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Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

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Newsletter:  Perfettamente Imperfetti

“Per essere perfetta le mancava solo un difetto”
[Karl Kraus]

Perfettamente imperfetti 
A voi la parola:  "La vita è come un urlo. Liberalo!" 
Promemoria:  
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Ciao amici!
Poco tempo fa ho conosciuto una ragazza della vostra età, Francesca… Mi ha regalato una pagina del suo diario per poterla condividere con voi e… ci ho trovato le stesse cose che possono succedere a tutti noi!!! Eventi, a volte piacevoli, a volte meno, che ci troviamo a vivere ogni giorno, ma… come ci spieghiamo quello che ci accade?! Di chi è il “merito” o la “colpa” ? Perchè la nostra vita non è sempre perfetta come vorremmo?


PERFETTAMENTE IMPERFETTI

“Caro diario,
oggi doveva essere una giornata perfetta: interrogazione al mattino su cui avevo puntato molto, uscita in centro con le amiche, appuntamento con Marco…invece è stata proprio una giornata NO. Con la N maiuscola!Non me n’è andata dritta una…Tanto per cominciare, dopo aver passato tutto il pomeriggio ieri a studiare, l’interrogazione di inglese è stata un disastro! Pensavo di essere davvero preparata stavolta…sapevo TUTTO, davvero!! Ho studiato come una pazza e sapevo qualsiasi cosa sulla letteratura inglese dell’ 800…e invece…cosa mi va a chiedere la prof??! I verbi e la grammatica!!!!! Morale della favola: il mio tanto sperato 8, si è trasformato in un 5\6! Uffff… Ero tristissima e pure arrabbiata con la prof…non è possibile! Ora avrò un’altra verifica dove potrò recuperare la settimana prossima, ma sono troppo triste e demoralizzata per studiare…tanto che senso ha se poi le cose vanno sempre come cavolo vogliono, non sono sotto il mio potere  e decide tutto la prof?!
Tornando a casa, poi, ho anche litigato con Sara…tutto perché ha saputo che oggi accompagnerò Giulia a comprarsi le nuove scarpe da ballo, mentre lei in centro con noi non vuole venire e preferirebbe che io andassi a casa sua… Ma che colpa ne ho io se lei cambia sempre idea?! Prima mi dice che c’è, poi no, poi forse, poi non mi fa più sapere, poi dice che vorrebbe vedermi da sola… insomma, io non posso più decidere cosa voglio?!
Come se non bastasse arrivata in centro ho urtato un bambino che stava mangiando un gelato e mi sono macchiata di cioccolato tutta la maglietta!
Non ho proprio avuto il coraggio di incontrare Marco a quel punto…come potevo andare conciata così??! allora mi sono inventata una scusa e sono tornata a casa...in lacrime! Chissà, ora Marco non mi vorrà vedere più!
Per fortuna che domani è un altro giorno…ma cosa ho fatto per meritarmi una giornata così??
Buonanotte diario.
Francy”

In una sola giornata quante cose possono capitarci! A voi, quante volte è successo di pensare che niente andasse bene e che non sarebbe mai più andato bene? E poi, come ci spieghiamo gli eventi della nostra vita? Quando succedono le cose a chi diamo la colpa?
A volte, quando le cose non vanno come le avevamo programmate o sognate a lungo, ci capita di pensare che sia colpa nostra, che non siamo stati abbastanza bravi, abbastanza pronti o abbastanza perfetti, e che tutto è perduto. Altre volte applichiamo il meccanismo opposto, riconducendo solo al “fuori” (gli altri, il contesto, il tempo, …) le cause di quanto ci avviene, come se noi fossimo spettatori esterni della nostra stessa vita.

Se guardiamo la storia di Francesca, possiamo pensare che, forse, avrebbe potuto cambiare qualcosa nel suo atteggiamento, mentre altre cose non avrebbe potuto comunque controllarle: perché l’interrogazione non è andata bene? Forse non sapeva di dover studiare la grammatica perché la settimana prima si era distratta e non aveva ascoltato l’insegnante, quindi avrebbe potuto prepararsi meglio, o, forse, semplicemente, la prof. quel giorno era particolarmente pignola e pretendeva di più… Non sempre gli eventi intorno a noi sono controllabili: in alcuni casi possiamo pensare di impegnarci per dare il massimo e cercare di ottenere alcuni risultati, altre volte, invece, la causa sta al di fuori delle nostre possibilità.
Allo stesso modo nel caso del litigio con le sue amiche: Francesca probabilmente ha agito in buona fede, senza pensare che Sara si sarebbe offesa. Non sempre, infatti, possiamo conoscere i pensieri, i desideri e le aspettative degli altri, se non comunichiamo tra di noi in maniera chiara. È importante che ognuno di noi sia in grado di comunicare alle persone che gli stanno intorno i propri bisogni e desideri, in modo tale, attraverso il dialogo, che non si creino fraintendimenti. Solitamente è più complesso dire un No che un Sì… per il timore della reazione degli altri, di non corrispondere i loro desideri e magari litigare… Eppure in uno scambio sereno dei propri bisogni è sempre possibile trovarsi in situazioni dove tutte le persone coinvolte sono soddisfatte di quanto stanno facendo, nel rispetto di chi magari quel giorno aveva intenzioni o desideri differenti dai nostri.
E con Marco? Forse Francy, andando comunque all'appuntamento, avrebbe scoperto che quel piccolo incidente col gelato non era poi così importante! Condividere con Marco quello che sentiva in quel momento (il suo imbarazzo e le sue paure) le avrebbe dato l'opportunità di sdrammatizzare insieme, facendosi una risata con lui! Perché probabilmente quello che interessa a Marco non è una ragazza perfetta ed impeccabile, ma Francesca, QUELLA ragazza, con i suoi pregi e i suoi difetti, la sua forza e le sue insicurezza: una ragazza come lui, con cui sentirsi se stesso. 


