuali esso subisce piccole lesioni fino a rompersi completamente. Ciò può causare dolore e piccole perdite di sangue ma tutto ciò è assolutamente normale e non è necessario prendere provvedimenti né è richiesto un intervento medico.

E se il frenulo non si rompe, cosa devo fare? Devo tagliarlo?

No, non deve essere tagliato; non è affatto obbligatorio che si rompa. Può non accadere mai per tutta la vita. Può succedere che si rompa spontaneamente, ma se non si verifica non occorre fare assolutamente nulla.

In caso di rottura parziale o totale del frenulo che cosa bisogna fare? si può continuare a fare sesso oppure è sconsigliato?

In genere la rottura completa del frenulo avviene in più volte durante successivi rapporti; non è necessario fare nulla di particolare.

Come posso verificare se ho il frenulo corto? 

Se il glande è coperto dal prepuzio e questo è in grado di scivolare scoprendolo, non ci sono problemi.
 

Quali sono i giorni sicuri? Cioè  quelli in cui si può avere un rapporto sessuale senza correre rischi, senza dover usare metodi contraccettivi?

Mi dispiace dare una delusione ma non esistono "giorni sicuri" o meglio, siamo in grado di riconoscerli solamente a posteriori. Il periodo fertile dura effettivamente pochi giorni e si colloca a circa 14 giorni prima della mestruazione; a questo dato, fra l'altro variabile quindi in funzione della lunghezza del ciclo, (periodo di tempo che inizia il primo giorno della mestruazione e termina con la mestruazione successiva) bisogna aggiungere il periodo di sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili (mediamente 3-4 giorni ). Un rapporto che preceda di 2-3 giorni l'ovulazione può essere quindi a rischio gravidanza come d'altra parte un rapporto nelle prime 24 ore dalla ovulazione stessa. Ritornando alla variabilità dell'ovulazione in funzione della lunghezza del ciclo faccio alcuni esempi: se il ciclo è di 28 giorni l'ovulazione avviene in quattordicesima giornata ( 28-14). Per un ciclo di 24 giorni l'ovulazione è quindi in decima giornata. Per un ciclo di 32 giorni l'ovulazione avviene in diciottesima giornata. Anche la donna con cicli regolari può però avere delle variazioni per motivi anche banali quali situazioni emotive particolari, variazioni climatiche etc. Esistono metodi naturali che aiutano la donna a riconoscere i segnali che il proprio corpo invia nel periodo ovulatorio, bisogna però tener presente che il margine di sicurezza non è elevato.
Neanche la presenza del flusso mestruale mette al riparo da gravidanze indesiderate: se il rapporto avviene in prossimità dell'ovulazione la gravidanza può iniziare indipendentemente dalla presenza di sangue mestruale. Nessuna donna può sapere se in quel particolare mese avrà le mestruazioni in anticipo o in ritardo sia pure di pochi giorni; da qui la necessità di avere sempre rapporti protetti se non si desiderano gravidanze.
 

Il coito interrotto è un metodo contraccettivo sicuro?

Assolutamente no, può essere molto rischioso l'uso del cosiddetto coito interrotto (interrompere il rapporto prima dell'eiaculazione) non solo perchè richiede un autocontrollo completo da parte dell'uomo, ma perchè possono esserci, durante le prime fasi del rapporto, delle modeste perdite di liquido seminale sufficienti però per la fecondazione; su queste non vi è possibilità di controllo perchè non vengono avvertite dall'uomo.
Il rischio per il coito interrotto è del 14-20% circa. Il rischio esiste anche se l'eiaculazione avviene all'ingresso della vagina.

Quanto vivono gli spermatozoi fuori dalla vagina?

In realtà è difficile stabilire con precisione la durata della vita degli spermatozoi all'esterno, perchè è soggetta a numerose variabili chimico-fisiche, (temperatura, ph, labilità dei fattori nutritizi) ma anche individuali del singolo spermatozoo. Nello sperma gli spermatozoi non sono tutti identici, come vitalità e quindi, a parità di condizioni, hanno comunque una previsione di vita diversa, in genere la domanda sottende non tanto la curiosità chiamiamola "scientifica" quanto la necessità di quantificare il proprio rischio di gravidanza il che complica ulteriormente il problema perchè è evidente che è molto differente che siano pochi o molti quelli vitali. Detto questo in teoria all'esterno vivono anche 3-4 ore, ma non tutti anzi in percentuale sempre più bassa e per di più con una grande variabilità individuale per cui, se ci aggiungiamo le variabili dell'ambiente è comprensibile come la risposta a questo quesito venga semplificato in "vivono molto poco".

