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Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

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Newsletter:  La doppia faccia dell'amore - 2^ parte

“Il vero amore è quando il tuo cuore e la tua mente dicono la stessa cosa”
[L.L. Bartram]

La doppia faccia dell'amore: la violenza nella coppia è giustificabile?
A voi la parola:"Ma sono davvero come credo di essere?!"
Promemoria:  Chiusura Natalizia



Nella scorsa newsletter abbiamo riflettuto su diversi interrogativi che riguardano la vita di coppia, il rapporto tra amore e gelosia e quali sono i comportamenti dei nostri partner che siamo disposti ad accettare o quali invece riteniamo eccessivi o sbagliati.
Ora cerchiamo di parlare anche di situazioni più complesse ed esterne magari alle nostre esperienze dirette, ma che spesso sono protagoniste delle notizie di cronaca, e riguardano coppie dove sono messi in atto comportamenti anche gravi di violenza.

CHE CARATTERISTICHE HANNO LE DONNE E GLI UOMINI CHE STANNO NELLE RELAZIONI DIFFICILI?

I numeri statistici ci dicono che, nella maggior parte dei casi, sono le donne ad essere vittime, all’interno della relazione, di situazioni di violenza, e che - di conseguenza- sono maggiormente gli uomini a mettere in atto comportamenti di questo tipo, sia questa violenza di natura fisica oppure psicologica. Chiaramente ciò non toglie che, anche se in numero minore, possa avvenire anche l’opposto, ovvero che sia la donna ad agire una qualche forma di violenza nei confronti del partner.
Partendo da questo presupposto, cerchiamo di riflettere, sempre dal punto di vista di ragazzi della vostra età, sul tema delle motivazioni che stanno dietro a certi comportamenti, cioè “per quale ragione” alcune persone mettono in atto comportamenti “violenti”; e nello stesso tempo “per quale ragione” i loro partner accettano un rapporto di coppia dove possono “subire” situazioni che  sono giudicate dall’esterno come ingiustificabili.

CARATTERISTICHE DELLA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA

Pensando alle caratteristiche delle donne che accettano di stare in una relazione dove il partner mette in atto comportamenti che potremmo definire “violenti” da qualche punto di vista (in senso fisico o psicologico), i ragazzi e le ragazze con i quali abbiamo riflettuto su questi aspetti hanno portato idee differenti. In particolare le ragazze tendono maggiormente a giustificare le donne che si trovano all'interno di situazioni di questo tipo, sostenendo che dipenda dal loro carattere, dalle esperienze che hanno vissuto, dalla paura di rimanere sole o dall'eccessivo innamoramento. Al contrario i ragazzi sembrano attribuire a queste donne una diretta responsabilità nell'accettare un partner che si comporta in modo sbagliato.

Il punto di vista delle ragazze

Per le ragazze, il fatto che vi siano delle donne che rimangono in rapporti di coppia dove subiscono qualche forma di comportamento violento, dipende da differenti aspetti, quali il loro carattere (avere un carattere debole):

“…Poi dipende dal carattere della donna… Perché se una ha un carattere un po' forte non credo che andrebbe con un uomo che usa violenza o verbale o fisica su di lei” (Vanna, 18 anni)

“Poi dipende dal carattere che una persona ha… Se ho un carattere forte mi faccio rispettare, ci dividiamo e a posto!” (Carlotta, 16 anni)

“Non credo ce l’abbia il carattere se una si lascia trattare così male!” (Giulia, 17 anni)

“Può succedere a tutti, però ci sono donne con un carattere meno forte” (Virginia, 16 anni)

“Sono deboli emotivamente… Anche caratterialmente” (Miriam, 17 anni)


Oppure dipende dalle storie familiari e dalle loro esperienze passate:

“… Dipende anche molto dal modo in cui ti hanno cresciuto i tuoi genitori” (Federica, 17 anni)

“… Dipende dalle varie situazioni, non è tanto il modo in cui cresce, in cui viene su, secondo me è più il fatto di quello che vive sulla propria pelle, le proprie esperienze” (Martina, 16 anni)

“ Potrebbe essere mancata la figura paterna… Bisogna sempre vedere i precedenti” (Beatrice, 18 anni)

“Magari da piccole non hanno avuto affetti nella loro vita” (Virginia, 16 anni)

O dal timore della solitudine:

“Secondo me queste cose accadono alle donne che magari sono sole, che non hanno qualcuno a cui appoggiarsi, con cui confidarsi, chiedere aiuto, magari non sanno come fare” (Greta, 16 anni)

