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Newsletter:  Suona la campanella... si ricomincia!

Un’avventura è una disavventura vista dal lato buono.
[Gilbert Keith Chesterton]

Suona la Campanella: Si ricomincia! 
A voi la parola:  C'era una volta un elfo
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"Il primo giorno di scuola lo prepariamo dentro di noi, proprio come prepariamo lo zaino la sera precedente"

C’è chi non vede l’ora perché ha voglia di novità, cambiamenti, di rimettersi in gioco e di rivedere i propri compagni…c’è chi, invece, vorrebbe che l’estate continuasse per potersi divertire,e dormire fino a tardi, oppure chi vorrebbe, sì, vedere gli amici, ma è già preoccupato per la ripresa della routine, per i compiti, i professori e le novità che, a volte, spaventano...

 
Suona la campanella.... si ricomincia!

(Pensieri tratti da: www.skuola.net e  it.answers.yahoo.com )

“Io inizio a settembre il liceo scientifico e non vedo l’ora!
Sul serio, non ce la faccio più con queste vacanze!
Ho cercato un po’ di info anche sui vari forum su internet e dicono che i professori si presentano, parlano un po’, a volte in alcune scuole (come in quella in cui andrò io), c’è un progetto d’accoglienza!
Penso che questi 5 anni saranno i migliori…”
-Nada-

“Noi quest’anno abbiamo cambiato metà prof., lezione fin dal primo giorno…che dire, le mazzate cominciano fin da subito!”
-Rock4ever -

“Io oggi ho iniziato le superiori. Beh, devo dire che ero molto spaventata all'inizio... mondo nuovo, scuola nuova… ma dopo ben due ore di accoglienza (nonostante avessi già amiche in classe che conoscevo), ho fatto amicizia con più di metà classe!
Quindi è andata bene, direi!”
-Smile-

“È filato tutto liscio all'inizio… Faccio la seconda superiore, quest’anno hanno cambiato la sede in cui eravamo e così c'era un sacco di gente nuova ed ero abbastanza contenta di fare conoscenza…in classe ci siamo trovati con ben 7 compagni nuovi! E poi…la prof ha iniziato a parlare, a spiegare e a rompere…
Uff, voglio tornare in vacanza a dormire fino a tardi!!!!!”
-Ele-

“Io a settembre avrò il primo giorno di scuola superiore. Sinceramente non so cosa mi capiterà, ma se penso al mio primo giorno di medie, non è stato così preoccupante come credevo…è andato molto meglio del previsto…”
-Angela-

Dalle vostre parole emergono molti pensieri, idee, sentimenti, aspettative, paure, desideri e sensazioni differenti riguardo all’inizio della scuola…
C’è chi non vede l’ora perché, col concludersi della bella stagione, ha voglia di novità, cambiamenti, di rimettersi in gioco e di rivedere i propri compagni…c’è chi, invece, vorrebbe che l’estate, con i suoi tempi rilassati, continuasse per potersi divertire, oziare e dormire fino a tardi, oppure chi vorrebbe, sì, vedere gli amici, ma è già preoccupato per la ripresa della routine, per i compiti, i professori e le novità che, a volte, spaventano.

Quante volte, anche a voi, è capitato di pensare al momento dell’inizio dell’anno scolastico, perdendosi in riflessioni, buoni propositi (a volte eccessivi), attese e timori che sono sfociati in un po’ di ansia?
…“Mi farò nuovi amici?”, “Cambierò i professori: come saranno quelli nuovi?”, “Litigherò ancora con quella compagna?”, “Avrò molto da studiare, non ce la farò mai!”, “Quest’anno voglio partire con dei buoni propositi che devo assolutamente rispettare!”, “Voglio avere una buona media….e se le cose poi non andassero come previsto?”, “E se…?”…Quante di queste frasi vi suonano come familiari?