Qual è la causa delle polluzioni notturne? Come si può risolvere questo problema?

La fuoriuscita involontaria di liquido seminale, frequente durante la notte, è un evento normale possibile anche in condizione di eccitazione sessuale sia pure parziale. La polluzione notturna è un fenomeno naturale che potrà ripresentarsi anche in altre epoche della vita, e che non richiede alcun tipo di provvedimento perchè fisiologico. 

E’ vero che la masturbazione può portare ad una riduzione della fertilità? Quali danni può causare?

Masturbarsi è un comportamento assolutamente normale che fa parte dello sviluppo della sessualità umana. Nel XIX secolo la masturbazione veniva associata a demenza,  impotenza, cecità, acne ecc… In realtà non provoca nessun danno fisico né psichico.


Qual è la misura di un pene normale?

Non esiste una misura ideale ed è poco probabile la possibilità di un pene non idoneo al rapporto sessuale; nella stessa persona fra l'altro è possibile rilevare misurazioni diverse a secondo della temperatura, del grado di eccitazione sessuale, dello spessore di grasso cutaneo ed ovviamente dell'età. Fatte queste precisazioni mediamente un pene viene considerato di lunghezza normale quando è almeno 8 cm in erezione.

 

A voi la Parola

I testi che seguono sono tratti dal Forum  "io e... il cibo "

Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Dea
Data: Sat, 28 October 2006 - 14:56

Sto finendo di leggere un libro, si chiama "stop alle abbuffate",l'ho comprato questo giovedì perchè ormai ero veramente stanca di un rapporto col cibo in cui io sono una sorta di automa che viene comandato da una qualche forza superiore... il cibo. Perchè?!?! Me lo sono chiesta tante volte... e mi sono data molte risposte nel corso del tempo ma alla fine forse sono tutte state giustificazioni o visioni parziali di un problema. Cosa mi ha portato alle abbuffate?!? Non lo so di preciso, ricordo di aver fatto una dieta a 15 anni e aver perso 18 kg e poi averli ripresi tutti durante gli anni, ricordo di non aver finito la dieta perchè... ero andata in vacanza e non ero riuscita, per quel periodo, a seguire il regime alimentare datomi dal dietologo e quindi tornata a casa invece di pensare "ok ora ricominciamo" ho pensato "beh visto che ho già mandato all'aria tutto quello che ho fatto in questo periodo mandiamolo all'aria definitvamente e amen". Ero in crisi con un ragazzo, classica cotta adolescenziale, il mio rapporto con i miei genitori si andava incrinando sempre di più e dovevo ancora trovare un mio posto nel mondo. A 16 anni sono anche andata dalla psicologa ma non so perchè non abbiamo mai trattato questo problema, ho sempre e solo chiacchierato, ha avuto il merito di farmi capire alcune mie potenzialità e a farmi trovare il mio posto nel mondo, oggi a 23 anni faccio l'università, non sono un genio ma me la cavo discretamente, do lezioni e aiuto i miei studenti a capire più cose possibili, non solo delle materie che gl'insegno, ma del mondo in generale anche perchè ho a che fare più che altro con adolescenti e quindi un punto di vista diverso ma non così lontano a loro fa sempre comodo. Canto e questo è un motivo di gioia e frustrazione insieme ma è una passione a cui non riesco davvero a rinunciare, la musica è veraemtne parte integrante della mia vita, lavoro in un bar, ho la piena fiducia e amicizia dei miei colleghi e anche superiori, i clienti mi apprezzano. Ho degli amici, non sono tanti, ma sono quelli giusti che mi sostengono e mi apprezzano, ho un moroso che mi adora, in apparenza non dovrei avere problemi. L'unico problema a guardare dall'esterno è il rapporto un po' conflittuale con i miei genitori e i modelli comportamentali sbagliati che vengono mantenuti nella mia famiglia! Ho cercato di capire che sentimenti mi portano verso il cibi e qui sono riuscita a darmi una risposta chiara, rabbia delusione, insofferenza. Per questo ho deciso di scrivere sia nei momenti terribili che quelli belli, non mi aspetto consigli ne' altro, ma chi vuole è libero di scrivere, sto solo cercando di fare di questo piccolo spazio dedicato, uno strumento in più per cercare di risolvere un problema che va avanti da troppo tempo e che sono stanca di non riuscire a risolvere. Alla prossima.
Dea

