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Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

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Newsletter:  Le mie strambe famiglie

Le cose sono unite da legami invisibili: non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella
[Galileo Galilei]

Le mie strambe famiglie
A voi la parola:  "L'urlo dei fragili"
Promemoria:  
Orario Estivo Ambulatorio Ginecologico



Carissimi,
è da poco terminata la scuola! Molti di voi stanno già pregustando le meritate vacanze! Molti di voi sono venuti a trovarci qui allo Spazio Giovani nel percorso delle visite guidate o ci hanno incontrato a scuola nei nostri progetti (Peer Education e Meeting dei Giovani). Un argomento che ci avete spesso chiesto di trattare  è quello della famiglia. O meglio della famiglia di oggi!


"Vi racconto della mia stramba famiglia...
Fino a quattro anni fa tutto “filava liscio”... Eravamo io, mamma e papà... una famiglia felice, come ce ne sono tante.
Cos'è successo poi?
Avete presente la storia di Cenerentola?
Ecco, questo è quello che mi è successo: è arrivata a casa mia la matrigna, con Genoveffa e Anastasia. Privata del mio regno e di tutti i miei privilegi di regina del castello, costretta a vivere in uno sgabuzzino e condannata a una vita di fatiche.
Ok, ok... sto esagerando!
La matrigna è in realtà Ilaria, la nuova moglie di mio padre.
I miei genitori hanno divorziato e sono stata affidata a lui, in quanto mia madre è spesso fuori per lavoro.
Reputo Ilaria, tutto sommato, una donna in gamba, mi trovo bene a vivere con lei, è una brava cuoca, e vede in me la figlia femmina che non ha mai avuto.
E poi ci sono le sorellastre che, nel mio caso, sono due ragazzi di 6 e 14 anni: Filippo e Luca.
Quando dico di essere stata segregata in uno sgabuzzino è perchè la mia cameretta, essendo abbastanza grande, è stata data a loro, una decisione ingiusta, ma insindacabile.
Io sono stata trasferita nella camera più piccola, dove dormiva la nonna quando veniva a trovarci.
Mi domando: ma chi si credono di essere?
Filippo ha sparso i suoi giochi per tutta la casa e  Luca suona quella dannata chitarra per ore!
Non posso più invitare le mie amiche a dormire, non c'è lo spazio!!
Papà dice che devo avere pazienza, che anche io ho i miei difetti... ma io sono convinta che i miei siano più tollerabili.
E se arriva un altro fratellino?
Ogni tanto papà e Ilaria ne parlano... avete presente cosa significa avere un neonato per casa?
Io rivoglio la mia tranquillità, la mia indipendenza!
Aiutatemi voi, datemi qualche consiglio su come sopravvivere a questa nuova famiglia, su come accettare ed essere accettata dai miei fratelli.
Non è  facile vivere sotto lo stesso tetto in 5, io sono sempre stata abituata a essere da sola, ad avere i miei spazi e i miei tempi.

Aprendo il cassetto dei sogni molte ragazze e molti ragazzi ci mostrano il desiderio di avere una famiglia, di costruirne in futuro una insieme alla persona che ameranno, di avere bambini, e così via…
Ognuno di noi viene da una famiglia.
Qualche anno fa abbiamo intervistato, qui allo Spazio Giovani, molti ragazzi che vengono al Servizio ed è emerso che esistono tra noi diverse tipologie familiari, 3 ragazzi su 10 provengono da famiglie che non sono  "tradizionali” che per intenderci sono quelle composte da madre, padre e figli biologici. Interessante vero? Anche perché quelle che noi chiamiamo “non tradizionali”, in fondo erano comuni non più di 50 anni fa! Pensate un po’ ai vecchi casolari delle nostre campagne. Si forma subito un’immagine: coppie di anziani, coppie di mezza età e tanti bambini. Le famiglie erano allargate, diversi nuclei familiari vivevano tutti sotto lo stesso tetto, le mamme ed i papà andavano a lavorare la terra all’alba e i bambini rimanevano a casa con i nonni o le zie più anziane o le bambine più grandi:  una specie di ‘scuola materna’ familiare, dove si insegnavano i rudimenti della vita agricola e i lavoretti erano bambole intrecciate con fili di paglia. Poi si è passato ad un modello in cui i padri andavano a lavorare e le mamme erano casalinghe, stavano a casa e si occupavano dei figli. Ora, abbiamo assistito ad una trasformazione delle famiglie: tutti lavorano e ci si vede un pasto al giorno, di solito la sera."

