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Newsletter:  Faccia Reale o Virtuale? La parola alle 'facce da libro'

“La vita amico è l'arte dell'incontro"
[Vinicio de Moraes]

Faccia Reale o Virtuale: la parola alle facce da libro!
A voi la parola: "Sono me stessa quando..."
Promemoria:  Spazio Aforisma



Per fortuna i bidelli a volte si dimenticano di me, così posso starmene tranquillo a filare la mia tela e a guardare giù cosa succede in classe…se ne imparano di cose! Ecco per voi un’altra storia interessante...  un fatto realmente accaduto!

 FACCIA REALE O VIRTUALE?

Luogo: scuola superiore.  Ultima ora di lezione. 
Materia: Informatica.  20 ragazzi in laboratorio.
L’insegnante spiega il compito da svolgere al computer.
Ancor prima che finisca la frase un ragazzo moro riccioluto domanda “Se finiamo prima ci dà 10 minuti di internet? Per favore Prof ! Internet è la nostra droga! “  La classe esplode in una risata generale.
L’insegnante, alquanto allibito e combattuto per la strana richiesta, a stento riesce a pronunciare solo un “ok”. Solamente dopo quella sillaba, le tastiere e i mouse sembrano davvero impazzire.

Verso la fine dell’ora il patto viene rispettato e così inizia la navigazione! Cala il silenzio. Tutti concentrati sui loro monitor, quasi come si trattasse di un compito in classe. Pare non esserci più nulla intorno a loro a distrarli.
Dopo qualche secondo un ragazzo biondino con tono di minaccia  dice a un altro: “Guarda che ti taggo!” L’altro controbatte “Fallo pure…io ti tolgo l’amicizia!”

Ma…Cosa  avrà spinto questi ragazzi a lavorare così tanto all’ultima ora del sabato? …< rullo di tamburi> …
Facebook! Ecco le loro voci mentre parlano della loro pagina di internet preferita.

LA PAROLA ALLE “FACCE DA LIBRO”

Facebook? Perché?

Mohammed: perché posso rimanere in contatto con gli amici! Ho molti amici anche in Marocco! E’ bello poter vedere le foto quasi in tempo reale!

Mauro: per conoscere gente nuova! Ho già una cifra di amici: 1490 amici! Ma soprattutto per conoscere ragazze. Oppure le conosci in giro  e poi ti parli tramite Facebook!

Francesca: per condividere foto e interessi, come canzoni o video. Ma anche per darci appuntamento, sennò se mando gli sms spendo troppo!

Manuel: io mi perdo nelle varie applicazioni. A proposito, devo controllare la temperatura del mio acquario…Poi si può anche giocare insieme!

Debora: a me piace sapere cosa fanno le mie amiche e il mio ragazzo! Ma anche quando rimango assente è utile per sapere cos’hanno fatto a scuola i miei compagni.

Cos’è la prima cosa che fai quando vai su Facebook?

Alessio
: Guardo le notifiche! Se qualcuno ha commentato le mie foto, se mi ha lasciato un messaggio in bacheca! Oppure guardo se qualcuno mi ha chiesto l’amicizia!

Quante volte entri su Facebook al giorno?

Omar: Dipende da quello che ho da fare. Se sono a giocare a pallone solo 3 volte, se sono tutto il giorno in casa anche 8 o 9 volte.

Quanto tempo trascorri mediamente su Facebook?

Silvia: Se c’è poco mezzora, invece se trovo qualcuno con cui parlare anche due/tre ore!

Cosa non ti piace di Facebook?

Elena: Che molti profili non sono veritieri. Ti chiede amicizia gente che non conosci e che mette informazioni false.

Giacomo: Ti ruba il tempo perché ti distrae. Per esempio mentre sto facendo i compiti, ogni tanto guardo il mio profilo e mi ci perdo…

Alberto: Non vedi in faccia le persone, quindi ti possono raccontare delle balle.

Filippo: Che la gente non si fa i fatti suoi e vengono a vedere con chi esci e cosa fai nella vita.

Alessia: Quando sto discutendo con una persona che ci impiega troppo a rispondere. A volte per il fastidio chiudo.

Mario: è un modo divertente per comunicare, ma non c’è troppo da fidarsi.

.... IL DIBATTITO E’ APERTO

Facebook, come altri social networks (le reti sociali) meno conosciuti, danno la possibilità di vivere una specie di vita virtuale,  fatta di  persone, luoghi, messaggi, immagini, suoni e video.
Comunicare attraverso clic di mouse, battute di tastiera e per immagini risulta un modo affascinante, divertente e creativo per relazionarsi con altre persone che stanno dietro un monitor. Gli elementi che attraggono sono diversi, come il fatto di giocare con un’identità virtuale, che si può “truccare” rispetto a quella reale, per apparire anche in modi molto diversi.

