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Spazio giovani - Il consultorio per adolescenti dell'azienda usl di Parma

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Newsletter:  Vabb?... ma che Prof. vuoi!?!??

Forse non è a scuola che impariamo per la vita, ma lungo la strada di scuola.

Heinrich Böll, Cosa faremo di questo ragazzo?, 1981

La scuola dovrebbe essere un luogo in cui è piacevole andare. Imparare, stare con gli amici, mettersi alla prova, impegnarsi in qualcosa: tutto questo è possibile soprattutto grazie alle persone che incontriamo a scuola! Al mattino il risveglio non è forse meno faticoso al pensiero che incontreremo i nostri gli amici e compagni??       
Anche gli insegnanti hanno un ruolo chiave. A chi non è capitato di andare a scuola un po' più volentieri perché “..almeno c'è lezione con QUEL prof.”!



"A questo punto l'insegnante si fa serio e pone il Grande Quesito: D'altra parte, che cos'è l'istruzione? Cosa si fa in questa scuola? Voi potreste rispondere che volete diplomarvi per andare all'università e prepararvi a una professione. Ma non è tutto qui, cari colleghi studenti. Io stesso ho dovuto chiedermi che cavolo ci faccio in quest'aula. E sono arrivato a formulare un'equazione: alla lavagna scrivo a sinistra una P maiuscola, a destra una L, poi disegno una freccia che va da sinistra a destra, da PAURA a LIBERTÀ.
Non credo che sia possibile raggiungere la libertà assoluta. Ma quello che sto tentando di fare io con voi è mettere la paura alle strette."
Ehi, prof!
di Frank McCourt  
 
L'ambiente scolastico durante l'adolescenza è un luogo fondamentale, di incontri, che ogni giorno arricchisce sempre di più. Oltre a nozioni, ci insegna a vivere e ad interagire con gli altri.
Non si può di certo dire che i professori siano tutti uguali. In ogni caso  mettono impegno e amore nello svolgimento della loro professione. Purtroppo può accadere che qualche professore non trasmetta apertamente la sua passione per l'insegnamento ma ciò nonostante sappiamo fa tutto per il bene dei suoi alunni.
L'insegnante è anche la prima autorità adulta, esterna alla famiglia, con cui ognuno di noi si ritrova a contatto. La varietà di insegnanti che gli studenti incontrano nel proprio percorso scolastico fa sì che da ognuno si traggano benefici e arricchimento: aiutano e stimolano a relazionarsi, anche per il futuro, con persone diverse.

Abbiamo provato a divertirci stilando varie tipologie di insegnanti. Tu quali aggiungeresti? Si potranno incontrare professori completamente diversi da questi descritti oppure insegnanti che possiederanno un mix di queste  caratteristiche.
Possono esistere varie tipologie di insegnanti.
L’SS: Vi sono professori talmente rigidi e severi che pretendono tanto dai alunni da fare venire i brividi lungo la schiena e far sorgere il panico nella classe nel momento dell'interrogazione. L’unica cosa è perciò studiare, ma farlo per davvero. Durante la spiegazione non è permesso neppure fiatare. Nella correzione delle verifiche seminano una marea di insufficienze, perché ciò che sai non è mai abbastanza. A distanza di anni, ripensando a loro, ti correrà ancora quel brivido, ma conoscerai le loro materie perfettamente!
L’invisibile: Invece vi sono professori nelle cui ore si chiacchiera con i compagni. Si sa a malapena cosa insegnano, quasi neanche si notano, però almeno nelle loro ore ci si relaziona con i compagni o si studiano altre materie. Il guaio è se uno di questi professori insegna una materia basilare, perché, terminato il percorso di studi, nel mondo del lavoro saranno dolori! Potrebbe comparire un leggero dispiacere e pentimento per non aver seguito bene quelle spiegazioni!
L’ingiusto (il non obiettivo): Vi è anche l’insegnante che non è né simpatico né antipatico ma ha un difetto: sembra che dia i voti a caso perché i voti alti vanno sempre ai suoi studenti preferiti. Non si capisce perché, pur studiando tanto, non si riesca a prendere un bel voto. La frustrazione è tanta, ci si sente impotenti però con la consapevolezza di avere messo molto impegno, di aver fatto tutto ciò che è possibile e soddisfatti comunque di conoscere la materia. (Piton)

L’amico: Vi è il professore che, pur insegnando la sua materia, spende anche qualche lezione a parlare con i suoi studenti. Forse non si conoscerà tutto di quella materia ma si avrà la certezza di sapere che quel professore sarà sempre disponibile in caso di difficoltà.
Il diligente: Invece vi sono professori a cui interessa solo fare il loro dovere. L’importante è spiegare, fare le verifiche e interrogare. A loro non importa eccessivamente se la classe presta  attenzione e se i voti sono buoni. Spesso possono anche avere un effetto soporifero sugli studenti. Si otterrà sicuramente una spiegazione impeccabile della materia ma la difficoltà consisterà nel mantenere l’attenzione costante per almeno un’ora.
Il mentore: E infine vi è il professore che, in momenti di spiegazione, si fa rispettare richiamando l’attenzione. È’ severo, pretende impegno costante da parte dei suoi alunni e massimo rispetto ma nei momenti al di fuori delle attività scolastiche, nelle uscite didattiche e nelle gite, si rivela una persona simpatica e spiritosa. Durante il periodo della scuola le sue ore appariranno impegnative ma alla fine ci si sentirà soddisfatti. Le sue materie sono quelle che vengono studiate più volentieri e con minor fatica. Resterà un ricordo piacevole.