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: luna
Data: Fri, 3 November 2006 - 16:51

ciao! io ho 23 anni come te e anche io faccio l'università..ho sofferto di disurbi alimentari soprattutto durante i 5 anni delle superiori e sono stata sia anoressica che bulimica. Adesso il problema sembra passato, ma ci sono periodi in cui non posso fare a meno di buttarmi sul cibo. Come dici tu mi sento guidata da una forza superiore a cui non posso in alcun modo resistere. Ovviamente i sensi di colpa che seguono sono spaventosi. Io mi sento di non aver ancora trovato un posto nel mondo, mi sento di non stare facendo veramente quello che mi piace e vivendo la vita che vorrei vivere. Più che altro mi manca il coraggio di affrontare delle situazioni:non so cosa fare con il ragazzo attuale che ho. Io vorrei lasciarlo ma ho paura di quello che potrebbe succedere e ho paura di trovarmi da sola come in quei 5 anni di incubo che ho vissuto alle superiori. I m,iei genitori hanno cercato di indirizzarmi verso una vita felice ma mi hanno indirizzato verso scelte che forse non sono per me. Mia madre lo fa tutt'ora perchè stravede per il mio ragazzo. Mi consiglia di prendere tempo. A me questo fa arrabbiare e quando sono arrabbiata e non trovo sfoghi, mangio. Incolpo mia madre se ero in sovrappeso alle elementari..anzichè farmi mangiare troppo doveva limitarmi. Ma per lei dare da mangiare è sempre stata una forma di amore, lo fa anche con gli animali domestici. Incolpo un po' mia madre anche del mio isolamento alle superiori:quando era ora di darmi dei consigli non sapeva darmeli, ma quando ho sbagliato è semre stata la prima a dirmi "te l'avevo detto". Mi ha sempre caricato dei suoi problemi famigliari anche quando ero piccola, parlava con me come se avessi i suoi anni e in conseguenza di questi suoi sfoghi io, per un certo periodo ho odiato mio padre. Tutto sommato lei ha sempre fatto la vittima ( a parte le sfighe che ha veramente avuto e che forse l'hanno spinta ad essere così) e io mi sono sempre sentita in colpa perchè non ero all'altezza. Adesso sono una di 23 anni che cerca disperatamente una via d'uscita dal punto di vista caratteriale.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: Donato
Data: Sat, 4 November 2006 - 00:29

fare i genitori è difficile tanto quanto fare i figli.
Purtroppo non ho la capacità di dare una soluzione alla tua condizione ma ti consiglio solo una cosa:
oggi giorno siamo sempre attanagliati dai ritmi,dagli appuntamenti,dai pensieri etc etc....
non siamo piu capaci di fermarci 5 minuti e...... pensare.

Se puoi,
se hai del tempo libero,
fermati,da sola, al silenzio, bella tranquilla e rifletti.

Cerca di vederti dall'esterno e domandati:
"ma cosa farebbe un'altra persona al posto mio?'"
Cosa consiglerei , ad una mia amica se si trovasse al mio posto??

