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Newsletter:  Scoprirsi a Teatro

"Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso"
[Gigi Proietti]
Scoprirsi a Teatro
A voi la parola:  Il futuro è fatto di sogni
Promemoria:  
Orari Estivi Spazio Giovani



Spogliati delle tue idée, concentrati sul qui ed ora, senti il tuo corpo in mezzo agli altri…

Raccontare il teatro a parole e' difficile....bisognerebbe viverlo!



Scoprirsi a Teatro

Parlano i ragazzi…

•    Cosa pensavi che fosse il teatro? 

 - Oscar: "sinceramente prima di entrare nella Compagnia non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi. È stato un po’ un salto nel buio e credo sia stata soprattutto la curiosità di vedere qualcosa di nuovo che mi ha spinto a provare a seguire il corso di teatro a scuola".

- Linda: " il mio approccio al mondo del teatro è stato assolutamente casuale, dato che è iniziato tutto con un corso organizzato dalla scuola che frequentavo; non so bene dire quali sono i motivi che mi hanno spinta ad iscrivermi al primo anno; forse sono stati  la curiosità e la voglia di occupare il mio tempo libero in un modo un po’ diverso".


•    Come lo definiresti ora?

- Oscar: "ora lo descriverei come una delle cose più belle che mi siano mai capitate".

- Linda: "ora posso dire che credo che il teatro sia assolutamente istruttivo e possa cambiare il modo di guardarsi attorno; ovviamente questo dipende anche dall' insegnante e dalle stesse persone che seguono il corso: per alcuni può essere una ragione ed uno stile di vita, per altri un puro divertimento; ad ogni modo, credo che ognuno possa trovare il proprio modo di vivere ed esprimersi".


•    Compagni di teatro: competizione o amicizia?

- Oscar: "la competizione, nella mia esperienza, per fortuna non è mai esistita in sala. Piuttosto direi che si siano formati dei legami molto intensi, una complicità immediata, sulla base di importanti esperienze condivise, che non è facile ora esprimere a parole..."

-  Linda: "il rapporto coi compagni direi che è assolutamente positivo, siamo in ottimi rapporti e le esperienze che abbiamo vissuto assieme non hanno fatto altro che creare un legame più o meno saldo tra tutti noi. Un po’ di competizione sicuramente aiuta a migliorarsi, ma attraverso il teatro una persona ha la possibilità di fortificare e tirar fuori il meglio di sè, imparando a nascondere i difetti ed esaltando i propri pregi".

•    Cosa hai scoperto di te?

- Oscar: "beh, devo moltissimo al mio maestro e al suo modo di fare teatro. Credo mi abbia fornito una grande capacità di ascoltare ed ascoltarmi (cosa molto difficile oggi), e soprattutto mi abbia insegnato a dare il giusto peso alle cose".

- Linda: "grazie al teatro ho imparato a conoscermi meglio, a rapportarmi con gli altri in diverse situazioni, a controllare un po’ di più le mie emozioni e ad incanalare la mia creatività e la voglia di esprimermi in un'unica direzione. Mi sento molto più sicura di me stessa e di quello che posso fare; il teatro mi ha aiutata a crescere e a formare la persona che sono ora. Vorrei veramente consigliare qualsiasi forma di arte a tutte le persone, perché è uno dei pochi modo in cui si possa ancora essere se stessi senza aver paura di essere giudicati.  Non è  necessario fare di queste esperienze la propria ragione di vita; spesso basta anche un giorno a settimana in cui ci si possa dedicare a se stessi, lasciando fuori i problemi della vita quotidiana”.


Luglio 2011. Un amico mi invita ad un corso di teatro, dove non conosco nessuno dei partecipanti, se non il maestro. In sala sono presenti all'incirca una ventina di persone. Il "gioco" inizia. Il maestro ci invita a lasciarci andare e a "sentirci"...a guardarci senza parlare...a muoverci come vogliamo nello spazio, a chiudere gli occhi e a pensare che, in quel momento, non ci sia nessun altro all'infuori di noi.
Il mio percorso teatrale inizia così': catapultata in un clima nuovo. Riesco a divertirmi, a correre, a urlare, a ballare, a comunicare con gli altri tramite la gestualità. Solo al termine delle prove comprendo che le persone intorno a me provengono da diverse parti del mondo e non parlano tutte l'italiano. Il teatro mi appare fin da subito come un'attività in cui utilizzare un linguaggio universale, utilizzando tutti e cinque i sensi, ma  soprattutto parlando con gli occhi.

…Ma cos’è il teatro?

Questa è stata la MIA esperienza, ma ce ne possono essere altre: quando si parla di “teatro”, la prima idea che ci balza alla mente è il teatro in senso vero e proprio, quello definito “in prosa”, dove l’attore deve studiare un copione  a memoria per poi recitarlo; in realtà esistono modi differenti di interpretarlo. 