PAURE DA RIENTRO

Le reazioni e le emozioni che il primo giorno di scuola suscita sono diverse perché quel giorno può avere significati diversi e particolari per ognuno di noi e, a volte, possono essere ambivalenti, miste di desideri e timori, attese positive e pensieri negativi. Quello che non conosciamo ci preoccupa perché temiamo di non farcela o di non vedere andare le cose come vorremmo, come le abbiamo sognate e progettate a lungo, ma, d’altro canto, ci incuriosisce e ci attrae per il carico di novità e di possibilità interessanti e positive che può portare con sé.

Pensare e continuare a riflettere troppo su quello che potrebbe o non potrebbe accaderci, però, non ci aiuta, perché non fa altro che alimentare le nostre preoccupazioni, confondendoci e mettendo in ombra le sensazioni e le idee positive rispetto al futuro.

Parlando di  “ansia da primo giorno di scuola”, un’idea alternativa potrebbe essere quella di affrontare le situazioni momento per momento piuttosto che agitarsi troppo in anticipo, trovando di volta in volta le strategie più efficaci e utili per noi e, soprattutto, di condividere le nostre emozioni e preoccupazioni con chi ci sta intorno (amici, genitori, insegnanti, fratelli, …) perché parlare di quello che ci ribolle dentro, a volte, lo fa sembrare meno spaventoso e ingestibile di quello che è. Quella “cosa” che ci fa un po’ attorcigliare lo stomaco quando ci pensiamo c’è…ma ci sta a fianco tranquilla, senza sembrare più un mostro terrificante: dopo averne parlato, appare più piccola rispetto alle tante  cose positive che portiamo con noi.

L’INIZIO (COSA METTO NELLO “ZAINO”)  e  il CAMBIO DI PROSPETTIVA

Ma dopo i giorni dell’attesa, il suono della prima campanella segnala il vero e proprio inizio della scuola…che si tratti di un ritorno ad un percorso già intrapreso o l’inizio di un nuovo viaggio in una nuova scuola, con compagni e professori ancora da incontrare e scoprire, il primo giorno di scuola lo prepariamo dentro di noi, proprio come prepariamo lo zaino la sera precedente.
E dunque nello zaino non portiamo solo nuovi quaderni, astucci, diari, libri…ma anche parti di noi, di quello che abbiamo vissuto durante i mesi estivi appena passati, di quello che ci ha fatto crescere e cambiare, di quei timori, paure e preoccupazioni che, ogni tanto, ci vengono in mente e ci fanno sudare, di quello che ancora desideriamo conoscere e provare e di relazioni che vogliamo riprendere e approfondire.

Tornare a scuola significa, sì, impegni, compiti, mattinate tra i banchi, doveri, insegnanti, ma anche compagni e amici con i quali condividere momenti di studio e di svago e luogo di crescita personale. Perché non iniziare il nuovo anno con dei buoni propositi più piacevoli, interessanti e facili da rispettare (non i soliti “starò sempre attento, prenderò sempre e solo buoni voti, non accumulerò mai nessun compito” che puntualmente si finisce col non seguire più dopo una settimana perché troppo rigidi)…per esempio, provare ad aprirsi agli altri compagni…magari quelli con cui ancora non si è provato a parlare per timore o perché, semplicemente, non è mai capitato, o provare a lasciare da parte quelle discussioni e difficoltà che ci sono state l’anno prima con quell’altra persona, proprio quella con cui avevamo itigato durante l’assemblea di classe…aprendosi e svelando (se stessi e gli altri) senza paure si potrebbe scoprire che, forse, si ha in comune molto più di quello che si pensava e che le differenze, anche se ci sono, possono essere una risorsa, non un ostacolo.

Oppure si può provare a pensare a quella materia o a quell’argomento che si sente più vicino a sé…appassionarsi, farlo proprio, incuriosirsi, chiedere, conoscere…per scoprire che la scuola è anche una risorsa che può far crescere e cambiare nel proprio modo di vedere le cose, aprendoci al mondo.

PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO

L’inizio della scuola può essere il momento per ripartire, diventando protagonisti attivi del nostro cambiamento per costruire uno spazio piacevole ed interessante, senza subire passivamente il ritorno ad una routine quotidiana che sia fatta solo di noia, tempo grigio e doveri.
Si tratta di provare a leggere le cose indossando un paio di occhiali nuovi, con lenti diverse, provare ad immaginare prima e costruire poi uno spazio ed un tempo diversi, per noi, cuciti addosso per quello che siamo, cogliendo le sfumature del rientro a scuola che meglio ci “colorano” (il ritrovo degli amici, le cose che vogliamo raccontare e condividere, la voglia di iniziare una nuova avventura, il desiderio di crescere e cambiare, la voglia di imparare,…), senza abbandonarci solo agli aspetti più “neri” e negativi.

L’inizio della scuola non è per forza un tempo fatto esclusivamente di tristezza o ansia: si tratta di due emozioni, e possiamo provarle, ma senza farci dominare da loro! Quello che ha reso la nostra estate interessante, divertente, stimolante, oppure il desiderio di ritrovare i compagni o di ricominciare quell’unico corso che, magari, ci piace possono diventare il carburante, il nutrimento da cui attingere per ripartire con energia nuova, senza rimpianti, ma proiettati verso qualcosa di nuovo.

Se poi le cose non dovessero andare bene come avevamo sperato e dovessimo “inciampare” in qualche brutto voto, o se con i compagni non scattasse la scintilla nonostante i nostri sforzi, niente panico! Ricordiamoci che una piccola caduta non è per forza un fallimento e che per le cose (soprattutto le relazioni con gli altri) serve un po’ di tempo e di impegno in più a volte. Quando si cade ci si può rialzare e da lì, pensando a come poter cambiare le cose, ricominciare…con un sorriso, perché, in fondo, pensiamoci: nessuno è perfetto e davanti a noi c’è un intero anno per provarci!
Chissà, potrebbe davvero essere un anno pieno di sorprese e cambiamenti interessanti…

 A VOI LA PAROLA

C'era una volta un elfo

C'era una volta un elfo che doveva intraprendere un viaggio. I suoi amici dicevano che era semplice, ma i suoi genitori non la pensavano così, infatti volevano accompagnarlo per semplificargli il viaggio. L'elfo non voleva che i suoi genitori lo accompagnassero per paura della presa in giro. Allora riempì uno zainetto con dei vestiti, un cestino con del cibo e una bussola e partì. Lui diceva di non avere paura di niente e quindi era molto sicuro di sé. Dopo qualche decina di chilometri incontrò un orco. L'elfo lo guardò attentamente e vide che la pelle dell'orco era tutta disegnata, era tutta ricoperta delle paure dell'elfo. L'elfo era tanto spaventato che volle tornare indietro, ma l'orco con un solo salto lo raggiunse e gli disse che per intraprendere il viaggio doveva sconfiggere le sue paure. L'elfo era confuso, non sapeva come fare. Riflettè un attimo e si ricordò di una frase che gli diceva sempre sua mamma: 'Devi avere coraggio.' Allora prese un bastone e lo infilò in ogni immagine fino a sconfiggere l'orco. Dopo la sua sconfitta l'orco lasciò all'elfo due gradini di scale. L'elfo passò su e all'improvviso invecchiò di 5 anni. Si sentiva meno incosciente e più maturo. Camminò per altri chilometri fino ad arrivare ad una casetta. Entrò e vide una donna con dei bambini. La donna chiese all'elfo di badare ai suoi bambini e alla sua casa e gli disse che se non avesse obbedito non avrebbe mai finito il suo viaggio. Lui accettò ma non riusciva a tenere sotto controllo i bambini, allora li prese in braccio e li mise nelle culle, poi andò in cucina, lavò i piatti e mise a posto tutto, quando tornò la donna gli diede altri gradini e una porta. L'elfo l'aprì e vide una città dove non c'erano vandali, ma persone mature e questo paese si chiamavo futuro.

Daria Carbone - Scuola Media San Polo di Torrile


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