Le nostre immagini, proposte in varie forme agli altri, permettono di vedere come eravamo vestiti in una particolare serata, con chi eravamo, dove siamo andati: rappresentano un modo alternativo di raccontare le cose. Si tratta della comunicazione per immagini dove è la persona che vede la foto che dà un senso a ciò che sta vedendo e può anche esprimere il parere attraverso un commento e un “mi piace” che fa sapere a chi condivide, se la cosa è stata apprezzata.
Pare che sia proprio il fatto di gestire la propria identità virtuale (il profilo) controllando notifiche, commentando, aggiungendo foto e partecipando a gruppi a rendere Facebook così accattivante.

Questo ci permette di farci alcune domande, per riflettere sulla differenza tra ciò che è identità virtuale e identità reale: la persona che gestisce il profilo è la stessa, ma è possibile che un utente sia maggiormente propenso a selezionare e condividere le immagini migliori di sé in cui figura in situazioni perlopiù positive?  Nella vita reale è sempre così?
O ci sono anche momenti non sempre piacevoli in cui non si è proprio al massimo della forma? 
Inoltre, esistono su Facebook anche quelli che reputiamo essere i nostri difetti? Quelli che ci possono far sentire a disagio quando stiamo con gli altri e che spesso non  accettiamo? E se questi sparissero potremmo forse non sentirci più noi?
Prova a rifletterci anche tu... ognuno avrà la personale risposta a queste domande, ed è bello il fatto di pensarla in modo diverso, perché  spesso il confronto di opinioni permette di imparare cose nuove!

Altro aspetto su cui si può ragionare è la tendenza di molti a collezionare più contatti possibile, così una domanda sorge spontanea:  più amici ho più significa che sono veramente “fico”? E’ indubbiamente bello avere tanti amici con cui dialogare, conoscersi, divertirsi e crescendo insieme.
Ma qual è la qualità di tali amicizie? Riesco a vederli tutti di persona questi amici?
La giornata è fatta solo di ventiquattro ore. Infatti su Facebook la maggior parte degli amici sono virtuali, nel senso che non si ha il tempo o la volontà di frequentarli di persona: non si ha così la possibilità di vedere le espressioni del loro viso, il caratteristico modo di gesticolare, di sentire cosa provi quando stai con loro, di toccarli con mano, di sentirne il profumo, il suono della voce, di condividere un gelato o una pizza. Con Facebook si può comunicare con migliaia di amici, senza però passare insieme  nemmeno un secondo nella vita reale!
Solo con pochi di loro si passa del tempo faccia a faccia!
Forse per il motivo che dinnanzi una tastiera si può parlare più liberamente dei sentimenti,  dire certe cose senza pudore, rompere più facilmente il ghiaccio, superare la timidezza iniziale: e sicuramente sono anche queste le possibilità offerte da questo mezzo.
E se togliessimo lo schermo troveremmo dei cambiamenti nel modo di relazionarci con gli altri? Saremmo poi gli stessi?
Facebook fornisce nuovi modi per comunicare, uno dei tanti, l’importante è che non diventi l’unico modo di farlo. Magari perché gli amici reali si possono toccare, con loro si possono fare le cose e passare il tempo insieme, condividendo le emozioni, gli stati d’animo…in pratica non basta cliccare su un pulsante per divenire amici!
Le amicizie si coltivano incontrandosi, aiutandosi reciprocamente, frequentando gli amici “in carne e ossa”.

Cos’è che manca su Facebook?  Il corpo.  Quella parte di noi che ci mette in relazione con il mondo che scopriamo sin da piccoli attraverso i cinque sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto), con cui ci muoviamo e conosciamo le altre persone. Su Facebook  usiamo un minor numero di sensi, soltanto due: la vista, che è in contatto praticamente con un monitor, e l’udito  quando ascolto un audio, per cui la conoscenza dell’altro in un certo senso pare limitata.
Ma il reale e il virtuale si intrecciano continuamente facendoci provare una serie di emozioni.
L’ultimo ragazzo intervistato, di nome Mario diceva che Facebook “è un modo divertente per comunicare, ma non c’è troppo da fidarsi”.
Non potrebbe essere per il fatto che manca proprio il corpo reale dell’utente?
E’ forse per questo che molte persone conosciute tramite internet, poi non legano molto nella realtà, perché manca tutta la gestualità della persona della sua interezza. Oppure si può vivere una situazione d’imbarazzo quando si è con le persone,  perché si è comunicato molto a distanza e magari si è poco abituati a frequentarle di persona.
Un altro aspetto che conviene menzionare, che molte persone ritengono delicato è quello della privacy: si può scegliere di fare vedere solo alcune informazioni agli amici, ma “amici di amici” per via indiretta potrebbero approfittarne per avere alcune informazioni che non vorremmo far sapere a loro, generando in noi  un senso di insicurezza. E’ quindi  indispensabile imparare a utilizzare i filtri messi a disposizione dell’utente per decidere chi può leggere certe informazioni e procedere con cautela nel pubblicare notizie e foto personali.