COS'E' CAMBIATO OGGI PER FRANCESCA?

Scrivendo il suo diario, Francesca ha riflettuto su di sé e su quello che le è successo ed ha avuto modo di imparare dalle sue stesse esperienze, facendone tesoro.
L'interrogazione di inglese le insegnerà che non è una singola esperienza a determinare il suo andamento futuro in quella materia. Non bisogna generalizzare un semplice avvenimento al tutto, ci saranno altre occasioni per recuperare (come il compito in classe della settimana successiva) e la prossima volta potrà senza dubbio andare meglio. L'importante sarà prepararsi, sì, ma senza lasciarsi trascinare dalle proprie paure o dalla voglia di mollare e non pensarci più! Da un lato, infatti, Francesca potrebbe pensare che sia meglio lasciare perdere tutto, perché tanto i risultati sono indipendenti dai suoi sforzi e che, quindi, sia inutile impegnarsi perché andrà comunque sempre male.
Oppure, potrebbe puntare a recuperare, ma in modo poco efficace, lasciandosi guidare più dall'ansia che dalla concentrazione sui compiti di inglese: alcune volte, infatti, ci capita di impiegare più energie nelle nostre paure e nelle nostre ansie, piuttosto che nella performance, quasi come se non riuscissimo a pensare ad un'idea di noi diversa rispetto a quella di “chi, tanto, non ce la fa”.

Ma Francy, riflettendo sulla sua esperienza, ha imparato qualcosa e sa che un piccolo sforzo, con uno studio mirato, senza ansie eccessive sarà il metodo migliore per puntare ad un buon risultato.
Con le amiche, poi, si ricorderà di essere chiara nell'esprimere il suo pensiero e i suoi bisogni e desideri, senza risultare aggressiva o sgarbata, ma anche senza sentirsi “sottomessa” alle decisioni degli altri, in modo da non creare malumori, rancori, equivoci o discussioni inutili.

Infine dal mancato incontro con Marco, Francesca imparerà che negarsi una bella esperienza per paura di essere giudicati è peggio che affrontare le cose, mostrandosi apertamente per quello che si è. Parlando con lo stesso Marco, capirà che gli altri, specialmente quando tengono a noi, non ci valutano basandosi su dei dettagli,  ma ci apprezzano e ci vedono per quel che siamo nel complesso, in tutte le nostre sfumature, dai nostri “tesori” ai nostri piccoli-grandi difetti.

Quello che ci succede, bello o brutto che sia, ha sempre un valore, poiché il riflettere sulle nostre esperienze ci consente di imparare qualcosa e di crescere, un passo alla volta.

MA DOBBIAMO PROPRIO ESSERE PERFETTI?... CHE NOIA!

Cosa significa essere perfetti? Cosa accade se non lo siamo? Quanto possiamo permetterci di sbagliare? Chi deludiamo: noi stessi o gli altri?

Il punto è: dobbiamo preoccuparci costantemente per quello che siamo e che facciamo perché siamo noi a controllare la nostra vita e ne siamo responsabili sempre e comunque, oppure dobbiamo evitare di prendere qualsiasi tipo di decisione perché tanto è sempre tutto deciso dagli altri o dal caso? 
La cosa migliore dovrebbe essere quella di avere un buon equilibrio tra le due posizioni: quando ci succedono le cose che ci succedono è giusto riflettere per capire se abbiamo sbagliato in qualcosa, per riuscire a crescere e migliorarci, ma senza colpevolizzarci; inoltre, poiché non abbiamo il controllo su tutto, non possiamo dare delle colpe, ma possiamo comunque imparare a comunicare con gli altri, per dire loro cosa pensiamo, di cosa abbiamo bisogno, perché abbiamo il diritto di farlo!

Crescere vuol dire provare tante strade, sperimentarsi in situazioni diverse, passare anche attraverso qualche piccola sconfitta, quando le cose non vanno proprio come sperato noi possiamo imparare dai nostri errori, e possiamo capire che è possibile un compromesso tra quello che ci aspettiamo da noi stessi e quello che accade.

Arrivare a conoscerci nei nostri pregi e difetti, nei nostri punti deboli e punti di forza significa percorrere una strada per diventare adulti. Quando impariamo a conoscerci meglio e ad accettarci per quello che davvero siamo, ci è più facile capire perché le cose non vanno sempre come le avevamo progettate e accettarle per quello che sono, come punto di partenza per un possibile cambiamento futuro.



A VOI LA PAROLA

La vita è come un urlo,
liberalo!
Solo così riuscirai a capirne
il senso e vivere felice.
Se avrai il coraggio di
provarci, allora riuscirai
a conoscerti e capirai
fino a che punto
potrai arrivare.
Se avrai delle difficoltà,
non buttarti giù,
perché niente è impossibile,
basta volerlo!!

Paul Alberto – Liceo Scientifico “G. Ulivi” – 15 anni


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