Le nostre "famiglie"
Si sa, in adolescenza iniziamo a costruire anche altri legami, che diventano molto importanti nella nostra vita. Uno di questi è quello dei pari, dei nostri amici. Spesso i nostri genitori sono preoccupati e attenti alle compagnie che frequentiamo: “stai attento! Ci sono cattive compagnie che ti possono mettere su una cattiva strada…”. Se da un lato è vero che possiamo essere influenzati dall’opinione dei nostri coetanei (quanto dilagano i falsi miti!!!), dall’altro una buona compagnia di amici rappresenta quello che gli psicologi chiamano “fattore protettivo”. E’ come uno scudo magico che ci protegge dalle situazioni che ci fanno stare male. Vi racconto un episodio. Un giorno qui allo Spazio Giovani è arrivato un gruppo di amiche. Erano preoccupate. Ilaria, una loro cara amica, stava per uscire da una clinica che si occupa di disordini alimentari, era stata ricoverata perché soffriva di anoressia. Tornava a casa, stava meglio. In passato uscivano sempre insieme per una pizza il sabato sera. Come fare ad invitarla senza farle pesare la sua situazione e per essere delicati con lei? Pensate quanto fosse importante per Ilaria avere delle amiche così attente nei suoi confronti, quanto potessero aiutarla nella sua vita di tutti i giorni dopo aver vissuto un’esperienza così forte come un ricovero. Ecco gli amici sono la “famiglia che ci scegliamo”, che ha per noi funzioni di protezione, supporto e confronto e ci permette di aprirci al mondo. Esistono poi anche diversi legami significativi di cui facciamo esperienza nella nostra vita: ad esempio la nostra squadra sportiva, la nostra classe,  il nostro gruppo in parrocchia, i colleghi di lavoro ecc… Luoghi e persone che frequentiamo a lungo e con i quali stringiamo rapporti anche affettivi. Tutti i buoni legami che ci permettono di fare esperienze che ci fanno crescere.

A tutti noi  non appena si pronuncia la parola ‘famiglia’ appare l’immagine di quella che chiamiamo del “Mulino Bianco” (un noto marchio di prodotti alimentari che fece della famiglia tradizionale il proprio cavallo di battaglia pubblicitario). La più antica testimonianza fino ad ora trovata di una famiglia umana è la cosiddetta Famiglia di Eulau, che proviene da una tomba trovata a Eulau (Sassonia), datata 4600 anni fa, contenente i resti di un uomo, una donna (con una eta' stimata di circa trent'anni) e due bambini di circa 5 e 9 anni di vita. L'analisi del loro DNA ha confermato il legame di parentela familiare suggerito dalle peculiarità della sepoltura: i corpi erano abbracciati fra di loro. Etimologicamente il termine famiglia proviene dal latino ed era intesa come un gruppo di persone, schiavi e liberi, di proprietà del capo famiglia che si chiamava pater familiare. In molte società, diverse da quelle occidentali, il termine è molto più allargato e non evoca solo i legami di sangue o di legge. C’è un noto detto africano che recita: “Per crescere un bambino c’è bisogno di un intero villaggio”. Si fa riferimento, più che ad una forma ideale di famiglia, al compito principale dei gruppi di adulti all’interno delle società: costruire un ponte con il futuro, crescere nuove persone e generazioni che sapranno diventare il “nuovo” villaggio.