IN EQUILIBRIO TRA REALE E VIRTUALE

L’utilizzo di Facebook è piacevole e gratificante perché ci consente di socializzare (infatti è un “social network”, una rete sociale che collega più persone): comunicare, condividere foto e interessi, organizzare, partecipare ad eventi (feste, cene tra amici), per conoscere gente nuova o trovare potenziali partner. 
Risulta molto utile ma per contro, possiede diversi limiti, come dicevano sopra i ragazzi intervistati.
E’ importante essere consapevoli che questo social network è solo un mezzo di comunicazione tra molti altri e che una “indigestione” di questo potrebbe avere qualche effetto “collaterale”:  stare fermi per troppo tempo davanti al monitor può creare difficoltà di concentrazione, nervosismo e insonnia (specie utilizzando il computer fino a tarda notte!) che non sono esperienze piacevoli per chi deve alzarsi il giorno dopo per andare a scuola o al lavoro per buona parte della giornata. A diversi sarà capitato talvolta di esagerare facendosi una vera “scorpacciata” di internet!
Ma il fatto di rimanere “incollati” davanti al monitor per diverse ore non accorgendosi che il tempo passa velocemente, non potrebbe far perdere l’occasione di ritrovarsi con amici reali  in luoghi reali, parlando di cosa si è imparato a scuola, darsi baci reali e di coltivare sport e hobbies reali?
Una cosa infatti che sembra far preoccupare qualcuno è la distrazione che offre e da cui è difficile staccarsi, un po’ come diceva scherzosamente Mohammed all’inizio, paragonandola a una “droga”! Oppure il fatto di sentirsi così presi dalle relazioni virtuali, talmente da confondere reale e virtuale, trattando pure le persone reali come virtuali!
Per superare questi inconvenienti potrebbe essere utile prima di navigare su internet, fissare un tempo da dedicarci, pianificando la navigazione  in modo da imporsi dei limiti per non trascurare altre cose importanti e non  perdendo la possibilità di fare altre cose divertenti da fare con gli amici !

L’esistenza di internet e dei social network hanno fornito molte possibilità in più all’uomo , e questo è un fatto sicuramente positivo, ma purtroppo e anche per fortuna ciò che non ci possono fornire sono il piacere di un sorriso,  di una carezza, di un abbraccio e di un bacio….reali!

 

A VOI LA PAROLA

 Sono me stessa quando...

Caro ...
oggi mi sono soffermata a pensare come sono io con gli altri, se mi sento libera con chi mi circonda di dire ciò che ho dentro... E penso a quanto sia difficile crescere, aprirsi al mondo che ci circonda... Mi capita spesso di tenermi dentro tutto quello che provo, perché sono convinta che nessuno riuscirebbe a capirmi, soprattutto i miei genitori.
Con una persona in particolare mi sento libera di esprimere le mie emozioni: lei è la mia migliore amica, con lei oltre ad essere pienamente me stessa, riesco a tirar fuori tutto quello che ho dentro. Se ho bisogno di piangere, se ho gli occhi lucidi, lei è quasi come se lo sapesse già... Se ho voglia di ridere, se sono felice lei sa il perché... È bello avere qualcuno che ti capisce con solo uno sguardo, che riesce a farti capire il perché di tante cose... Ma è anche brutto avere accanto persone che tengono a noi e non riuscire a tirar fuori noi stessi... Con i miei genitori metto una maschera, pensano che vada sempre tutto bene, quando invece non sanno che un mio sorriso ha dietro tanta sofferenza e nasconde quello che provo in quel momento... Questo comportamento nei loro confronti è dovuto al fatto che non voglio farli preoccupare rendendoli partecipi della mia vita... Ora come ora ho bisogno si sentirmi capita!

Caronte - 3 erica I.T.C.Melloni - 16 anni

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