“ è la paura di sentirti persa dopo” (Claudia, 17 anni)

“[paura di] Perdere il punto di riferimento” (Linda, 16 anni)

“ è una paura molto frequente la paura di rimanere da soli, la paura di rimanere da sole senza nessuno accanto, e questo ti fa accettare cose che magari non accetteresti in altre situazioni” (Giada, 18 anni)

“… Ci sono persone fragili che si appoggiano a chiunque… se l’unica cosa che ho nella mia vita è quella persona, allora cerco di tenerla il più vicino e stretta possibile per non perderla” (Selene, 18 anni)

Altre attribuiscono alla donna un eccessivo innamoramento nei confronti dell’uomo con cui hanno una relazione:

“Lei non ha il coraggio di lasciarlo essendo innamorata” (Arianna, 16 anni)

“Basta che una sia innamorata e accetta tutto!” (Beatrice, 18 anni)

“ Ti dici ‘cosa faccio’?  Ma poi per amore fai finta di niente, sei nel paese delle meraviglie diciamo, può farti qualsiasi cosa ma tu…” (Anna, 17 anni)

“L’amore è proprio  cieco!” (Lucrezia, 16 anni)

“Ci sono poi anche quei casi dove la donna, o addirittura anche l’uomo, sono innamorati veramente e accettano la situazione così come è, cioè secondo me non trovano il coraggio per prendere certe decisioni perché sono molto legate a queste persone qua, anche se fanno del male o subiscono del male” (Benedetta, 17 anni)

“Poi queste cose succedono soprattutto nella coppia, magari la persona che viene trattata male  tende a giustificare l’atteggiamento del compagno perché lo ama” (Federica, 17 anni)

“Non se ne esce, se una persona è innamorata… Se una persona è innamorata ed è una persona debole di per sé e subisce delle violenze, è convinta che la sua vita dipenda esclusivamente dal compagno, subisce, ce ne sono tantissime che fanno così” (Selene, 18 anni)

“Magari all’inizio questa persona si comportava in maniera diversa con te e tu ti sei innamorata di lui, e poi è iniziato questo atteggiamento qua solo che ormai tu sei talmente innamorata che lo subisci” (Claudia, 17 anni)

“Ma se sei innamorato non è mica colpa tua!” (Linda, 16 anni)

“Continua a sperare che lui cambi, sì e poi non riesce a stare senza di lui” (Vanna, 18 anni)

“Ma se una persona ti fa del male, se hai un legame con una persona, e indipendentemente da questo le vuoi bene e ti fa del male, non è una novità nel mondo che se anche ti fa male te lo tieni, perché tra la scelta del 'non lo vedo mai più' e 'lo vedo e mi fa del male', preferisco vederlo” (Martina, 16 anni)


Il punto di vista dei ragazzi

I ragazzi, pensando alle donne che si trovano ad accettare una situazione dove subiscono comportamenti violenti, danno la responsabilità alle donne stesse:

“... Prima di quella situazione ci sono tutta una serie di cose che ti fan capire, fanno capire la mentalità, il carattere di una persona con cui stai. Nella situazione loro ci sono finite più o meno consapevolmente, sapendo cosa sarebbero andate a fare… Cioè sicuramente si sarebbe potuta evitare …” (Marcello, 16 anni)

“… Però è logico che alla fine una donna se l’è cercata…” (Thomas, 18 anni)

“ Se una donna pensa ai soldi, e ce ne sono tantissime, possono andare a finire in una situazione di queste”(Lorenzo, 18 anni)

“… Ti viene da pensare che magari ci stava per i soldi, e a volte a pensare solo ai soldi si va a finire in questo modo…” (Riccardo, 17 anni)

Descrivono queste donne principalmente come incapaci di fare fronte alla situazione:

“ … Dovrebbero provare a scappare, …Non ci provano neanche, si lasciano rovinare la vita e stanno zitte, si arrendono e si lasciano andare, non si ribellano” (Patrick, 16 anni)

“ La donna è più debole nel complesso, sia caratterialmente che fisicamente” (Claudio, 17 anni)

“La donna è portata ad essere più debole” (Giovanni, 18 anni)
“…Lei non si rende proprio conto della situazione… Dipende sempre da come è lei, magari c’è una ragazza debole” (Nicolas, 17 anni)