Il teatro come:

- mente/corpo: quando si fa teatro ci si accorge di quanto la mente possa influire sul proprio  corpo. Ad esempio se avendo una persona davanti a noi ci chiediamo come dobbiamo muoverci allora non stiamo vivendo questa esperienza come dovremmo. La mente, in questo contesto, deve essere percepita come separata dal corpo, ovviamente in senso lato. Può sembrare molto difficile, ma in realtà è possibile, anche se dopo un po’ di pratica. E quando ciò accade, possiamo dire di esserci calati nella parte. Per favorire questo, può essere utile che gli attori siano il più possibile neutri, ovvero vestiti monocolore, senza gioielli, né accessori vari. Tutto ciò, al fine di sentirsi “uguali” in ciò che si sta vivendo, senza pregiudizi dettati dalle impressioni e dagli stereotipi, che automaticamente sono prodotti dalla nostra mente. 

- interpretazione: mettendo in atto diversi ruoli ed esprimendo le proprie emozioni, il teatro è anche un personale modo di mostrarsi agli altri, di far conoscere loro una parte di noi che, forse,  non si sarebbe potuta "liberare" diversamente. Il mio maestro era solito dirci “non vi preoccupate, non c’è un modo giusto o sbagliato, non è una gara, ma è importante quello che sentite e il modo in cui lo esprimete”. Ognuno di noi in questo senso è “unico”, ovvero ha una propria modalità di interpretare ciò che gli viene chiesto. Seguendo questo consiglio, ognuno è libero di “lasciarsi andare”, di non sentirsi giudicato e di esternare ciò che sente in quel momento.

- un modo di avvicinarsi all'altro: il teatro è un tipo di esperienza che permette un contatto diretto tra persone di età, genere e cultura diverse. In questo modo il teatro può essere un ponte tra diverse generazioni, mettendo  in contatto giovani e adulti. Così le diverse generazioni possono riscoprirsi e mettersi in gioco in un legame reciproco, in cui gli uni possono imparare dagli altri sulla base delle differenze di età ed esperienze.


... Ed è proprio durante questa esperienza teatrale che ho avuto la fortuna di incontrare due giovani ragazzi come voi...  Oscar e Linda, i cui racconti hanno aperto questa newsletter.


Ognuno di noi, prima di intraprendere qualcosa di nuovo, ha delle aspettative, e, in un certo senso, ha anche un diverso grado di motivazione nell’affrontarlo. Oscar e Linda hanno iniziato entrambi un po’ per caso un po’ per curiosità, eppure questa esperienza, come traspare dalle loro parole, ha insegnato loro moltissimo.  Essi infatti hanno poi vissuto e convissuto con il teatro per diversi anni: è diventato non solo un punto di forza e un obiettivo da perseguire, ma ha anche permesso loro un’apertura mentale nel modo di vedere gli altri e sentirli vicini a sé.
Non solo, esperienze di questo tipo permettono un contatto diretto con se stessi, aumentano la propria capacità di conoscersi, di ascoltarsi, di studiare le proprie emozioni. Basti pensare, nell’interpretare un ruolo, come ognuno di noi esprimere un diverso grado di coinvolgimento e immedesimazione, ma anche di paura, ansia e imbarazzo. Potrebbero emergere  in noi pregi e difetti, punti forza e punti limite di cui prima non avevamo consapevolezza. Di conseguenza potremo essere spronati a migliorare quelle parti di noi che più ci piacciono (aumentando così anche la nostra autostima), nello stesso tempo affrontando i nostri limiti e le nostre paure.

Il teatro quindi non solo è un hobby, ma può essere un modo di fare nuove esperienze di vita, di amicizia e di esprimere e sperimentare parti di sé. È un’attività utile per tutti, ma soprattutto per un adolescente che sta vivendo un periodo di grande cambiamento, e che sta sperimentando se stesso nei diversi ambiti della vita. Per questo motivo può rappresentare un fattore di protezione: in un momento particolare come l’adolescenza, dove i giovani sono presi dalla voglia di provare cose nuove, è possibile sperimentare se stessi in modo sicuro e costruttivo. In questo senso, a teatro possiamo avere tutti l’opportunità di essere ciò che vogliamo: sognatori, briganti, amici, amanti, nomadi,… provando così diversi ruoli e mettendoci nelle vesti di chi, forse, non saremo mai.



Il futuro è fatto di sogni


Viviamo nell’ombra di un domani peggiore, senza renderci conto che oggi è la giornata perfetta per migliorare domani.
Il futuro è nelle mani dei nostri più piccoli gesti, il destino lo scriviamo noi e non ci viene imposto; ogni nostra decisione, ogni nostra reazione, sarà prima del nostro futuro.
Pensiamo al fato come se non potessimo cambiarlo, la verità è che esistono tantissimi futuri, solo che noi ne viviamo solo uno, quello che ci imponiamo con le parole e con i fatti, con le decisioni e con gli sbagli, con le lezioni e le avventure, da soli o con qualcuno, lo decidiamo noi.
Il futuro è fatto di sogni, realizzati o distrutti, ma da questo è caratterizzato, perché non esiste un domani se non lo immagini, se non lo desideri e non lo costruisci.

Nicola Celentano – Istituto Melloni



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L'Ambulatorio Ginecologico sarà aperto il Lunedì e Giovedì dalle 14.30 alle 17.00

Tutti i servizi dello Spazio Giovani saranno
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