Potresti rimanere sorpresa nel notare che immaginadosi distaccati dalla propria vita e guardandosi dall'esterno, si possa essere molto piu lucidi e razionali a vedere le cose, piu di quanto invece tu non lo possa essere vedendoti all'interno della tua situazione.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da Dea
Data: Sat, 4 November 2006 - 04:55

Ciao Luna! Conosco bene la tua situazione, anch'io ho una madre che pensa che il mondo è brutto e cattivo solo quando c'è di mezzo lei, che fa molto la vittima e che ha sempre scaricato le sue problematiche sui figli. Anch'io come te non so dirle di no, non so staccarmi da lei per paura di farla soffrire ulteriormente e non riesco ad affermarmi come persona automona ed indipendente nei suoi confronti per una serie di sensi di colpa che con i suoi comportamenti mi genera. Così anch'io, come te, sfogo questi stati d'ansia sul cibo perchè è quello che ho imparato, perchè nella mia famiglia si fa così. Anch'io da bambina ero grassa (e purtroppo lo sono tutt'ora) e ho sempre fatto tantissimo sport, perchè mi allenavo, tra nuoto e ginnastica artistica, 5 volte a settimana; la situazione poi è peggiorata quando ho smesso di fare sport e anch'io ho sempre incolpato mia madre di non essere stata in grado di insegnarmi un comportamento alimentare corretto, ma a 23 anni ho capito una cosa: incolpando mia madre la cosa non si risolve. Che sia stata lei o qualcun'altro o un problema totalemente mio NON IMPORTA, quello che importa è che è un problema e come tale va affrontato, sto imparando adesso ad affrontarlo, ci ho provato tantissime volte da quando ho la consapevolezza di quello che mi accade ma stavolta ho una motivazione diversa che mi spinge, so che se non risolvo questo problema non posso cominciare la dieta che voglio fare, ovviamente prescrittami da un medico, per cambiare ciò che sono esternamente! Mi ha sempre bloccato anche la paura che un mio possibile cambiamento esterno possa far cambiare anche la mia interiorità, perchè interiormente parlando mi piaccio molto, io un posto nel mondo l'ho trovato, ho capito che ho dei punti di forza notevoli e li faccio valere e richiare di cambiare questi aspetti mi ha sempre fatto paura. Ho finito di leggere il libro che dicevo nel primo post: STOP ALLE ABBUFFATE, il libro finisce raccontando la storia di una persona che era sempre sorridente qualsiasi cosa le accadesse, anch'io sono così, anche se a volte solo esternamente, questa persona racconta che tutte le mattine si pone davanti una scelta, quella di vivere la giornata essendo felice e non lasciandosi abbattere dalle avversità oppure essendo triste, continua dicendo che tutte i giorni sceglie di essere felice. Ora che sia inventata o no, mi piace molto come frase io scelgo di essere felice perchè è l'unico modo in cui posso vivere al meglio la mia vita, perchè le avversità ci saranno sempre ma non è giusto che mi abbattano. E' giusto soffrire, ma non bisogna lasciarsi dominare dalla sofferenza, a volte questo per me è il problema, questo te lo dico per valutare sotto quest'ottica anche la situazione col tuo raggazzo, perchè prima di tutto renditi conto che l'amore ha fisiologicamente degli alti e dei bassi, io sto con un ragazzo da 4 anni ormai e non l'ho sempre amato tutti i giorni allo stesso modo ci sono giorni in cui sono la classica 15enne innamorata cotta e dei giorni, vuoi perchè magari abbiamo discusso, vuoi perchè sono incasinata io con i miei 1000 impegni, lo amo un po' meno, ma è pur sempre amore; quindi la prima cosa da fare è capire se lo ami o no e la seconda, nel caso di una risposta negativa, è capire che anche se finisce con il tuo ragazzo tu rimani sempre tu, non può accadere nulla di troppo grave se non ti fai abbattere (come diceva la presona della storia) e come dice un proverbio, che a me è sempre piaciuto molto, quando si chiude una porta si apre un portone, pensa vivere tutta la vita con questo ragazzo che magari non ami per la paura di rimanere da sola per un po' e precluderti magari l'incontro con la persona giusta, non è sicuramente quello che meriti. Molto bello e credo anche validissimo il consiglio di Donato (penso che tenterò di applicarlo anch'io) vedersi in 3rza persona credo che possa essere un modo utile per cercare di consapevolizzare ciò che ci spinge verso il cibo e magari capire che quell'ansia o quell'arrabbiatura o quella sofferza è più piccola di quanto noi con il nostro rimuginare la stiamo facendo. Tu che ne dici? Sono veramente contenta che hai scritto, quando vuoi scrivi ancora, confrontarsi è il primo passo per vincere il problema.
Un abbraccio
Dea

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da Donato:
Data: Sat, 4 November 2006 - 11:19