La famiglia non è unica ma si può essere famiglia in tanti modi diversi: la più classica che conosciamo è quella composta da padre, madre e figli, biologici o non, ad esempio può farne parte un figlio adottato.  Nella famiglia monogenitoriale è presente un solo genitore; le "ricomposte"  sono gruppi familiari provenienti da esperienze diverse che si uniscono in una nuova famiglia, ad esempio i membri partono da una situazione di famiglia  monogenitoriale a seguito di una separazione/divorzio dove c’è un nuovo matrimonio o convivenza. Si assiste ad una famiglia dove i figli non sono necessariamente consanguinei e dove possono nascerne altri figli della nuova coppia.

Passeggiare sotto la pioggia
Indipendentemente da quale tipologia famigliare si provenga, quello che può preoccupare di più i ragazzi è il passaggio da una famiglia ad un’altra. Ci riferiamo principalmente alle separazioni. Non sempre gli adulti trovano un “buon” modo per separarsi e si assiste spesso a conflitti tra mamma e papà che creano sofferenza ai ragazzi. Certo non è facile attraversare la tempesta senza una promessa certa di un cielo sereno. E’ difficile. Tutti i bambini sognano di avere i propri genitori uniti e felici, abbracciati. E’ della vita che le cose finiscano, che al giorno sopraggiunga la notte e così via. Una cosa è certa, prima o poi tornerà il sereno, e a mano a mano che i nuvoloni si allontanano possiamo capire che i nostri genitori anche se non sono più coppia, rimarrano comunque genitori, anche se vivremo in case diverse.

Avevamo fatto una ricerca anni fa proprio sul tema delle diverse tipologie familiari per capire quali risorse e possibilità possono mettere in campo i ragazzi che volenti o nolenti si trovano a vivere queste situazioni. Era emerso che In certi casi, i genitori avevano imparato a fare i genitori perché erano stati costretti dalla separazione a riflettere su questo e programmare un tempo dedicato. In secondo luogo, alcuni ragazzi potevano contare su più figure adulte di riferimento soprattutto nelle famiglie ricomposte: nuovi partner dei genitori ai quali era più facile confidare alcuni aspetti della propria vita rispetto ai propri genitori, nuovi zii o nonni acquisiti, ecc… Certo, le storie che abbiamo raccolto non nascondevano a volte la sofferenza di molti ragazzi: abbandoni, continue liti, difficoltà economiche, ecc… 
Una ragazza ci disse che era contenta della fine della tempesta e che aveva capito che l’amore è decidere di stare con qualcuno perché ci tieni, perché sei libero di starci.
Alla fine... stare bene non ha a che vedere solo con i nostri legami biologici ma anche con i diversi legami  significativi che ci consentono di sertirci compresi e supportati nel nostro percorso di crescita.

A VOI LA PAROLA


L'urlo dei fragili

La paura del domani tra noi ragazzi è assolutamente normale, ma la cosa strana è che in contemporanea si sviluppa anche il brivido della sfida. Le nostre azioni sono il mescolamento di questi due pensieri. Ci sentiamo come degli omini attaccati all'albero maestro di una nave, con le braccia spalancate, ognuna delle quali legate il più possibile lontano fra loro. Le corde tirano in due versi opposti e poi ci siamo noi nel mezzo. Noi ragazzi così fragili e allo stesso tempo forti da morire. Siamo immobilizzati lì nel mezzo. Gli occhi cercano, la bocca urla nuove avventure e libertà, ma negli occhi c'è anche la paura che ti tiene fissato all'albero. Allora ci vuole solo coraggio, perché ti devi aiutare da solo se vuoi farcela. Vuoi il futuro che meriti? Costruiscilo! Puoi arrivare ovunque se lo vuoi.

Clarissa Zeni - Scuola Media San Polo di Torrile

 


PROMEMORIA

Ti ricordiamo che nei Mesi di Luglio e Agosto
L'Ambulatorio Ginecologico sarà aperto il Lunedì e Giovedì dalle 14.30 alle 17.00

Tutti i servizi dello Spazio Giovani saranno
CHIUSI PER FERIE
dal 12 al 23 Agosto





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