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Newsletter:  I sogni sono il colore della nostra vita

I sogni sono il sangue della nostra vita.
["Bianca come il latte, rossa come il sangue" A.  D’Avenia]

I sogni  sono il colore della nostra vita
A voi la parola:  "I miei ideali"
Promemoria:  
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Sara è una ragazza che ha conosciuto lo Spazio Giovani durante il suo percorso di studio e ha deciso di condividere con noi alcune esperienze che hanno segnato la sua vita...

“L’amore non è solo ROSSO, ha anche delle sfumature di AZZURRO come l’Amicizia. Dopo aver visto "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D’Avenia ho pensato subito a due amicizie che mi hanno condotta di fronte al BIANCO dell’assenza insegnandomi a non arretrare e a non lasciare svanire il grande sogno di amare.”

TRA SOGNO E REALTA'

ROSSO è il colore del coraggio

“Credo che Bianca come il latte, rossa come il sangue sia molto di più di una semplice storia d’amore nata tra i banchi di scuola.
Leo è un ragazzo di 16 anni che, come molti di noi, per fuggire dalla noia e dallo stress, attacca le sue musiche preferite e si perde in un mondo in cui esiste solo una persona: Beatrice.
Beatrice è ROSSO passione, mentre Silvia, la sua migliore amica, è AZZURRA.
Quando Beatrice non si presenta più a scuola, la vita è come un disco rotto, qualcosa non funziona più bene e anche le cose più semplici e banali sembrano ostacoli insormontabili.
Dov’ è finito il leone coraggioso che credeva di essere? Il BIANCO, ecco il vero problema. Quando arriva sembra cancellare tutto, improvvisamente niente ha più importanza. L’AZZURRO  non si può cancellare così facilmente, aiuta a prendere il coraggio che serve per stare di fronte al BIANCO senza esserne accecati, senza dimenticarsi mai che dietro alle nuvole splende sempre il sole. Ecco il segreto, come dice anche la canzone di Elisa, fare tutto come se vedessi sempre il sole sorgere.
Beatrice è malata di leucemia, e quando Leo riesce finalmente a rivederla e dichiararle il suo amore, lei è troppo debole per fare qualsiasi cosa, è BIANCA, le manca il ROSSO vivo, le manca il sangue, così Leo decide di farle un dono speciale: va in ospedale e compila il modulo per la donazione del midollo osseo, ma manca la firma dei genitori che non acconsentono, così c’è solo una persona che lo può aiutare: Silvia la migliore falsificatrice di firme per le giustificazioni.
Chiaramente falsificare le firme è un reato e quando i genitori lo scoprono vanno su tutte le furie, ma alla fine sarà sempre Silvia che li aiuterà a vedere l’atto di grande coraggio e amore del figlio, che nonostante abbia scoperto di non essere compatibile con Beatrice, decide di donare lo stesso. Leo scopre grazie a Beatrice che nella vita non è tutto BIANCO o ROSSO, esistono le sfumature e che l’amore è anche AZZURRO. Beatrice è morta, ma i sogni di Leo no, il bianco non li ha inghiottiti. L’amore continua anche oltre la morte e ha un nuovo nome: Silvia.”

Due amicizie speciali

“Questo film mi ha fatto pensare a Nicola, uno dei miei più cari amici…
L’avevamo conosciuto a teatro, e tutti quanti nel nostro gruppo amavamo soprannominarlo Rouge, ROSSO in francese.
La storia da cui è stato tratto lo spettacolo del secondo anno delle superiori era Le Petit Prince. Sulle tracce dell’amicizia tra il piccolo principe e la volpe, anche noi ragazzi del gruppo di teatro abbiamo imparato ad addomesticarci gli uni gli altri e a costruire dei legami, che tutti insieme formavano un piccolo rifugio, in cui anche Rouge poteva amare, senza paura di essere allontanato. Avevamo costruito un luogo in cui anche la sua malattia poteva essere accolta ed accettata senza fare troppa paura. Anche Rouge, come Beatrice, era malato di leucemia; anche lui amava la musica, in particolare i Nomadi, e aveva tantissimi interessi con i quali colorava le sue giornate di ROSSO e AZZURRO.
Il teatro ci univa e ci permetteva di scoprire che è sempre possibile volare e sognare come Il Gabbiano Jonathan Livingston o lasciarsi cullare dalle onde e dalle note di Il pianista sull’oceano.
Anche noi abbiamo incontrato il BIANCO. Francesco ora non c’è più, ma i legami che abbiamo costruito insieme restano e rimane il ricordo dei tanti momenti speciali che abbiamo condiviso e che non sarebbero stati possibili se tante persone, con la stessa generosità di Leo, non avessero deciso di donare il sangue e il midollo osseo. Rouge, doveva fare periodiche trasfusioni per poter continuare ad amare, recitare, cantare, ridere ecc. Sono sempre l’amore, il coraggio e l’amicizia che vincono il BIANCO e la paura.