Dea Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> io sto con un ragazzo da 4 anni ormai e
> non l'ho sempre amato tutti i giorni allo stesso
> modo ci sono giorni in cui sono la classica 15enne
> innamorata cotta e dei giorni, vuoi perchè magari
> abbiamo discusso, vuoi perchè sono incasinata io
> con i miei 1000 impegni, lo amo un po' meno, ma è
> pur sempre amore;

questa frase è davvero bella e mi rispecchia molto.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da Dea
Data: Sat, 4 November 2006 - 19:45

Grazie... penso che sia una cosa vera più che altro per quello che vivo in esperienza diretta e indiretta! E' molto bello anche il tuo consiglio, come ho già detto, penso che proverò ad applicarlo anch'io...
Un abbraccio
Dea

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: luna
Data: Fri, 10 November 2006 - 17:51

Hai ragione quando dici "Che sia stata lei o qualcun'altro o un problema totalemente mio NON IMPORTA, quello che importa è che è un problema e come tale va affrontato ". Anche io penso che assumersi le proprie responsabilità e i propri limiti sia il primo passo verso la consapevolezza e il miglioramento. Fatto sta che oggi ci sono cascata di nuovo; mia madre oggi ha sbottato per una situazione famigliare che per lei è pesante,io ho detto la mia, mio padre mi ha fatto capire che la mia opione era già nota e non gradita:alla fine mi sono mangiata dei dolci perchè mi sentivo infelice. Secondo me mia madre avrebbe voluto un figlio maschio. Mi fa male pensare che a me non ci tiene proprio nessuno (famiglia a parte) e l'unica persona estranea che tiene a me è quella da cui voglio allontanarmi. Ha ragione anche donato, devo riflettere in terza persona. La risposta che mi darei se dovessi consigliarmi dall'esterno è "mollallo"(anche perchè il mio prblema è che non riesco più a dargli nemmeno un bacio). Il problema è che ho paura di restare da sola e di non farcela. Dea ti ringrazio per l'ascolto, scrivi molto bene e si capisce che hai una persanalità interessante. Vorrei cercare il libro che hai letto tu.

Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da: luna
Data: Fri, 10 November 2006 - 17:56

mi faccio proprio schifo. Sono un essere debole, imperfetto e bisognoso dell'approvazione degli altri.


Re: Diario da chi cerca di uscire dalle abbuffate
Inviato da Dea
Data: Sat, 11 November 2006 - 00:53

Ti ringrazio per il complimento. Una sola cosa ti voglio dire: non sei assolutamente un essere debole, tutti abbiamo bisogno dell'approvazione degli altri come rafforzamento della nostra autostima, chi ti dice che degli altri non ha bisogno MENTE a te e a se stesso ed è condannato a vivere a metà ed infelicemente. Ora sono troppo stanca per scrivere di più, ma domani ti scriverò ancora perchè è proprio in questi momenti che bisogna farsi coraggio a vicenda. Il libro si chiama "Stop alle abbuffate" di Stefania Durando casa editrice Giunti. (scusate la pubblicità ma non sapevo come fare)
Un abbraccio enorme
Dea

 

Promemoria

Scade il 4 dicembre 2006 alle ore 14.00 la possibilità di presentare domanda per il bando straordinario di Servizio Civile Volontario.
 
A Parma sono disponibili 5 posti d'impiego presso l'associazione UNIONE ITALIANA CIECHI, i compiti che i volontari e le volontarie dovranno svolgere riguarderanno prevalentemente il servizio di accompagnamento individuale di persone non vedenti.
Possono presentare domanda i ragazzi e le ragazze di età compresa fra i 18 e i 28 anni, cittadini italiani che non abbiano già svolto il servizio civile volontario.
 
UNIONE ITALIANA CIECHI
Via Bixio 47/a
0521.233462; 0521.289975
www.uiciehi.it; www.uicparma.it 
 
Maggiori informazioni sul servizio civile sono reperibili sul sito www.sociale.parma.it alla sezione giovani. Lo sportello provinciale "Azione 18-28" attivo presso l'Assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie in p.le Barezzi n.3, 0521.931333 serviziocivilevolontario@provincia.parma.it, offre consulenza e orientamento ai giovani interessati.





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