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Gravidanza

La gravidanza è quell’importante momento nella vita della donna in cui, all’interno del suo utero si   sviluppa e cresce un feto che, dopo 40 settimane di gestazione, è un bambino capace di vita autonoma. 

Il prodotto del concepimento inizia così a crescere. Si forma la camera gestazionale che contiene il liquido amniotico, dove "nuota" l’embrione (detto feto dopo il terzo mese di gravidanza). 
 
Si sviluppa la Placenta, l’organo che fa da tramite fra l’organismo materno e quello fetale. Placenta e feto sono collegati al cordone ombelicale.   La placenta provvede al nutrimento e all’ossigenazione del feto, oltre che a svolgere una sorta di funzione di "filtro" rispetto alle sostanze nocive. 

Le dimensioni dell’utero durante la gravidanza subiscono delle notevoli variazioni. Anche lo sviluppo del feto all’interno dell’utero si svolge gradualmente nel corso   della gravidanza: il giorno in cui avverrà il parto viene calcolato contando 280 giorni dal primo giorno dell’ultima mestruazione (40 settimane). 

Il giorno calcolato è indicativo e un parto è considerato a termine dalla 38a settimana alla 42a.   Si considera abortivo un parto prima del 180° giorno e pretermine fra il 180° giorno e il 260°. 

È interessante, infine, ricordare la distinzione fra gravidanza semplice e gravidanza gemellare   Ecco inoltre un'analisi della gravidanza e del parto dal punto di vista psicologico-emotivo 

La gravidanza inizia con la fecondazione . Durante il rapporto sessuale, tramite l’eiaculazione, avviene la deposizione del liquido seminale   in vagina e, dei milioni di spermatozoi prodotti, soltanto uno sarà in grado di fecondare l’ovulo maturo a livello della tuba uterina. 

Dopo circa 30 ore dalla fecondazione, l’ovulo fecondato inizia ad "automoltiplicarsi". Dopo circa 6 giorni dalla fecondazione l’ovulo fecondato   ha percorso tutto il tratto tubarico, scende in utero e si annida nello spessore della mucosa endometriale pronta ad accoglierlo. 

Inizia la produzione di un ormone chiamato HCG che diventa dosabile nell’urina 15 giorni circa dopo la fecondazione (epoca della mestruazione mancata), poco prima nel sangue.   La presenza di questo ormone dà il test di gravidanza positivo, il quale conferma la gravidanza. 

Il prodotto del concepimento inizia così a crescere. Si forma la camera gestazionale che contiene il liquido amniotico, dove "nuota" l’embrione (detto feto dopo il terzo mese di gravidanza). 
 
Si sviluppa la Placenta, l’organo che fa da tramite fra l’organismo materno e quello fetale. Placenta e feto sono collegati al cordone ombelicale.   La placenta provvede al nutrimento e all’ossigenazione del feto, oltre che a svolgere una sorta di funzione di "filtro" rispetto alle sostanze nocive. 

Le dimensioni dell’utero durante la gravidanza subiscono delle notevoli variazioni. Anche lo sviluppo del feto all’interno dell’utero si svolge gradualmente nel corso   della gravidanza: il giorno in cui avverrà il parto viene calcolato contando 280 giorni dal primo giorno dell’ultima mestruazione (40 settimane). 

Il giorno calcolato è indicativo e un parto è considerato a termine dalla 38a settimana alla 42a.   Si considera abortivo un parto prima del 180° giorno e pretermine fra il 180° giorno e il 260°. 

È interessante, infine, ricordare la distinzione fra gravidanza semplice e gravidanza gemellare  

Quando due o più feti si sviluppano contemporaneamente e sono partoriti a brevissima distanza di tempo l’uno dall’altro si parla di gravidanza gemellare.  

Si parla di gravidanza semplice quando il feto che viene alla luce è unico. 
 
Distinzione gemellare

gemelli identici: sono identici in tutto, perché derivano dalla divisione di un unico ovulo fecondato da un unico spermatozoo, quindi sono geneticamente identici.  

gemelli fraterni: possono essere diversi perché derivano dalla fecondazione contemporanea di due ovuli maturi da parte di due spermatozoi diversi e quindi sono geneticamente diversi. 

Durante i nove mesi di gestazione possiamo osservare due ordini di  fattori estremamente importanti: i cambiamenti fisici ed emotivi della madre e la crescita del feto. 

Ecco inoltre un'analisi della gravidanza e del parto dal punto di vista psicologico-emotivo 

Il periodo della gravidanza è caratterizzato da un susseguirsi di avvenimenti diversissimi, a seconda della personalità della donna, di come vive l'idea di avere figli,   del rapporto che la lega alla sua infanzia e ai suoi genitori; a seconda che abbia o no un compagno e, se lo ha, del sentimento che la lega a lui. 

Si alternano conflitti, momenti di serenità, sensazioni positive e negative, dubbi e paure.

Nel primo trimestre sono presenti variazioni di umore continue: da una gioia infinita a una profonda depressione.   Nel secondo trimestre le diverse sensazioni sono legate all'adattamento a un corpo che cambia, alla percezione dei primi movimenti del bambino.

Il terzo trimestre è tutto improntato all'imminenza del parto, un avvenimento temuto e desiderato allo stesso tempo. 
 
Da un lato la madre non vede l'ora di conoscere il viso, tanto fantasticato, del bimbo che ha dentro di sé, dall'altro il parto può essere vissuto con ansia per la rottura di un legame così intenso.   Spesso, però, basta prendere il proprio bambino tra le braccia per ricreare quel legame. 

Il bambino, da parte sua, per nove mesi cresce ed affina organi e funzioni. Nella pancia della madre egli è attivo e in continua relazione con l'ambiente.   Sviluppa i sensi (tatto, gusto, olfatto e vista), e - si ritiene - sia in contatto emotivo con la madre, e possa avvertirne gli stati d'animo positivi e negativi. 

Scopo dei corsi non è quello di insegnare tecniche per annullare il dolore ma quello di fare un percorso insieme ad altre mamme e coppie con l’aiuto degli operatori nella ricerca del proprio modo di   vivere al meglio l’esperienza della gravidanza, del parto e del diventare genitori. Si apprendono tecniche di rilassamento e si confrontano le proprie conoscenze per ricavarne informazioni utili. 

Interruzione di Gravidanza

Può avvenire spontaneamente per cause legate a problemi materni, all’embrione o al feto, oppure volontariamente. 

L’interruzione volontaria della gravidanza viene sancita e regolamentata dalla legge 194/78.
La donna può effettuarla entro il 90° giorno dalla data   dell’inizio dell’ultima mestruazione presso le strutture ospedaliere accreditate con certificazione di richiesta di interruzione di gravidanza. 

La certificazione deve essere redatta da un medico non obiettore il quale:

- certifica l’epoca di gravidanza;
- verifica le circostanze per le quali la gravidanza,   il parto e la maternità comporterebbero serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna;
- valuta le possibili soluzioni per evitare l’interruzione di gravidanza. 

Le ragazze minorenni possono interrompere la gravidanza con il consenso di entrambi i genitori.
Nel caso ciò risultasse impossibile ci si   può avvalere dell’autorizzazione del giudice tutelare, il quale potrà rilasciare o meno il permesso all’esecuzione dell’intervento



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