Ognuno di questi professori fa, in ogni caso e a modo suo, acquisire qualcosa ai suoi alunni. Il messaggio trasmesso non è mai lo stesso e magari non sempre completo, ma ugualmente utile per il futuro. Le brutte esperienze non sono mai totalmente negative, lasciano sempre un messaggio, perché sono sfide che ci aiutano a crescere...

La scuola ha un valore fondamentale per la preparazione dei giovani che andranno a costruire e costituire il mondo futuro. Purtroppo il valore di essa è sempre stato sottovalutato dalla maggior parte degli studenti. Lo scopo della scuola è di far uscire ragazzi realmente preparati, coscienti delle proprie prospettive future e di come portarle avanti e delle proprie responsabilità. Quindi la scuola non si ferma alla semplice trasmissione di nozioni ma dovrebbe insegnare a vivere al meglio.
La scuola ha la funzione di formare, istruire ed educare i suoi studenti. Deve trasmettere loro la cultura ma anche dare i mezzi per inserirsi all’interno della società. Deve sviluppare la loro capacità di partecipazione e di relazionarsi con gli altri. Per arrivare a tutto questo però sono necessari anche gli insegnanti. In Giappone ad esempio gli unici cittadini che non sono obbligati ad inchinarsi davanti all’imperatore sono gli insegnanti. Il motivo è che i giapponesi sostengono che senza professori non ci possono essere imperatori. In questo Paese si sottolinea l’importante ruolo che ha la cultura per le persone e per la crescita della Nazione. In Giappone l’educazione è quasi esclusivamente trasmessa  dalla scuola e non dalla famiglia.

Lo studente deve cercare di dare una lettura non sempre negativa della vita scolastica e delle relazioni che instaura. Secondo la saggezza antica la scuola è maestra di vita perciò i suoi insegnamenti non sono solo culturali ma anche di utilità nel vivere quotidiano. Se lo studente riesce a comprendere che lo studio ha un'importanza non solo di per sé ma anche per il ruolo che andrà ad assumere nella società, allora il percorso di studi che avrà intrapreso sarà sicuramente utile e positivo. Lo studente deve comprendere che seguire il proprio corso di studi, più consono alle sue capacità e personalità, “apre la mente” e dà una visione reale e critica dei fatti che avvengono quotidianamente nel mondo .

L’insegnante, oltre ad avere le conoscenze in un determinato ambito, deve utilizzare delle modalità adeguate per farle apprendere ai suoi studenti. Non ultimo scopo dell’educazione scolastica è quello di stabilire un rapporto con i propri studenti fondato su una buona e chiara comunicazione che porterà ad un apprendimento migliore. Questo è probabilmente l'aspetto più difficile da curare e raggiungere per i professori. Necessari però sono anche gli strumenti, tecniche e metodi di cui l’insegnante fa uso nelle lezioni per trasmettere i concetti. Anche la materia più difficile e considerata eventualmente noiosa può essere efficacemente appresa con curiosità e interesse se il professore utilizza dei metodi che aiutano gli studenti a comprendere al meglio le nozioni, a coinvolgere e a catturare la loro attenzione senza trascurare il rapporto insegnante-alunno.
Quando il rapporto studente-professore non funziona, presumibilmente è perché la comunicazione tra i due non avviene nel migliore dei modi.
In ogni caso l’apprendimento tra insegnante e studente è sempre reciproco: non c’è solo il professore che educa ma che anche impara ciò che lo studente gli comunica. Anche il professore potrebbe far tesoro di ciò che gli infondono i suoi alunni cosicché l’insegnamento possa avvenire nel modo migliore.

Magari sarebbe piacevole incontrare Frank McCourt, americano di nascita ma formatosi in Irlanda, che descrive e riflette sulle sue esperienze di insegnante nelle scuole di New York nel libro “Ehi, prof!”.
Spinge gli studenti a prendere consapevolezza del loro apprendimento. Le sue prime esperienze di insegnante sono state nella McKee Vocational and Technical High School a New York. Durante il suo primo giorno come insegnante ha rischiato di essere licenziato per aver mangiato un sandwich, il secondo per aver scherzato sul fatto che in Irlanda la gente esce con le pecore rispondendo alla domanda di uno studente che chiedeva se gli irlandesi uscissero anche con le ragazze. Inizialmente il suo metodo d'insegnamento prevedeva vari aneddoti sulla sua infanzia in Irlanda. In seguito ha insegnato Inglese come seconda lingua e con alcuni studenti afroamericani ha portato in scena l'Amleto. Ha iniziato a insegnare quando aveva ventisette anni e ha continuato per trent'anni. Ha passato la maggior parte della sua carriera alla Scuola Superiore Stuyvesant High School come insegnante di Inglese e Scrittura creativa.

 

 





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