“ Ci cascano quelle più fragili, che magari non riescono ad esprimere la propria parola, perché magari si sentono inferiori, sentono di essere più fragili e si lasciano sottomettere” (Sebastiano, 18 anni)

“Una ragazza che lascia fare al ragazzo, una che è condizionata solo dal ragazzo, che si fa trasportare da lui, da quello che fa” (Demetrio, 16 anni)

“Non reagiscono tutte nella stessa maniera, nella vita ci sono anche persone deboli” (Diego, 17 anni)

“Mah sì, sono poi ragazze che non hanno un briciolo di autostima” (Roberto, 16 anni)

“Sono donne che hanno bisogno di dipendere da qualcun'altro… Accettano qualsiasi cosa perché non riescono ad essere indipendenti” (Alex, 17 anni)

E voi cosa ne pensate? Secondo voi per quali motivi una donna accetta di stare in una relazione dove il suo partner usa violenza? Vi sentite più vicini alle opinioni dei ragazzi o delle ragazze?

CARETTERISTICHE DELL’UOMO

Pensando alle caratteristiche degli uomini che mettono in atto comportamenti violenti nei confronti delle loro compagne, anche in questo caso i ragazzi e le ragazze con i quali abbiamo riflettuto, ci hanno portato delle idee differenti. Infatti, le ragazze parlano in particolare di “natura”, mentre i ragazzi di “patologia” (malattia).

Il punto di vista delle ragazze

La principale spiegazione che le ragazze esprimono rispetto a chi agisce comportamenti violenti si colloca nell’ambito della “natura”. Le ragazze parlano infatti di una “naturale aggressività” dell’essere maschio, legata anche al suo “bisogno” di primeggiare sul gruppo (essere il “capo branco”):

“L’uomo è di natura così” (Arianna, 16 anni)

“Per me è nell’essere maschio, adesso è un brutto paragone, però anche nel regno animale ci sono i maschi che per avere la supremazia si combattono a vicenda (Linda, 16 anni)

“… i ragazzi in gruppo si tirano le botte …” (Claudia, 17 anni)

“Vogliono mostrare la loro virilità, la loro forza” (Lucrezia, 16 anni)

“Però lo fanno per dire Io sono il capo, posso e voglio” (Federica, 17 anni)

“Entra in gioco proprio il fisico, sì l’istinto dell’uomo proprio” (Virginia, 16 anni)

“Se uno che non riesce a controllarsi, non è in grado di dire “no, non è da fare questa cosa”, secondo me sono uomini quelli…, seguono il loro istinto, è proprio come avviene in un animale… Secondo me alla base c’è quello, c’è proprio la natura” (Giulia, 17 anni)

“L’uomo è come se sentisse il bisogno di dominare” (Vanna, 18 anni)


Vengono considerate, oltre alla natura, anche la mancanza di autocontrollo e l'insicurezza:


 “…Come fai a non autocontrollarti in questo modo? Con una persona che magari ami…” (Selene, 18 anni)

“Per me è la persona insicura, che non trova la soluzione nel parlare …” (Anna, 17 anni)


o la storia familiare che questi uomini hanno vissuto nel loro passato:

“Magari i suoi genitori gli hanno sempre insegnato che la donna nasce dalla costola dell'uomo, quindi…” (Giulia, 17 anni)

“Secondo me dipende dalla famiglia, perché se ti dà dei valori!” (Miriam, 17 anni)

“Dipende da come si è stati educati!” (Martina, 16 anni)

“Bisogna vedere come il padre trattava la madre, e poi se in una famiglia il padre è sempre stato violento è un po’ difficile che il figlio non lo sia, cioè vede quello che ha fatto il padre e lo fa anche controvoglia perché è stato cresciuto così” (Greta, 16 anni)

“è più facile che una persona picchia sua moglie se magari da piccolo veniva picchiato dal padre” (Giada, 18 anni)

“ Dipende anche da quello che gli è successo nella vita, ad esempio se qualcuno ha abusato di loro gli è rimasta questa violenza, se ha subito degli abusi quando era piccolo, magari è talmente arrabbiato” (Benedetta, 17 anni)


Il punto di vista dei ragazzi

Le spiegazioni espresse dai ragazzi sono prevalentemente collocate nell’ambito della malattia. In sostanza, l’uomo che si comporta secondo modalità violente è prima di tutto una persona che soffre di una malattia mentale.

