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Newsletter:  Sport: un microcosmo di vita

Lo sport può cambiare il mondo

(Nelson Mandela)

I Modiali di calcio 2014 come occasione per riflettere sulla bellezza dello sport come veicolo di messaggi positivi contro il razzismo e le discriminazioni.



L’estate è sinonimo per antonomasia di sole, mare, colore e feste in spiaggia circondati dagli amici di sempre o dai nuovi compagni di avventura conosciuti sul bagnasciuga… questa sarà anche l’estate dei mondiali di calcio in Brasile, stagione in cui spopoleranno i colori e le canzoni carioca. La moda celebra questo importante avvenimento sportivo con linee ispirate alle nazionali che a giugno si sfideranno nel paese del sole e della samba; la passione per il Brasile impazza anche nel make up! Le ragazze, forse più interessate alle ultime tendenze in fatto di trucchi ed accessori che alle vicende sportive, sapranno che nelle nuove linee proposte dalle maggiori aziende di cosmetici, la parole d’ordine è colore colore e ancora colore. Infatti le nuove collezioni di cosmetici sono tutte ispirate al Brasile e rappresentano un tripudio di colori accesi e vivaci, che spaziano oltre i classici colori carioca del giallo e del verde. Tra le proposte della moda vi è la nuova collezione di t-shirt ideate per lanciare un messaggio, riportato sul retro delle stesse, contro ogni razzismo e discriminazione. Il calcio, infatti, resta uno dei pochi ambiti in cui le persone riescono a ritrovare un “obiettivo” comune, a sentirsi appartenenti a qualcosa; i media parlano della fede calcistica solo quando accadono fenomeni poco positivi come scontri e insulti tra tifosi, ma in realtà è, se usata come valore, un importante strumento e risorsa per la coesione e di coinvolgimento e condivisione tra le persone. Per un breve periodo dell’anno tutti gli italiani saranno impegnati ad organizzare gli incontri in piazza o al bar per il ritrovo vero e aperto con gli amici davanti ad una pizza e ad una birra pronti a tifare ed incitare la propria squadra del cuore. Questo avviene anche attraverso le nuove tecnologie, utilizzando i nuovi potenti mezzi di comunicazione, come i social network.

La bellezza dello sport è proprio questa, la capacità di sentirsi un tutt’uno, uniti e solidali con gli altri come molto spesso nella vita quotidiana, presi dai mille impegni di lavoro e dalla scuola, ci dimentichiamo di essere. Lo sport promuove la programmazione, le regole, l’impegno e la fatica ed aiuta l’individuo a riproporre tutto questo anche nelle scelte quotidiane di vita. Inoltre l’attività fisica ha un impatto anche sugli aspetti emotivi; chi di voi non si è sentito più rilassato, scaricato dopo una bella corsa o passeggiata al parco?! Lo sport è un importante strumento di conoscenza di sé, del proprio corpo e delle proprie abilità che permette di fare i conti con i propri limiti ed è un’esperienza di crescita e miglioramento. In particolare gli sport di squadra, come appunto il calcio, i cui valori si possono riassumere nella condivisione di obiettivi comuni, nell’accettazione delle regole, nella cooperazione e nel reciproco senso di appartenenza tra l’individuo e il gruppo, permettono di sperimentare il confronto con gli altri, collaborando in modo leale e rispettoso, e tale comportamento, che ogni atleta e giocatore dovrebbe avere, devono essere modelli di riferimento per tutti.

Un’altra faccia del calcio, che in Italia è relegata ai margini, è il calcio femminile, nato nella nostra penisola nel 1933 a Milano e che ad oggi vede l’esistenza di due campionati nazionali:la serie A e la serie B e due campionati regionali: la serie C e la serie D. Tale fenomeno è dovuto alla scarsissima visibilità da parte dei media, alla mancanza di progettualità da parte della Federcalcio e alla mancanza di strutture o fondi per realizzarle. A tutto questo poi si aggiungono problematiche di tipo culturale e sociale che pongono ulteriori limiti, come considerare il calcio uno sport prettamente maschile. Questo ci fa riflettere sulla necessità di portare avanti politiche di sensibilizzazione nelle scuole, dove le bambine si avvicinano per la prima volta al mondo dello sport, e dare la possibilità a tutte di poter praticare attività calcistica senza nessun pregiudizio o limiti di natura fisica o psicologica. Ben diversa è la situazione all’estero e non è un caso se le nazionali femminili più forti, sono anche quelle dei paesi in cui la partecipazione delle donne al lavoro è più alta. Nei paesi del Nord Europa, come Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania, l’attenzione che viene data al calcio femminile è elevatissima, infatti le televisioni, i giornali ed internet garantiscono un’ampia copertura e il seguito di pubblico negli stadi è notevole. In attesa della svolta epocale, come ad esempio l’apertura delle società di calcio maschili alle ragazze, che possa far uscire dall’ombra il calcio femminile, è necessario sottolineare come lo sport sia un’occasione di crescita e comunione tra le persone, che può abbattere anche le discriminazioni e i pregiudizi che per lungo tempo hanno impregnato la nostra società impedendo quella crescita culturale, sociale ed anche economica che molti paesi esteri hanno già attuato. Infatti uno sport come il calcio è fatto dai calciatori, ma anche e soprattutto dai tifosi che lo animano e dallo spirito sportivo e di coesione che dovrebbe caratterizzare questo sport, al di là di ogni discriminazione. Ci auguriamo, quindi, che questi mondiali 2014 non siano solo un inno al calcio e alla tifoseria, ma anche un modo per dire no alle discriminazioni, che sul campo da calcio tornano periodicamente e rischiano di rovinare il gioco più amato al mondo.





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