Un’altra persona che occupa un posto speciale nel mio cuore è Rebecca. Rebecca è AZZURRA. Ci siamo conosciute in montagna, in un campeggio parrocchiale, ma la nostra amicizia è iniziata qualche anno dopo, quando il suo nome è comparso su una lista d’attesa per il trapianto di cuore. Mi sono avvicinata a lei un po’ per caso e un po’ per curiosità ed è nata un’amicizia che dura ancora oggi. Rebecca è vulcanica, piena di sogni, interessi e voglia di fare. Un amore spropositato per la lettura e anche per la musica, il suo nuovo idolo è Fabri Fibra e io le voglio bene lo stesso. Sto scherzando naturalmente. Rebecca più volte, anche prima del trapianto, ha incontrato il BIANCO. Il suo cuore non le permetteva neppure di rifarsi il letto o fare le scale, ma non ha mai smesso di sognare, anche quando si è sentita abbandonata da alcune coetanee che faticavano ad accettare la sua malattia. Dopo il trapianto sta molto meglio, ora può anche andare in bicicletta o andare a ballare in discoteca, cose per noi spesso scontate. 
Se oggi Rebecca ha un cuore nuovo è grazie all’amore di una famiglia che ha deciso con amore e coraggio di donare gli organi di un proprio caro.”

Sognare fa rima con … donare

“Donare” è una parola che noi usiamo frequentemente.
È  spesso collegata alle campagne di promozione della donazione del sangue, ma forse non tutti sanno che ci sono anche altri modi più semplici di “donare”, ma sempre molto preziosi, che vengono dati per scontati ed altri ancora (come la donazione del midollo spinale o degli organi) che possono spaventare e essere ostacolati delle false credenze. Credo sia sempre possibile donare il proprio tempo, le proprie capacità e risorse per aiutare chi è in difficoltà, come il compagno di scuola diversamente abile o la signora anziana che non trova posto sull’autobus.”

Se sogni da solo rimane solo un sogno…

Potrebbe apparire banale dire che donando permetti ad altre persone di realizzare i loro sogni, ma anche partecipare alla realizzazione di un progetto: costruire una civiltà e quindi una società basata sul diritto alla salute indipendentemente dalla provenienza, dall’età e dallo status sociale. 

Scelgo io!

Il pensiero che mi resta e che vorrei condividere con voi è che ogni persona ha bisogno di un tempo per conoscere e conoscersi, perché non c’è una scelta giusta ed una sbagliata, ma esiste solo la MIA scelta. Per questo è importante chiedersi il perché delle nostre azioni, altrimenti lasciamo che sia la paura o qualcun altro a decidere per noi.


Per saperne di più…

Ecco alcuni link utili:

http://www.forumsolidarieta.it/

http://www.avisparma.it/

http://www.admo.it/index.php

http://www.aido.it/

A VOI LA PAROLA

I miei ideali

Penso che una persona per star bene con se stesso e con gli altri bisognerebbe che prima di tutto curasse il proprio aspetto interiore; una volta aver curato questo, incominciare a lavorare in campo sociale ed intraprendere questo percorso che dura una vita.
Molto spesso la gente associa la parola AIUTARE ai soldi e la parola volontariato non piace molto, perché si vorrebbe sempre un compenso in denaro. I soldi sono solo una piccola parte del guadagno: personalmente quello vero me lo danno con un sorriso o con un grazie. Basterebbe aiutare una persona anziana ad attraversare la strada, a portare le buste della spesa in casa: piccoli gesti che cambierebbero davvero la vita sociale di tutti.
Pensandomi quattro anni fa mi rendo conto di essere stato un altro; pensavo solo a me stesso, ero un bulletto, da quando ho intrapreso la strada del volontariato sono una persona diversa: guardo gli altri con un'altra prospettiva. Ci sono persone con disagi motori e psicologici, disprezzati da una stupida e discriminante società che pensa solo ai propri interessi.
Molte volte mi sono messo nelle loro situazioni, per capire come affrontarli, come prenderli, come dialogare con loro. Mi hanno insegnato la semplicità di un gesto, di un'azione che può rendere felice la vita.
Faccio volontariato come IPPOTERAPIA, mi sono quasi arreso a spiegare ai miei coetanei l'importanza di queste cose, di ciò che s'impara da ciò che ti insegnano e da cosa si prova. è fiato sprecato, ho ancora poche speranze che questa società misera di ideali riesca a cambiare. Pensando al futuro, se si riuscisse a cambiare si potrebbe davvero rivoluzionare il mondo: se uno aiutasse l'altro, se il forte aiutasse il debole, se il ricco aiutasse il povero e via dicendo. Ho deciso di crearmi una corazza che si toglie con uno sguardo che poche persone hanno, quello che ti fa capire che cerca un aiuto pratico.
Penso che non migliorerò molto la nostra società, ma continuerò ad aiutare chi ne ha veramente bisogno e credo che ognuno dovrebbe farsi un esame di coscienza se si vuole migliorare davvero. Tutto quello che ho scritto e che penso rimarrà su questo foglio e nella mia testa e non passerà il messaggio che voglio trasmettere. Con ciò però non mi arrenderò, vado avanti con i miei ideali per aiutare quelle persone che si sentono disprezzate ed esonerate da questa società che sta andando a rotoli.

Mirko Savoia - Istituto Giordani


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