“al mondo ci sono dei malati mentali che arrivano fino a questo punto… ci sono persone al mondo che reagiscono in questo modo. Per me sono delle malattie mentali” (Marcello, 16 anni)

“siamo fuori dal normale, è proprio una persona squilibrata e non ha proprio motivo di fare una cosa del genere” (Riccardo, 17 anni)

“è maniacale un uomo che fa certe cose, ad esempio per troppa gelosia!” (Patrick, 16 anni)

“Secondo me è deviato psicologicamente” (Roberto, 16 anni)

“Forse l’ ossessione anche, in relazione anche a quello che provi, forse dico, magari se tu provi tanto per questa persona e lei ti tradisce o robe del genere, allora ti viene una certa ossessione, sei ossessionato da quella persona, vedi solo lei” (Alex, 17 anni)


Qualcuno, tuttavia, parla anche di un’origine familiare delle modalità violente:

“dipende dai genitori, da cosa hai alle spalle…magari ha avuto una infanzia difficile, non ha avuto una educazione” (Nicolas, 17 anni)

“c’è gente che magari è nata in realtà difficile, ha subito delle violenze…” (Lorenzo, 18 anni)

“Secondo me può dipendere dal passato, magari la persone che aggredisce lo fa perché ha subito anche lui la stessa cosa” (Giovanni, 18 anni)

E voi cosa ne pensate? Secondo voi quali sono i motivi che inducono un uomo a comportarsi in modo violento? Vi sentite più vicini alle opinioni dei ragazzi o delle ragazze?

LA VIOLENZA È ANCHE NELLA DIREZIONE DELLA DONNA VERSO L’UOMO?

Per quasi tutti i ragazzi, sia maschi che femmine, possono esservi delle forme di violenza anche da parte della donna verso l’uomo, anche se -nella maggior parte dei casi- parlano esclusivamente di  violenze di tipo psicologico, in quanto la donna viene considerata fisicamente più debole rispetto all’uomo.

“Poco, magari la donna può maltrattarlo psicologicamente” (Claudia, 17 anni)

“Magari la donna che pretende ogni venerdì, sabato e domenica di andare fuori e se magari volesse andare fuori lui con gli amici non può, però credo che la maggior parte sia lui contro di lei, e non viceversa, anche perché comunque anche fisicamente…” (Virginia, 16 anni)

“È più facile che la donna faccia violenza psicologica che fisica, perché l’uomo si sente più forte fisicamente” (Vanna, 18 anni)

“È anche una questione culturale… anni fa era l’uomo ad essere considerato più forte e noi il sesso debole, per cui in parte anche una questione culturale, ma la realtà non è così” (Anna, 17 anni)

“Magari psicologica delle donne sugli uomini invece che fisica” (Martina, 16 anni)

“Magari a fare delle sceneggiate di gelosia davanti a tutti sono più le donne” (Benedetta, 17 anni)

“A parole riescono di più a farti fare quello che vogliono loro, a parole, nel senso che riescono a manipolarti e alla fine le donne l’hanno sempre vinta… Ci sono uomini che se non riescono a difendersi a parole, non riescono a reggere il confronto con le donne secondo me, che le donne ce la fanno di più secondo me a reggere il confronto, e quando gli uomini non ce la fanno a reggere il confronto cominciano con la violenza” (Demetrio, 16 anni)

“C’è anche femminile [la violenza] secondo me, ci sono le donne che magari non picchiano l’uomo esageratamente però magari ogni volta che l’uomo fa qualcosa la donna lo tormenta sempre e gli dice che fa delle cose inutili, non so, già questo secondo me potrebbe essere una specie di violenza (Gianluca, 16 anni)

“Sì,  la donna fa violenza, ma  psicologica” (Claudio, 17 anni)

“È difficile che la donna faccia delle molestie ad un uomo, sul fisico è sempre l’uomo comunque” (Thomas, 18 anni)

“Ma si sicuramente ce ne saranno però credo che la maggioranza dei casi siano gli uomini, se non per violenza psicologica” (Sebastiano, 18 anni)

“È più facile che una donna metta in atto violenza psicologica” (Alex, 17 anni)

“La psicologica è molto maggiore, quella fisica è più difficile, quasi impossibile” (Marcello, 16 anni)

“Magari un uomo è molto innamorato e lei lo usa” (Lorenzo, 18 anni)

“Magari la violenza di una donna verso un uomo è molto meno sentita e molto meno pubblicizzata… Perché non essendo violenza fisica è una cosa che più che altro rimane rinchiusa nelle mura in cui succede e il più delle volte non viene considerata una violenza vera e propria” (Giovanni, 18 anni)

 “Si dice che la donna porta i pantaloni e in un certo senso è lei che tira fuori il carattere e l’uomo si adegua, l’uomo zerbino cioè” (Riccardo, 17 anni)

 “Fisica credo di si [è sempre nella direzione dell’uomo verso la donna], però psicologica no” (Patrick, 16 anni)

“No, direi di no, ma proprio per niente, non è solo l’uomo che fa violenza, di solito le donne in un rapporto, anche alla nostra età sono molto più prese dall’uomo, secondo me, perché secondo me l’essere più innamorate, più prese, ti porta comunque ad una sorta di ossessione per quella persona, può portarti” (Nicolas, 17 anni)

Anche secondo voi la violenza può andare nella direzione della donna verso l’uomo? Se sì, che idee avete rispetto alle possibili forme di violenza che la donna può mettere in atto? Vi sentite in accordo con i ragazzi e le ragazze con i quali abbiamo riflettuto su questo tema o la pensate in modo diverso?
Concludendo, il nostro obiettivo nell’affrontare un tema così complesso e interessante è quello di mettere in luce la rilevanza delle relazioni affettive, in particolar modo delle relazioni di coppia. Senza dubbio forme di violenza lesive del rispetto per le identità altrui, se perpetrate nell’ambito delle relazioni di fiducia sono caratterizzate da significati e vissuti molto diversi rispetto a quelle che possono avvenire tra estranei (come aggressioni per la strada, ecc.).

L’essere in una relazione di coppia mette in moto sentimenti forti e ambivalenti, e in alcuni casi può diventare complesso separare cosa è giusto da cosa è sbagliato, quando le azioni subite si mescolano al sentimento.

Può accadere che una donna si trovi in circostanze di questo tipo, certamente non lontane dalla realtà, e che necessiti di aiuto e di risorse per potere uscire da una situazione e da un legame così complessi.

Possibili risorse possono essere quelle di rivolgersi ad amici o familiari fidati, cui chiedere aiuto, o anche accedere ad associazioni ed enti del territorio della propria città -come i Centri Antiviolenza- che possono offrire aiuto e alloggio, oltre che consulenze specifiche.

I ragazzi della vostra età potrebbero sentire lontane da loro situazioni di questo tipo, che probabilmente collocano più vicine al mondo degli adulti, tuttavia crediamo che sia sempre un utile esercizio quello di riflettere sulle relazioni importanti, in quanto l’amore può essere complicato a tutte le età e può metterci di fronte a pensieri e problematiche che prima non avevamo mai dovuto affrontare.

È  importante, anche quando si è giovani, riflettere su quali potrebbero essere le persone e i luoghi cui potersi rivolgere nel caso in cui ci trovassimo in difficoltà, per ricevere sostegno e aiuto, come i familiari, gli amici o le istituzioni (ad esempio lo Spazio Giovani) che rappresentano punti sia di ascolto che di accoglienza.

 

A VOI LA PAROLA

Ma sono davvero come credo di essere?!

Caro diario, oggi mi ritrovo qui, seduta in una stanza, a riflettere su cosa la gente pensa di me! A volte mi chiedo: ma sono davvero come credo di essere?! Mi guardo allo specchio e vedo una ragazza, anzi ragazzina piena di capacità, ma forse in certe situazioni non le so sfruttare al meglio!!! Ma non è questo il punto...io mi chiedo: come fa ad aumentare l'autostima di una persona che viene discriminata (per esempio)?! Io credo di aiutare questa persona ed è bello essere aiutati a tua volta... Ma in certi casi, capita che certe persone sfruttino la tua fiducia!! Ma questo non vuol dire che ti devi chiudere in te stesso per evitare dispiaceri nella vita...Io comunque mi sento fortunata ad avere veri amici e una famiglia su cui contare. Quindi per me basta provarci, basta un momento per rendersi conto che tutti abbiamo capacità e che non dobbiamo preoccuparci del pensiero altrui!! Vivi a lascia vivere. Ciao diario A domani

Anita - Oratorio di Gaiano - Anni 13

 

PROMEMORIA

Lo Spazio Giovani di Parma
Resterà chiuso per le Festività Natalizie
dal 23 dicembre al 6  gennaio compresi
Per urgenze puoi rivolgerti al
Consultorio di Via Pintor 1 - Parma
tel. 0521/393654






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